• Per la prima volta in un unico volume sono raccolte quasi cinquecento fotografie di 230 medaglie realizzate in uno dei periodi certamente più rilevanti della storia del nostro Paese. Aldo Tassini, storico appassionato e collezionista, ha ricostruito, di ogni singola medaglia, la storia, il contesto storico e le motivazioni che hanno portato alla sua realizzazione. Accanto a medaglie di straordinario valore e interesse, per la prima volta sono state catalogate anche quelle onorificenze cosiddette “minori” ma indicative dei momenti storici in cui furono prodotte. L’alta definizione di ogni immagine consente di “leggere” ogni singola medaglia rivelando aspetti unici e inediti. Di ognuna di queste onorificenze è narrata la storia a partire dai committenti sino ai destinatari finali, quasi sempre soldati che hanno combattuto nella miriade di guerre e battaglie, in Italia, in Europa e non solo, che hanno caratterizzato il periodo preso in considerazione. Un’opera di straordinario interesse che non può non appassionare gli amanti di storia militare ma anche gli storici che potranno ripercorrere attraverso questi oggetti, molti dei quali di mirabile fattura, i momenti più affascinanti e complessi non solo del nostro Paese da dell’intera Europa.
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    Guida ai Sentieri del Carso triestino, monfalconese e goriziano
  • La Guerra Aerea da Caporetto a Vittorio Veneto 24 ottobre 1917 - 4 novembre 1918 Aviazione. Dopo il successo del suo precedente libro “L’aviazione nel Nord-Est”, con il quale ha ottenuto il premio letterario “Giulio Douhet”, l’autore ha voluto approfondirne una parte, analizzando lo sviluppo dell’aviazione durante la Grande Guerra. Per fare ciò, ha scelto il periodo più significativo, quello che va da Caporetto alla fine della guerra e ciò perché il periodo precedente era tecnicamente poco rilevante, mentre nell’ultimo anno di guerra lo sviluppo degli aerei austro-tedeschi, francesi, italiani e inglesi è stato notevole. Con questo libro, l’autore non ha voluto raccontare le glorie della guerra aerea, ma la forza e le carenze dei mezzi e degli uomini e la simbiosi degli aerei con l’esercito che combatteva a terra. All’inizio, l’aereo sembrava un mezzo debole e di scarso interesse ma, rivelatosi come l’occhio indiscreto e pericoloso del nemico, fu subito duramente combattuto dai vari schieramenti, che a loro volta si impegnavano per aumentarne le prestazioni e il controllo nei cieli. È stata proprio questa partenza, a far crescere enormemente tutta l’aviazione.
  • La Grande Guerra in Alta Val Degano
  • "Sparavamo, sparavamo, sparavamo, senza interruzione" Un artigliere tedesco   "Verdun entrerà nella storia come il mattatoio del mondo" Un autista di ambulanza americano
  • Oltre che i principali combattimenti dei flammieri italiani, questo libro analizza il funzionamento degli apparecchi e riporta il racconto degli ufficiali, attraverso schede dei vari tipi di lanciafiamme e approfondisce le tattiche d'azione con mappe a colori della posizione dei reparti lanciafiamme nelle varie battaglie. Il libro definitivo sulle specialità che fu di Curzio Malaparte e di Paolo Caccia Dominioni.
