• Dopo Le bugie di Caporetto, che ricostruiva lo sfondamento del 24 ottobre, in questo volume si racconta lo scontro tra tedeschi e italiani del 25 e 26 ottobre sui monti a sud di Caporetto, con le testimonianze dei generali e, soprattutto, degli ufficiali subalterni.
  • È soprattutto una storia d’avventura di un ragazzo idealista e testardo, che attraversa la Siberia nel 1918. La storia ha inizio in un campo di prigionia all’estremo margine della Russia orientale. Per l’autore la meta è l’Europa, e qualsiasi mezzo per raggiungerla è buono. Il primo passo è la fuga dal campo; poi un viaggio con la Transiberiana che in due settimane porta gli evasi - l’autore e i suoi compagni - da Khabarovsk (a nord di Vladivostok) fino alla regione, solitaria e remota, dei monti a nord dell’Amur. Da qui bisogna proseguire a piedi; e i viaggiatori, dopo aver scavalcato passi e percorso valli, aggiungono infine il fiume Vitim che scorre in direzione dell’Artico. Lo percorrono navigando su zattere e finalmente, sfidando correnti e cascate, arrivano al mondo cosiddetto civile.
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    Ricordo della Prima Guerra 1915-1918
  • Ricordi di guerra - L'attacco con i gas sul San Michele e la riconquista delle trincee Prefazione di Nicola Persegati "L'ordine era esplicito... però incompleto! E la situazione generale qual'era? Chi avevo ai fianchi? Chi a tergo? [...] Appena la compagnia fosse a posto, scattare all'assalto alla barionetta. Io, sarei uscito il primo per dare il segnale". Raccomandai agli ufficiali di non muoversi fino a quando l'ultimo soldato non avesse scavalcato il parapetto. Mi portai all'estrema sinistra della compagnia, e iniziai nel camminamento il movimento di discesa. [...] Quando giunsi alla base della montagnola sulla quale fino allora ero stato, uno spettacolo terrificante si parò ai miei occhi. Il camminamento era seminato di morti. Per terra, alcuni accovacciati, altri addossati ancora alle pareti del camminamento, gialli in volto, rattrappiti, con gli occhi sbarrati. Qualcuno anche col cranio fracassato dalle mazze ferrate, che per la prima volta in quella occasione avevano usato gli austriaci. Dio! Che spettacolo orribile! Non avevo mai visto tanti morti! Si doveva calpestarli per passare. C'erano anche parecchi austriaci morti anche loro di gas. Erano venuti troppo presto all'assalto, mentre ancora le nostre trincee e i camminamenti erano invasi dai gas, e vi avevano trovato la morte..."
  • Riccardo Giusto - Tra storia e Leggenda la vicenda del primo soldato italiano caduto nella Grande Guerra Prima Guerra Mondiale. L’Alpino Riccardo Giusto è stato il primo Caduto italiano in combattimento della Prima Guerra Mondiale. Non un eroe, ma un simbolo. Il simbolo di quella gioventù variegata, figlia di un’Italia unita ma ancora da amalgamare, che il richiamo perentorio di una Patria ingorda trascinerà nel vortice tritacarne della folle tragedia della Grande Guerra. Questo studio vuole essere un inchino alla Memoria di tutte le vite spezzate, accomunate nella fine al giovane Alpino udinese, travolto dalla mala sorte prima, e dal beffardo destino poi, che oltre al sacrificio estremo della vita pretese anche quello del nome. A distanza di un secolo dalla sua morte, è nostro dovere rendergli Giustizia nel nome, e Pace nell’eterno riposo.
  • Redipuglia – storia memoria arte e mito di un omnumento che parla di pace La prima storia completa di Redipuglia, dal dopoguerra ai giorni nostri. Una guida ragionata al nuovo Museo storico militare e all'area monumentale, con alcune indispensabili informazioni logistiche-pratiche.
  • Ragazzi in guerra - I Colinelli a Gorizia e con gli Alpini
  • Quel giorno a Gorizia vol 1 - Dall'inizio della guerra alla battaglia di Gorizia Presentazione di Giovanni Spadolini. Il diario-racconto delle avventure di Baruzzi sull'Isonzo, sul Carso, sull'Altipiano di Asiago e sul Piave è uno straordinario libro di memorie della Grande Guerra. La scena del diciannovenne piccolo sottotenente che, entrato con quattro fanti nella galleria di Lucinico, cerca di incutere soggezione ai 200 ungheresi che si trova inaspettatamente davanti a colpi di "boia d'un mond lèdar" è uno dei pezzi mitici della guerra.
