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    La Grande Guerra

    21,00 20,00
    Il racconto della Grande Guerra secondo una storia drammatica di passione al fronte. Tra l'estate del 1914 e la fine del 1918 si svolse il primo grande conflitto che coinvolse quasi tutte le più influenti potenze mondiali e che, per le caratteristiche di guerra totale che assunse, rappresentò la più feroce contesa armata mai combattuta fino a quel momento. Questo volume raccoglie le prime pagine del "Corriere" relative a quegli anni: dall'attentato di Sarajevo all'intervento italiano, dal coinvolgimento delle nazioni extraeuropee alle sanguinose battaglie su fronti contrapposti fino all'armistizio che sancì la risoluzione delle ostilità. Un libro per tutti gli appassionati di storia e per tutti coloro che, attraverso una selezione arricchita da commenti e approfondimenti, desiderano comprendere il significato e la portata di un momento imprescindibile della storia dell'umanità. Con un inserto speciale a colori sulle più belle prime pagine della "Domenica del Corriere" degli anni della guerra. Introduzione di Paolo Mieli.
  • LA GUERRA 14-18

    12,00
    Il racconto della Grande Guerra secondo una storia drammatica di passione al fronte.
  • Il racconto dei segni
    Il racconto dei segni della Grande Guerra. I segni della Grande Guerra sul fronte italo-austriaco, sono ancora presenti come vecchie ferite che tardono a rimarginarsi. La guerra di posizione impose lo scavo di chilometri di trincee e camminamenti, di centinaia di ricoveri e caverne, estesi baraccamenti e poi strade e mulattiere, acquedotti e cimiteri per i tanti che non tornarono. Il libro presenta una nicchia poco nota di questo patrimonio storico molto particolare, perché di difficile ritrovamento ed anche emotivamente coinvolgente: le "iscrizioni di guerra". Fregi di reparti, semplici graffiti lasciati da soldati che hanno inciso il loro nome, un messaggio di speranza "Mamma tornerò", o addirittura imponenti costruzioni sulle quali campeggiano i nomi dei comandanti. La presentazione di una documentazione unica che possa ispirare ai giovani i valori universali di pace e fratellanza tra i popoli.
  • I tracciati delle trincee della Grande Guerra – I La conquista del Carso di Comeno
      La trincea, questo termine è connaturato con la storia militare, Ma fu con la prima Guerra Mondiale che divenne sinonimo di un "modo di vita". La trincea come luogo totale, di vita e di morte, fatto di lunghe ore di attesa, rifugio, tomba, di attimi di terrore ecc. Si può dire che le trincee del Carso furono il più importante campo di battaglia della Grande Guerra, non per numero di morti, ma per quantità di popoli che lì soffrirono e combatterono. Il recupero delle trincee per finalità storiche e turistiche non può avvenire che conoscendo perfettamente il loro tracciato. Questo libro copre appunto questa lacuna storiografico-documentaria.
  • Linea avanzata, di difesa ad oltranza e linea d'Armata, tre nomi per definire il complesso sistema difensivo italiano realizzato a cavallo delle valli dell'Isonzo e del Natisone-Judrio alla vigilia del 24 ottobre 1917, giorno dello sfondamento del fronte isontino. Questa pubblicazione ne illustra lo sviluppo sul terreno con l'ausilio di una documentazione d'archivio inedita.
  • Graffiti di guerra   La voce dei soldati incisa sulla roccia. Ecco cosa esprimono i graffiti della Grande Guerra, vale a dire i particolari beni storico-culturali incarnati dalle testimonianze scritte (epigrafi, incisioni, targhe, lapidi, scritte...) ancora oggi esistenti, in ragione di migliaia, tra le vestigia delle opere e sui campi di battaglia del Primo conflitto mondiale. Circa 1800 sono i graffiti conosciuti dagli operatori del Museo della Grande Guerra di Ragogna nel territorio compreso tra il Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e la Carinzia, ritrovati nel corso di una ricerca ventennale, tuttora in corso, finalizzata alla fotografia e al censimento. Italiani, austro-ungarici e germanici, ufficiali o individuali, "patriottici" o "pacifisti", essi rappresentano non solo un prezioso elemento di memoria, ma anche una puntuale e talvolta assai utile, per quanto inconsueta, fonte storiografica. Registrarne almeno i dati storico-geografici, prima che si completi l'ineluttabile rovinio materiale a cui le incisioni sono soggette, è la missione del progetto Catasto dei graffiti della Grande Guerra: per salvare un prezioso patrimonio storico e per non dimenticare il sacrificio vissuto dai soldati e dai civili di tutte le Patrie.
