• Morire a vent'anni
  • Sulle tracce dell'ardito
  • Itinerari di arte e fede nel Friuli Venezia Giulia
  • L'esercito della morte - Dall'Africa al Carso. Il diario di un volontario irredento Guido Favetti Prefazione di Fabio Todero. A cura di Giuseppe Magrin. Dopo la pace del 1866 i detenuti politici vennero liberati, meno Carlo Favetti che continuò a restare chiuso nella sua squallida prigione. Vittorio Emanuele II, informato del fatto, telegrafò a Vienna "O liberate il Favetti, o io sospendo la pensione agli ex impiegati austriaci nelle mie province...!". La minaccia sortì buon effetto, ma ben presto il Favetti tornò a cadere in disgrazia dell'Austria, e allora si trasfer assieme alla famiglia a Venezia. Questo fu il nonno dell'irredento Guido - il padre era proprietario delle cave di marmo di Aurisina. Il suo diario tratta della sua vita come ingegnere in Africa, i suoi innamoramenti e la volontà di combattere per la liberazione dei territori italiani.
  • La trincea della Memoria - quaderni della società storica per la guerra bianca Atti del convegno sulla legge 78/2001 per la tutela del patrimonio storico della I Guerra Mondiale, Roma 5 marzo 2004 La Società Storica per la Guerra Bianca ha voluto festeggiare il decennale della fondazione con un convegno che facesse il punto della legge 78/2001 per la tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Una legge benemerita, che riconosce anche alla testimonianze di quel conflitto lo status di bene culturale: forti, trincee, iscrizioni, monumenti, ma anche documenti, fotografie, uniformi e i reperti che ancora si trovano sui campi di battaglia vengono così finalmente tutelati, censiti e riconosciuti. Esperti del settore, funzionari del Ministero dei Beni Culturali, storici, collezionisti, si sono confrontati in un acceso e proficuo dibattito che ha portato alla luce pregi e difetti della legge, proposte per un miglioramento e indicazioni per una sua corretta applicazione.  
  • Testimonianze dal fronte - Momenti di vita nelle trincee austro-ungariche
  • La Guerra nelle Montagne
  • Vademecum di storia militare Un prontuario che in ordine alfabetico chiarisce le varie questioni di storia militare dati, numeri, definizioni Tutto ciò che non c’è nei libri di testo, per consentire a tutti di entrare nel merito del Centenario 1915-2015.
  • La decimazione - Amore e morte sullo sfondo della Grande Guerra Stefano Manduso è un giovane ufficiale della "Brigata Catanzaro" che, abbandonati gli studi nella sua città d'origine, partecipa con slancio patriottico alla Prima Guerra Mondiale. All'iniziale entusiasmo, frutto anche di romanticismo e grandi ideali, si contrapporrà, col passare del tempo, il vero volto della guerra, fatto di crudeltà ed orrore, che gli consentirà di attuale una profonda, ma lacerante, maturazione interiore. Gli ordini assurdi, gli assalti suicidi, la dura vita di trincea, l'esecuzioni sommarie, si mescoleranno, giorno dopo giorno, all'eroismo e al coraggio dei singoli. La storia d'amore con Betta e l'amicizia profonda con Giovanni, troveranno poi la loro evoluzione nelle aride e brulle pietraie del Carso, ove si infrangeranno i sogni e le speranze giovanili.
  • La Grande Guerra è forse l'unico fatto storico del quale si possa andare fieri, al quale far risalire l'amor di patria e la presa di coscienza legata al momento basilare del cammino della cittadinanza politica. Il momento dell'amalgama non è quindi il Risorgimento o la Resistenza - in quanto compiuti da poche migliaia di italiani e sfociati comunque in guerre civili - ma come chierisce l'autore il senso di patria e di fierezza possono basarsi a pieno titolo sul sacrificio collettivo pagato da tutti durante la Prima guerra mondiale.
  • Ricordi di guerra - L'attacco con i gas sul San Michele e la riconquista delle trincee Prefazione di Nicola Persegati "L'ordine era esplicito... però incompleto! E la situazione generale qual'era? Chi avevo ai fianchi? Chi a tergo? [...] Appena la compagnia fosse a posto, scattare all'assalto alla barionetta. Io, sarei uscito il primo per dare il segnale". Raccomandai agli ufficiali di non muoversi fino a quando l'ultimo soldato non avesse scavalcato il parapetto. Mi portai all'estrema sinistra della compagnia, e iniziai nel camminamento il movimento di discesa. [...] Quando giunsi alla base della montagnola sulla quale fino allora ero stato, uno spettacolo terrificante si parò ai miei occhi. Il camminamento era seminato di morti. Per terra, alcuni accovacciati, altri addossati ancora alle pareti del camminamento, gialli in volto, rattrappiti, con gli occhi sbarrati. Qualcuno anche col cranio fracassato dalle mazze ferrate, che per la prima volta in quella occasione avevano usato gli austriaci. Dio! Che spettacolo orribile! Non avevo mai visto tanti morti! Si doveva calpestarli per passare. C'erano anche parecchi austriaci morti anche loro di gas. Erano venuti troppo presto all'assalto, mentre ancora le nostre trincee e i camminamenti erano invasi dai gas, e vi avevano trovato la morte..."
  • San Pier D'Isonzo nella Grande Guerra
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