  • Centoquarantaquattro e dintorni - La 7, 8, 9 battaglia dell'Isonzo: settembre - novembre 1916 Questo libro è un'opera riguardante la Prima Guerra Mondiale sul Carso isontino del Vallone di Gorizia, e nello specifico nell'affrontando dettagliatamente la 7°, 8° e 9° battaglia dell'Isonzo (settembre - novembre 1916) sull'altura denominata "Quota 144". Il taglio del libro è un compromesso tra una classica Histoire-Battaille, ricostruita attraverso l'approfondita e dettagliata consultazione di fonti ed archivi storici, e memorialistica di ambedue le compagini che rendono più dinamico e "vivo" il racconto. L'opere è corredata di tre schede di approfondimento relative a tre protagonisti di altrettanti capitoli, alcuni sconosciuti, altri piuttosto noti: un Ufficiale austroungarico Theodor Wanke, che meriterà la più alta onorificenza militare dell'Impero; un Dragone italiano, Elia Rossi Passavanti la cui storia personale, sia militare (pluridecorato tra cui due M.O.V.M. nelle due Guerre Mondiali) che civile, meriterebbe una memoria ben più diffusa; un caporalmaggiore dei Bersaglieri, ferito gravemente sulla quota, Benito Mussolini, che rischio di non entrare nella storia. Altre sei schede di approfondimento riguardano i due Eserciti  contrapposti nel 1916, le tattiche, alcune corpi e armi particolari del primo conflitto: Bersaglieri ciclisti, Cavalleria, mitragliatrici e lanciafiamme. Una particolare cura è rivolta al dare un "volto" ai fatti d'arme approfondendo frequentemente i profili di coloro che combatterono e caddero sulla quota, tramite notizie, motivazione delle decorazioni, fotografie. 128 tra fotografie e mappe storiche corredano la ricerca. I principali Reparti italiani menzionati sono: III, V, XI battaglione Bersaglieri ciclisti; 7° 11° Bersaglieri; Brigate di fanteria: Cremona, Lazio, Catania, Bari, Bergamo; Cavalleria: 4° reggimento Genova, 2° reggimento Piemonte Reale; 5° lanceri di Novara; molteplici reparti Mitraglieri, Bombardieri, di artiglieria, Genio, 2° comp. lanciafiamme. Al libro è allegata una guida a tre itinerari attuali.
  • "La maggior parte di coloro che vennero travolti dalla guerra, fossero soldati al fronte o donne mobilitate nelle retrovie, fece la propria parte fino in fondo. Come ciò sia stato possibile, è uno dei quesiti a cui ho tentato di dare una risposta. Perchè, dopo anni di combattimenti e morte e dopo una vittoria così duramente pagata, le emozioni dominanti in Italia siano state non l'orgoglio bensì la disillusione e il senso di fallimento, è un altro".
  • I distintivi delle truppe alpine 1915-1945 Quest’opera non vuole essere solo uno strumento utile al collezionista, ma vuole soprattutto tenere desta e consegnare alle nuove generazioni la memoria della storia,  delle tradizioni e dello spirito di corpo delle Truppe Alpine. Questa pubblicazione non è solamente un catalogo: vi sono elencati, codificati e descritti tutti i distintivi dei reparti alpini coniati tra il 1915 ed il 1945, di cui si ha notizia, ma vi si racconta anche la storia di tutti quei reparti di cui è stato catalogato e descritto il distintivo. La storia Si è ritenuto necessario introdurre anche la storia dettagliata di quei reparti i cui distintivi sono trattati in questa pubblicazione, con lo scopo di dare la possibilità al lettore di inquadrare il distintivo nella vita del reparto. Di ogni reparto è stata citata la data di nascita, la sua costituzione organica e le modifiche che questa ha subito nel tempo; le dipendenze organiche e loro variazioni. Sono state elencato le Campagne di guerra a cui il reparto ha partecipato fino al suo scioglimento o, fino ad oggi, per quelli ancora in vita. La storia del reparto precede la codificazione e la descrizione dei suoi distintivi. I distintivi sono stati elencati secondo un criterio ordinativo prettamente militare. Sono stati ordinati in sette grandi “Gruppi” che si riferiscono alle Grandi Unità, alle Armi: – fanteria, artiglieria e genio – ed ai Servizi delle Truppe alpine. Nel I° gruppo sono trattati i distintivi delle Grandi Unità alpine; nel II° gruppo quelli delle unità della fanteria alpina, nel III° quelli dell’artiglieria alpina, nel IV° quelli del genio alpino; nel V° quelli dei Servizi dei reparti alpini, nel VI° quelli dei reparti addestrativi. Il VII° Gruppo infine sono catalogati i distintivi dei reparti alpini che hanno fatto parte dell’Esercito della Repubblica Sociale Italiana. I Gruppi sono a loro volta suddivisi in Sezioni in base al livello organico dei reparti che usavano il distintivo: Armata, Divisione, Brigata, reggimento, battaglione, gruppo, compagnia e batteria. I reparti che fanno parte di una Sezione sono elencati in ordine alfabetico o numerico a seconda che il reparto sia contraddistinto da un nominativo o da un numero. ed i loro distintivi sono contraddistinti da un numero progressivo all’interno della Sezione. Quando un reparto ha avuto più distintivi, questi sono elencati in ordine cronologico e numerati progressivamente. Le varianti di uno stesso distintivo sono indicate ciascuna con una lettera. Ogni distintivo, pertanto, è indicato con un numero romano che indica il gruppo, con una lettera maiuscola che indica la sezione e con un numero arabo progressivo, relativo alla Sezione di appartenenza, mentre le sue varianti sono indicate ciascuna con una lettera. Ad esempio il primo distintivo coniato del 3° reggimento artiglieria alpina è classificata come: III°/A-2-a.