  • Le imprese aeronautiche e l’impiego tattico dei mezzi aerostatici è trattato con i particolari tecnico-costruttivi e una quantità di dati e fotografie inedite. L'impiego bellico dei mezzi aerostatici, argomento trascurato dalla storiografia della Grande Guerra, è qui per la prima volta ampiamente sviluppato. L'utilità dei palloni si manifestò evidente per i vantaggi che quei mezzi, apparentemente fragili e insicuri, offrivano, specialmente all'osservazione del campo avversario sottoposto agli effetti del tiro d'artiglieria. Perciò l'uso dei palloni fu molto ampio e diffuso su tutto il fronte europeo e conobbe una rapida evoluzione tecnica, ispirata dalle contingenti necessità di guerra fino alla trasformazione in motopallone che consentiva l'autonomia operativa e quindi una maggiore efficacia d'impiego. Particolari tecnico-costruttivi tratti dagli introvabili manuali di fabbricazione e una quantità di dati e fotografie inedite di grande suggestione sono raccolte in questo libro che non può mancare nella raccolta dei cultori della storia di guerra.
  • La guerra in salotto – Der Krieg im Salon Catalogo italiano e tedesco dell'omonima mostra del comune di Lavarone (TN).
  • Redipuglia – storia memoria arte e mito di un omnumento che parla di pace La prima storia completa di Redipuglia, dal dopoguerra ai giorni nostri. Una guida ragionata al nuovo Museo storico militare e all'area monumentale, con alcune indispensabili informazioni logistiche-pratiche.
  • Il Monte Grappa prima della Guerra; gli avvenimenti; il ripiegamento; l'organizzazione difensiva; l'attacco austriaco al Grappa; la battaglia d'arresto; la battaglia del Solstizio; la battaglia di Vittorio Veneto; importanza militare del Grappa; Le strade; le escursioni.
  • Guida agli itinerari: Opacchiasella, Nad Logem, il villaggio militare di Devetachi, Nova Vas, Lokovica, Dolina del gelso, Tercenca. Gli Autori sono riusciti con le loro pagine scritte sull'onda di grande passione storica e affetto verso un'inobliabile generazione di uomini – soldato, a far parlare quell'angolo poco conosciuto di Carso concedendo ampio spazio al dramma umano di un esercito di fanti, bersaglieri, arditi, artiglieri, bombardieri, jäger, gebirgschützen, pionier e honved che si sentivano abbandonati, nell'isolamento forzato imposto dalla natura di quel terreno cosparso di doline. Impossibilitati o quasi a comunicare la precarietà della loro vita, delle sofferte ore di trincea, ma soprattutto delle angoscianti attese che precedevano gli assalti.
  • Il Carso dimenticato – Le spallate dell’autunno ’16 sul carso di Comeno Guida agli itinerari: Veliki Hrib, Q.208 Nord, Q.208 Sud, Nova Vas, Nad Bregom, il Vallone delle croci, il Fajti, Pečinka Q.291, Pečina Q.308-Q.278, Hudi Log, Lucatič Esplorando il terreno per ricostruire l’evoluzione dei combattimenti tra l’ottobre e il novembre 1916, ci si rende conto che ciascuna dolina custodisce memorie e testimonianze di grande rilievo, sia storico che umano. La passione, l’ago della bussola e le mappe ci spingono ad abbandonare i sentieri più frequentati guidandoci verso le zone più recondite e meno note del Nad Logem, Lokvica, Nova Vas, Nad Bregom e delle quote 208 sud e nord. Il silenzio è il tratto distintivo di questo mondo, qui si prova un senso autentico di isolamento ed estraniazione dal mondo reale. “Le Patrie – scriveva Antonio Scrimali nel 1997 – hanno dimenticato i fanti, bersaglieri, genieri, zappatori, honved, jäger, landsturm, … Ma noi no”. Noi con l’aiuto di questa guida, siamo in grado di ascoltare, in pieno Carso, un fiume di racconti.