  • Quattro anni senza Dio vol 2 - Un mazziniano dalle trincee del Carso allo Stato Maggiore Questo diario narra la straordinaria vicenda militare di un ufficiale di complemento che, da comandante di plotone sul Carso, condivide con i fanti l'inferno degli assalti. Capitano per merito di guerra, arriva a comandare un battaglione della Chieti e a vincere il concorso per ufficiale di Stato Maggiore - assieme a Ferruccio Parri, Giovanni Gronchi e Oscar Sinigaglia dandoci un inedita descrizione della comoda vita lontano dai combattimenti. Ritornerà a combattere nel giugno 1918 sul Piave e contribuirà alla conquista del Panarotta.
  • Quattro anni senza Dio vol 1 - Il diario di un ufficiale mazziniano dalle trincee del Carso alle Giudicarie Prefazione di Luigi Emilio Longo. Il volume tratta delle azioni militari della Brigata Chieti formata in gran parte da fanti abruzzesi e molisani, che operò sul Carso dal luglio 1915 all'ottobre 1916. Un reggimento valorosissimo, di cui qui vengono rievocate senza retorica, ma sulla base della realtà storica, le glorie e i sacrifici (sul Carso il reggimento fu quasi totalmente distrutto in combattimento per ben due volte e due volte ricostituito con nuovi complementi), ma che non ebbe mai i riconoscimenti che avrebbe meritato. Il testo è scritto in forma semplice e brillante. Si legge con grande piacere anche sotto l'aspetto letterario, spesso con una sottile vena umoristica Vi sono i giudizi impietosi nei confronti degli alti Comandi, dei generali incapaci, degli imboscati, cui si contrappone il coraggio, la pazienza, l'abnegazione, il senso del dovere dell'umile fante abruzzese. Oggi, a distanza di quasi un secolo da quegli avvenimenti, non esistono più i motivi che ne impedirono allora la pubblicazione. Il 2° vol. uscirà nel 2005. Lodolini fu l'artefice dell'Archivio Centrale di Stato di Roma
  • A ventitré anni Paola di Colloredo Mels è crocerossina nell'ospedale di Toppo Wasserman dove la madre Costanza era ispettrice udinese della Croce Rossa Italiana. Quando con Caporetto gli ospedali intorno a Udine furono svuotati, rimasero circa 500 malati e feriti intrasportabili, Costanza e Paola decisero di rimanere ad assisterli perché la gran parte dei medici e infermieri erano fuggiti. Portando cibo e medicine, a spese proprie, ai circa 2.000 ricoverati abbandonati nell'ospedale del Seminario nei giorni della ritirata e dell'occupazione, Costanza e Paola salvarono la vita ad alcune centinaia di soldati. Il diario racconta la loro coraggiosa volontà di rimanere a Udine per dare un significato profondo e concreto al proprio senso di responsabilità e di dovere, al di là dell'interesse personale
  • Poesia e prosa in bisiaco
  • Più Cento - Siai Marchetti: dal 1915 storie di uomini e aeroplani Nel 1934 volava per la prima volta il prototipo dei un velivolo destinato a diventare leggendario, simbolo dell’Aviazione italiana e della sua supremazia mondiale:la sua sigla era “S.79”, il suo progettista l’ing. Alessandro Marchetti. Nei primi anni della sua carriera, questo velivolo conquistò primati, vinse competizioni, infrangendo tutte le barriere dei suoi predecessori. Un’altra particolarità lo distingueva: la possibilità di incrementare ulteriormente la spinta dei suoi motori per brevi periodi; questo era il “più cento” e questa era la SIAI Marchetti, sempre avanti, sempre al massimo, dal 1915. Oggi cento anni sono trascorsi… riscopriamo un passato mai dimenticato per costruire un futuro indimenticabile: ecco perchè abbiamo scritto questo libro.
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    Pietro Orazio von Hassek si arruolò nel 1914 come volontario nel mitico 97° Reggimento, il “Dèmoghela”. Si tratta di uno dei pochi diari di ufficiali del Reggimento nel quale militavano gli italiani del Friuli Venezia Giulia austriaco. Il libro racconta per flash le sue vicissitudini sul fronte russo, gli aneddoti della prigionia dopo l’offensiva Brusilov, fino al passaggio nella Legione dei Redenti di Siberia e il successivo viaggio di rientro da Vladivostok a Trieste attraverso il Mar della Cina
  • Quando si parla del “vissuto” della grande guerra vengono predilette le testimonianze d’intellettuali o di eroi, quelli, per intenderci che vengono colpiti in fronte e hanno il tempo di pronunciare frasi complicate e lunghissime, date le condizioni, sempre inneggianti a sentimenti elevati, a vittorie e all’onore del reggimento. Nella realtà storica morire per un colpo in fronte era una fortuna. La gran parte dei combattenti rimaneva infatti ferita. E non moriva subito. Non si può capire cosa sia una guerra senza conoscere le devastazioni nei corpi di giovani bersaglieri erculei, di fanti, di alpini sornioni, di territoriali con moglie e figli. Ragucci, napoletano, cinquantenne maggiore medico, è un personaggio della borghesia partenopea, pieno di garbo, cultura e umanità, catapultato nel cuore delle Dolomiti, a Cortina, a dirigere l’ospedale 040 nel famoso Hotel Cristallo della famiglia Menardi, sotto i boschi del Faloria; è questa l’epicità della grande guerra: un napoletano che racconta il fascino unico delle nevicate, dei boschi, dei ruscelli, dei tramonti e delle notti in uno dei luoghi più belli d’Italia e nel contempo narra ciò che accade dentro l’ospedale 040 dove per due anni arrivano centinaia di italiani feriti, congelati e sommersi da valanghe. Mai ci era stato dato di leggere pagine più dense sulla ritirata causata dallo sfondamento di Caporetto come quelle di Ragucci. Il suo libro è prezioso perché fa capire veramente cosa causavano i combattimenti e la guerra all’addiaccio, la guerra sopra i 2.000 metri, che nessun altro ufficiale ha mai raccontato.