  • Tutti gli uomini dell'Imperatore Il comando Supremo dell'Esercito Italiano (Segretario Generale per gli affari civile) in data 28 marzo 1919 riportava in forma urgente agli uffici subalterni la notizia dell'arrivo di otto individui provenienti da Shatzkij Russia Centrale, tra i quali citiamo Massimiliano Bertogna di Giovanni, nato a Terzo (Austria) il 17 giugno 1894, soldato del 20° battaglione Jager, prigioniero in Russia dal 13 giugno 1915 e Giovanni Aizza di Antonio, nato a Terzo (Austria) il 9 maggio 1886, soldato del 27° Landwwher, prigioniero in Russia dal marzo del 1915. Il console italiano a Mosca vedendoli trasalì: i due avevano in mano come documento di riconoscimento un tesserino rilasciato dal partito comunista russo e il tesserino di iscrizione al sindacato...
  • Udine nel suo anno più lungo - ottobre 1917 novembre 1918 Un omaggio a Udine, capitale della guerra, che rivede la luce in occasione dei centociquant'anni dell'Unità d'Italia.
  • Dal Sommario: Mitragliatrici: Mitragliatrice pesante Fiat 1914 Mitragliatrice S.I.A. Mod. 1918 Mitragliatrice Gardner a 2 canne cal. 10,35 Mod. 86 Mitragliatrice Perino cal. 6,5 Mitragliatrice Maxim Mod. 1906 e 1908 cal. 6,5 Mitragliatrice Vickers Mod. 911 cal. 6,5 Mitragliatrice Colt Mod. 14 cal. 6,5 Mitragliatrice 907 F cal. 8 (907 I cal. 6,5) Mitragliatrice Chauchat (C.R.S.G. Mod. 15) cal. 8 Mitragliatrice Vickers cal. 7,7 Mitragliatrice Lewis cal. 7,7 Mitragliatrice Hotchkiss cal. 8 Mod.14, Mitragliatrice Madsen Mod. 1903 Mitragliatrice 08/15 Pistole mitragliatrici e moschetti automatici: Pistola mitragliatrice Villar Perosa Pistola mitragliatrice “Fiat” Modello 1915 Moschetto mitragliatore Mod. 1915 Cannoni da fanteria Cannoncino da 37 F.