  • La guida, riccamente illustrata e unica nel suo genere, contiene una vasta e analitica ricognizione dei sacrari e ossari disseminati sul territorio consentendo, a chi lo desideri, di percorrere un vero e proprio viaggio nella memoria storica del nostro Paese. Non si tratta infatti solo di località, ma di monumenti della memoria e, con essa, del lutto e del mito della Grande Guerra. Luogo per luogo, con cura e dettagliatamente, sono indicate le caratteristiche di complessi monumentali, cimiteri militari e significativi siti illustrativi della prima guerra mondiale sul fronte italiano. Le tappe dell’itinerario sono: Passo Stelvio e Val Venosta - Passo del Tonale - Valli Giudicarie - Valle di Ledro - Val d’Adige -Vallarsa (Ossario di M.Cimone e di Arsiero) - Altopiani di Lavarone e Folgaria - Altopiano d’Asiago - Dolomiti di Ampezzo e Cadore - Dolomiti di Sesto e Comelico - Carnia (Tempio Ossario di Timau e Passo Monte Croce Carnico) - Valle dell’Isonzo (Sacrario di Caporetto) - Carso (Sacrario di Redipuglia, Oslavia e vari Cimiteri), Monte Grappa - Prealpi Feltrine e Trevigiane - Montello - Piave (Sacrario di Fagarè) - Lombardia: Brescia, Bormio, Salò - Trentino Alto Adige: Bolzano, Colle Isarco, Trento - Veneto: Bassano, Treviso,Verona - Friuli Venezia Giulia: Aquileia, Prossecco, Udine - Estero: Arnoldstein, Plokenpass, Tolmino, Bligny.
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    I bombardieri del re – la storia e l’armamento del Corpo dei Bombardieri della Grande Guerra
  • Out of Stock
    Un italiano fuori dal coro. Leggere il diario militare del Capitano Aldo Spallicci, medico, poeta, parlamentare, repubblicano, volontario di guerra, offre la cifra necessaria per riscoprire la mentalità degli italiani che, a partire dal Risorgimento fino alla Seconda Guerra Mondiale, testimoniarono con la vita e sacrificio il rispetto per i propri ideali. L'esperienza bellica per Spallicci è solo un ulteriore passo del proprio cammino umano, politico e professionale a favore della polis romagnola e della patria italiana. Si può anche rimanere isolati a causa dei propri ideali e del proprio impegno ma un romagnolo non torna mai indietro e prosegue per la propria strada con orgoglio
  • Guida ai forti della Grande Guerra sul “fronte invalicabile tra l’altipiano dei sette comuni e gli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna. Gli ambienti incontaminati degli Altipiani hanno anche il fascino di essere stati per due anni sconvolti dalla "guerra dei forti" e dalla strafexpedition. I segni dei cannoneggiamenti e degli scontri furibondi sono rimasti nei racconti collegati con i ruderi dei luoghi. Vi sono però delle storie che pochi conoscono... Zigliotto ha basato la sua conoscenza storica sulle letture di manoscritti e testi originali in tedesco ed è andato alla ricerca dei luoghi descritti da Luis Trenker, Fritz Weber e da molti ufficiali italiani. Ha ricercato con meticolosità nei luoghi storici dei fatti avvenuti i punti descritti accomunandoli in quest'unica opera.
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    Escursioni e passeggiate tra i forti del Friuli In friuli combatterono anche tedeschi, austriaci, cechi, slovacchi, ungheresi, polacchi, croati, bosniaci, sloveni: il più vasto ed eterogeneo campo di battaglia della storia europea. Questo libro fa scoprire quei luoghi dimenticati: alle sorgenti del Tagliamento; Chiusaforte; i "Nidi delle aquile"; Resiutta, l'estrema barriera delle Alpi Giulie; la sentinella delle Prealpi; lo Sbarramento di Ospedaletto; la Fortezza di Osoppo; le Linea del Torre; la Testa di Ponte di Ragogna; i capisaldi della cintura morenica; i Forti della Pianura.
  • Il tempo della trincea. Scritture, emozioni, visioni.
  • Dieci itinerari da Treviso al Piave sia sulla riva destra che sulla sinistra, corredati da 180 foto d'epoca, foto a colori, schizzi e cartine, cippi e lapidi. Tutto quello che c'è da vedere e scoprire in un territorio in cui la guerra rivive nella memoria collettiva
  • Fortezza Hermada 1915 - 1917 Dal maggio del 1915 all'estate del 1917 "Fortezza Hermada" sbarrò inesorabilmente la via per Trieste alle truppe italiane attestate poco oltre Monfalcone. Davanti ad essa vennero combattute battaglie paragonabili ai più aspri scontriu del fronte occidentale e i soldati dei due eserciti pagarono un pesantissimo tributo di sangue e sofferenza. Consapevole di ciò, questa guida porta alla scoperta delle trincee e delle caverne austro-ungariche del complesso delle cime dell'Hermada e si spinge oltre confine, in Slovenia, alla ricerca di vari "segni di guerra" (trincee e ricoveri, caverne, lapidi, graffiti)ne di importanti cimiteri di guerra austro-ungarici, elementi significativi di una storia troppo spesso dimenticata. Attraverso i "sentieri della guerra e della memoria" dell'Hermada percorreremo, nella splendida natura carsica, un vero e proprio "Museo all'aperto" internazionale, ricco di storia e di sorprese.
  • Viaggiare nella storia - Dall'Adriatico al Passo Monte Croce Carnico Tra il maggio 1915 e l'ottobre 1917 il territorio oggi compreso nella regione Friuli Venezia-Giulia e nelle limitrofe Austria e Slovenia divenne terreno di scontro tra gli eserciti italiano ed austro-ungarico che vi si affrontarono per ventinove lunghi mesi. Le Alpi Giulie e Carniche ma soprattutto il Carso assistettero a dodici cruente battaglie, mentre la zona di pianura si trasformò nella grande retrovia al servizio delle armate italiane. Il conflitto trasformò il paesaggio a tal punto che le tracce del suo passaggio sono ancora numerose così come cippi, monumenti, ossari e cimiteri rappresentano altrettanti segni della memoria, costituendo con i primi un unico, vastissimo, museo all'aperto. Questa guida offre lo spunto all'ospite del Friuli Venezia-Giulia per visitare questo particolare museo e ripercorrere quei luoghi diventati patrimonio comune della Storia europea.
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    Ventitre itinerari storico-escursionistici sui luoghi più controversi del fronte isontino durante il primo conflitto mondiale. Monte Nero, Monte Rosso, Mrzli vrh, Monte Rombon, la dorsale del Kolovrat, le retrovie italiane, quelle austriache e la testa di ponte di Tolmino sono inseriti in percorsi di varia difficoltà che portano il visitatore tra trincee e posizioni che videro ventinove mesi di scontri cruenti culminare drammaticamente nella battaglia che prese il nome da un piccolo paese di montagna: Caporetto.
  • Il Montello Vol.1 - Gli avvenimenti, i personaggi, gli itinerari e o luoghi nascosti tra le doline e i boschi del Montello nella Grande Guerra "Città Ragazzi del "99", il Cippo degli Arditi, il Sacello di Baracca testimoniano l'importanza strategica di questa collina, la veemenza della lotta e nel contempo evocano episodi entrati nell'immaginario collettivo. Nelle stradine nascoste e silenziose che tagliano longitudinalmente il Montello, le grotte, le doline, il bosco tutto ci sussurrerà storie: ... Il Cap. Caretta sgozzato mentre difende il suo gruppo di batterie di bombarde, i difensori di Casa Serena, il XXVII Reparto d'Assalto a Casa Bianca, la scomparsa del Gen. Bolzano von Kronstadt, gli Arditi al Piave... Dieci, cento microstorie di innumerevoli eroi, molti dei quali nascosti e schivi. È questo il filo conduttore della guida che, attraverso una decina di itinerari, accompagna, in oltre 100 siti, a conoscere la Grande Guerra sul Montello.