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    AUTOMITRAGLIATRICI BLINDATE E MOTOMITRAGLIATRICI NELLA GRANDE GUERRA

    € 25,00
    Com'è noto, nel 1914-1918 l'Esercito italiano non potè inviare al fronte, per le limitate possibilità industriali e per la scarsa collaborazione da parte degli Alleati, i "tanks" che erano apparsi nelle Fiandre dal settembre 1916. Tuttavia, il Comando Supremo riuscì a schierare un piccolo nucleo di automitragliatrici blindate, che giunsero sull'Isonzo tra il 1915 ed il 1916. Altre se ne approntarono nel tardo 1917, ma fu solo dopo la ritirata sul Piave, esse vennero utilizzate in forze sia nel contrastare l'offensiva austriaca di giugno, sia a Vittorio Veneto. Questo III volume, come i precedenti riccamente illustrato, ne ripercorre la travagliata storia, insieme con quella brevissima dei reparti motomitragliatrici creati nell'estate dello stesso 1918. L'autore, dopo essersi soffermato sugli sviluppi tecnici della macchina Ansaldo, ricorda anche gli studi e i brevetti di numerosi inventori
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    Artiglieria da trincea austro ungarica e germanica - Storia e tattica Un volume indispensabile per studiosi, collezionisti, esperti di militaria e soprattutto per st.orici. Tecnica, munizionamento e industria bellica alla prova dell’uso in prima linea per l’appoggio della fanteria e delle squadre d’assalto.
  • 1915 - 1918 La Grande Guerra sul fronte italiano Prima Guerra Mondiale. Con questo volume abbiamo voluto raccontare solo le vicende principali della Grande Guerra sul fronte italiano per far comprendere al lettore l’essenza dei fatti, dando soprattutto importanza all’effetto iconografico di tutto il fronte italiano utilizzando alcune centinaia di fotografie, molte inedite, tratte dalle nostre collezioni personali che, meglio di molte parole, possono far capire le condizioni di vita e le sofferenze a cui furono sottoposti i soldati degli eserciti che per oltre tre anni hanno combattuto una terribile guerra di posizione, per buona parte combattuta in montagna, anche oltre i 3.000 metri di quota. Ne è nato un volume a supporto delle numerose mostre che noi organizziamo sul tema in tutta Italia che crediamo possa essere una valida sintesi per ricordare una pagina importante della nostra storia. Questa raccolta di immagini vuole ricordare i sacrifici degli uomini di tutti i popoli che combatterono sul fronte italiano ed essere una documentazione dei luoghi interessati dal conflitto che portano ancora le cicatrici di una guerra che non è stata dimenticata.
  • Le trincee, le baracche, le mulattiere e i ricoveri sono stati i punti “geografici” nella storia sociale della Grande Guerra, essi rappresentano uno degli aspetti portanti dell’attività militare. La logistica legata al Genio fu infatti un aspetto decisivo della guerra difensiva che l’esercito combattè nell’ultimo anno. Il generale Marieni, comandante dell’aeronautica negli anni in cui l’Italia doveva recuperare ritardi e inefficienze, fu colui che dai giorni seguenti Caporetto fino alla fine della guerra comandò quell’esercito di oltre 150.000 uomini che costruirono le linee difensive, le strade e i ponti per l’offensiva finale, risolvendo ciclopici problemi logistici e difensivi. Questa biografia condotta sui documenti dell’Archivio Marieni consente di rivalutare il merito di un generale la cui opera è tutt’oggi visibile in tanti luoghi del paesaggio veneto. Oltre 170 foto inedite e una sessantina di piante, schizzi, grafici e tabelle provenienti dall’Archivio Marieni documentano l’opera di uno dei maggiori artefici della vittoria italiana
  • La guerra fra Italia e Austria vista da entrambe le parti del fronte: dopo cento anni, la prima storia che riunisce in un racconto parallelo le vicende dei due paesi in conflitto.
  • Kappenabzeichen Distintivi da berretto austroungarici - Piccoli oggetti d'arte e di racconto della grande guerra Prefazione di Walther Schaumann Piccoli oggetti d'arte e di racconto della grande guerra Prefazione di Walther Schaumann. Il volume analizza i distintivi da berretto dell'esercito austroungarico per presentarli e farli conoscere al di fuori del semplice schematismo militare. Non solo quindi come il distintivo di questo o quel reparto, ma come quello che è in realtà: un piccolo oggetto d'arte ricco di storia. Questi particolarissimi oggetti sono infatti analizzati dal punto di vista del regolamento militare e da quello della propaganda di guerra. Essi sono così inquadrati nell'arte del loro tempo. Non un catalogo quindi ma un compendio sulla storia del Kappenabzeichen. Il volume è riccamente illustrato a colori, con schede esplicative dei singoli distintivi e degli oggetti a essi correlati. Das Buch analisiert die Kappenabzeichen des österreichischen-ungarischen Heeres, um sie außerhalb des einfachen militärischen Schematismus vorzustellen und bekannt zu machen. Nicht nur als Abzeichen dieser oder jener Abteilung, aber was es in Wirklichkeit ist: ein kleiner Kunstgegenstand, reich an Geschichte. Diese besonderen Gegenstände sind in Hinsicht der militärischen Vorschriften und der Kriegspropaganda analisiert. Sie sind in die Kunst ihrer Zeit eingeordnet. Kein Katalog, aber eine Zusammenfassung in der Gschichte der Kappenabzeichen.
  • Prefazione di Paolo Gaspari Appendici di Filippo Cappellano A tutt’oggi non esisteva un lavoro dedicato esclusivamente all’armamento delle truppe italiane che potesse riassumere l’entità dello sforzo bellico italiano nei quattro anni della Grande Guerra. Manca persino nella Relazione Ufficiale edita a partire dagli anni ’20 dall’Ufficio Storico dell’Esercito. Nicola Pignato, in queste pagine, frutto di lunga e laboriosa ricerca, spera di essere riuscito nell’intento di ricostruire con dovizia di particolari, tale evoluzione, un processo che portò gradualmente la massa del nostro Esercito, inizialmente dotata del solo fucile e baionetta a disporre, nelle proprie unità tattiche elementari, di tutta una gamma di micidiali ordigni bellici, dalla mitragliatrice alle bombe a mano dai mortai ai lanciafiamme, mettendola alla fine in grado di competere positivamente con i più potenti eserciti del mondo.
  • Non c'è un paese in Italia che non abbia almeno un suo cittadino caduto sul Carso. Finora non esisteva un volume che ricostruisse le terribili battaglie carsiche; le centinaia di foto e piantine a colori permettono a chiunque di conoscere uno dei momenti cruciali dell'esperienza degli italiani in guerra
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    I bombardieri del re – la storia e l’armamento del Corpo dei Bombardieri della Grande Guerra
  • Una battaglia che per dimensioni e importanza è superiore a Caporetto. Tra Pozzuolo e Codroipo il 30 ottobre 1917 quattro divisioni d’assalto tedesche attaccarono i 300.000 soldati dell’ala destra della 2a armata che si stavano ritirando verso il Tagliamento in decine di scontri. La battaglia costò 60.000 prigionieri, la perdita di tutti i 2000 cannoni della 2a armata e 16 colonnelli e generali (compresi due della gloriosa Sassari). Tranne in Kafka e in Bacchelli, essa non figura in nessun libro di storia e questa è la sua prima ricostruzione. Gli italiani riuscirono tuttavia a passare il Tagliamento.
  • Le cariche della cavalleria a Pozzuolo del Friuli sono state nell’immaginario collettivo l’epica della Grande Guerra. In questa nuova collana La storia raccontata e illustrata quei combattimenti sono ricostruiti e narrati in tutti i dettagli. Un grande mosaico in cui finalmente si scopre come si svolsero i fatti.
  • Con questo elaborato intendiamo descrivere un francobollo di storia della parte d’Italia che si trova all’estremo nord dell’Adriatico, quasi sconosciuto al resto d’Italia. Parleremo di un grande cantiere navale, di un genio progettista di sommergibili, di una popolazione poco nota, ma estrememente responsabile ed operosa, di una Regia Marina intelligente e lungimirante. E’ quindi indispensabile ricostruire, seppur in maniera sintetica, alcuni capitoli della nostra Storia e della storia del battello subacqueo per rendere comprensibile e logico quanto seguirà.
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