  • Il Montello Vol.2 - Gli itinerari nei racconti dei testimoni: la via dei Croderi, il Sentiero della brigata Lucca e l'itinerario dei Sopraffatti Il campo di battaglia del Piave volume 2° La via dei Croderi. La sete del soldato Antonio di Teodoro. J. F. Triska artigliere cecoslovacco al Piave. Sentiero storico Brigata "Lucca"; colpo di mano del XXVII Reparto d'Assalto verso Fontigo. Zattere e zattieri. Sopraffatti; bombardieri del 34° Gruppo a Fontane Ombrose; notte d' attesa.
  • Il campo di battaglia del Piave volume 3° Gli itinerari: Resistenza e contrattacco Con gli Arditi al Piave La difesa del fiume Ritorno sul Montello con il poeta Andrea Zanzotto
  • Guida ai campi di battaglia dell'Altopiano dei sette comuni - Monte Ortigara L’Altopiano dei Sette Comuni è uno splendido angolo d’Italia coinvolto in alcuni dei combattimenti più cruenti e furibondi del conflitto. L’escursionista trova le tracce imponenti ed in alcuni tratti tanto vive da parlare ancora con eloquenza di personaggi straordinari, avventure incredibili e sacrifici inumani. Uno dei più interessanti “musei all’aperto” europei raccontato dai massimi esperti dei luoghi e della storia
  • Monte San Gabriele, 1917, Grande Guerra: l'epopea dell'arcangelo maledetto. Questa cresta fu teatro di una delle imprese più avanzate della guerra tra i nostri reparti d'assalto e le Sturmtruppen austro-ungariche. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ancora una volta uomini di opposti schieramenti si confrontarono con le armi in pugno per il controllo di questa cima. Sotto gli occhi dei partigiani e dei marò apparvero così tra la neve le tracce del precedente sanguinoso conflitto e i nomi dei luoghi narrati dai padri ridiventarono ricordi vivi e pulsanti.
  • Sovrastando la città di Gorizia a settentrione, il Monte Sabotino è il testimone silenzioso di una storia che affonda le origini in un passato lontano. Attraverso le sue trame racconta la storia di genti e natura che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a formare la nostra attuale civiltà. Una porzione di territorio di pochi chilometri quadrati dove si possono leggere come in una enorme enciclopedia naturale tutte le fasi che hanno contraddistinto lo sviluppo e l’evoluzione delle zone e dei popoli di questo lembo d’Italia. Il Sabotino è un grande libro aperto sulla storia
  • Passo della Morte, Passo del Diavolo, Dolina dei Bersaglieri, Dolina Piras: questi sono alcuni nomi dell'inferno carsico, ma nessuno evoca un sacrificio di sangue come le trincee delle Frasche e dei Razzi che hanno inghiottito gli assalti disperati dei fanti della Macerata, della Siena, della Chieti e dellaSassari. Questo libro è più di una guida alla visita dei luoghi di un sacrificio collettivo, è un tassello dell'opera di recupero della memoria storica di tutti gli italiani.
  • L'unica guida storico-escursionistica che porta il visitatore alla scoperta delle trincee, dei campi delle battaglie e dei monumenti del fronte italo-austriaco del Carso e dell'Isonzo con un linguaggio semplice e chiaro, adatto anche "ai non addetti ai lavori". Un'aggiornata, esauriente introduzione storica su ciò che è necessario sapere sulla guerra di trincea, sugli eventi bellici e sui grandi e piccoli monumenti sorti in memoria del conflitto, ma anche una guida per conoscere i diversi e non sempre evidenti "segni di guerra" del Carso e del Collio goriziano anche oltre confine, attraverso 11 Itinerari riccamente illustrati, facili da percorrere a piedi e in macchina, interessantissimi sia dal punto di vista storico che naturalistico.
  • Guida al Percorso Storico del Brestovec propone al visitatore un interessante "percorso della memoria" incentrato attorno a "quota 208": una piccola, ma storicamente importante, elevazione che sovrasta e domina il Vallone di Gorizia. Il volume accompagna il lettore-escursionista attraverso i secoli, lungo i fili di un racconto che ripercorre la storia millenaria di quest'altura posta sul Carso isontino, il cui nome divenne noto ai più soltanto durante l'immane tragedia della Grande Guerra.
  • Carso Triestino Goriziano e Sloveno - Carta Topografica per escursionisti
  • Trincee nascoste sul Carso Triestino, Goriziano e Sloveno Luoghi sacri alla Patria! Quale Patria? Quella dei soldati dell'esercito italiano o quella dei soldati austriaci, ungheresi, cechi, sloveni, croati, rumeni del multietnico esercito austro-ungarico, oppure, luoghi maledetti per tutti i soldati, che qui combatterono e in migliaia si sacrificarono per la loro conquista o difesa? La loro storia è ancora qui a portata di mano, nascosta sotto pochi centimetri d'erba e sassi. "Trincee Nascoste" un'agile guida, tutta a colori, di itinerari di guerra poco noti (con relative mappe, narrazione storica e pratiche descrizioni escursionistiche) alla scoperta dei resti delle trincee della I Guerra Mondiale sul Carso.
  • Andar per trincee, cent'anni dopo. Nei luoghi di quella guerra ormai lontana eppure ancora presente nel territorio e nella memoria di visitatori provenienti da tutt'Europa, e ancor da più lontano, che seguitano a tornare su quel Carso, Kras, Karst teatro della Grande Guerra, oggi senza più confini. Nei suoi luoghi: Redipuglia; Dolina dei Bersaglieri; Sei Busi; San Martino; San Michele; Brestovec; Trincea delle Frasche; Doberdò; Vallone; Quote di guerra: Nad Logem; Kremenjak; Cimiteri di guerra d'italiani e austro-ungarici da Doberdò a Stanjel, Cerje, Komenski Kras, Temnica; Grotte e caverne di guerra; Spiagge armate da Punta Sdobba a Grado. E con le narrazioni di protagonisti noti e altri meno conosciuti; Tirel; Ungaretti; Schalek; Oreffice; Bussi; Picccolini; Liebman Modiano; Weber. "Andar per Trincee sul Carso della Grande Guerra" un'agile guida, tutta a colori, di facili e aggiornati itinerari di guerra (con relative mappe, narrazione storica e pratiche descrizioni escursionistiche), per un turismo consapevole, a riscoprire i resti delle trincee dell I Guerra Mondiale sul Carso.
  • Nel 1914 iniziò quella guerra mondiale di cui Walter Schwarz scrisse: “l’esercito austro-ungarico, partì verso la sua ultima guerra e non tornò mai più indietro: non ci fu più alcuna patria”. Parole amare che illustrano il destino dei reduci dell’esercito imperiale, imprigionati, mal accolti nelle nuove piccole patrie nazionali, costretti a celare il proprio passato militare per tornare a vivere in un mondo nuovo, diverso, privo di tutte quelle connotazioni che magistralmente Claudio Magris riassume nella sua opera Il mito absburgico: “il disincanto è necessario per far balenare un incanto autentico, non retorico né posticcio”, e questo è quanto si propone Roberto Todero in questo volume tutto dedicato alle esperienze di guerra dell’imperiale e regio reggimento di fanteria del Litorale e della Carniola Freiherr von Waldstätten Nr. 97 e di altre unità ancora, raccontate con le parole di chi c’era.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 1 - Dal Sas de Stria alle Tofane: i luoghi "nascosti" e difficili da scoprire, lungo i boschi e le crode. Alpini piemontesi del Val Chisone e del Fenestrelle, veneti del Belluno, sardi della Reggio, Standschützen ampezzani, Tiroler Kaiserjäger, Jäger bavaresi e prussiani sono alcuni dei reparti che combatterono e vissero nelle condizioni estreme sulle cime delle Dolomiti di Cortina. Molti "segni" delle loro vicissitudini sono oggi sentieri, rifugi e ferrate, altri rimangono celati e nascosti, proprio perché erano nati per non essere visibili o per i luoghi impervi e "impensabili" che i Comandi avevano scelto. Il loro fascino è quello di esistere, e di svelarsi solo casualmente.
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