  • Le forme di compensazione e di consolazione che sopperivano ai rischi letali delle trincee. I santini, le pipe, gli accessori per il fumo, le carte da gioco, i dadi, la dama, gli scacchi, il domino, il gioco dell’oca vengono raccolti nelle 350 immagini a colori del volume
  • Non solo Rommel, anche Rango - Jeza- Caporetto raccontata dal colonnello del 3° Jager Cosa realmente accadde il 24 ottobre 1917. Dell’attacco delle divisioni tedesche dell’ala sinistra il 24 ottobre due erano le punte di sfondamento: il Bayer Leib Regiment – il reggimento bavarese della Guardia – del maggiore Robert von Bothmer dell’Alpenkorps (il distaccamento del battaglione da montagna del Württemberg comandato dal tenente Rommel aveva solo un ruolo di fiancheggiamento sulla destra), e il 3° reggimento Jäger della 200a divisione comandato dal colonnello Ralf von Rango, uno dei migliori ufficiali delle truppe da montagna tedesche. La sua relazione è un tassello fondamentale per la comprensione di ciò che realmente accadde il 24 ottobre 1917. Completa la ricostruzione dei fatti la relazione di Ludwig Riegl sul contributo dell’artiglieria al successo dello sfondamento di Tolmino.
  • Morire per la Patria - I volontari del "Litorale Austriaco" nella Grande Guerra Il volume prende in esame il fenomeno del volontariato della Venezia Giulia o Litorale Austriaco, ripercorrendo le tracce di quei giovani, irredenti e non, che si presentarono alla prova del conflitto ricchi di idealità e di passioni. Ben presto, tuttavia, essi dovettero misurare il proprio slancio con la realtà di una guerra in cui il gesto individuale era sopraffatto dalla modernità messa al servizio della morte di massa. Il libro restituisce alla storia una vicenda che rappresenta forse l'ultimo baluardo del "mito della grande guerra", ricostruendo i percorsi di quanti ne furono protagonisti.
  • Morire a vent'anni
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    Il libro raccoglie lettere e pagine dei diari di militari italian caduti durante la Grande Guerra. Ogni testimonianza è corredata dalle considerazioni dell'autore che ha così modo di presentare i tanti personaggi e di rievocare i momenti tragici da loro vissuti. Rigorosa è la scelta dei testi che danno voce a quanti andarono in guerra e ivi morirono per testimoniare un ideale di patria che si richiamava allo spirito risorgimentale e che si riproponevano di rifondare l'Italia su nuovi valori di civiltà e di convivenza con i popoli d'Europa. Così il volume non è solo un'antologia di lettere e diari, ma diventa un racconto straordinario di quei drammatici quarantun mesi di guerra, costruito con le parole dei caduti; un racconto duro, tragico, ma illuminato sempre da una forte intensità morale. Un'opera a doppia lettura in cui il tema drammatico della morte in combattimento s'intreccia con la lucida accettazione del sacrificio necessario alla testimonianza dei valori più alti. Un'interpretazione della Grande Guerra già controcorrente nelle due edizioni passate, quella del 1934 e l'ultima del 1968, e forse anche oggi, non ossequiente alla retorica celebrativa nè all'antimilitarismo di maniera, ma dettata dalla personale esperienza di combattere dell'autore e dalle sue certezze ideali. I richiami ai valori dell'epopea risorgimentale presenti nelle testimonianze dei caduti non offuscano tuttavia il suo senso critico: quella guerra non fu l'ultima del Risorgimento, ma per chi la visse, e qui l'originalità del pensiero dell'Omodeo, non fu esclusivamente un museo degli orrori "che un soffio di poesia, di speranza, di giustizia, via aveva alitato sopra".
  • Mediterraneo imperiale - Breve storia della marina da guerra degli asburgo 1866-1918 Le vicende misconosciute della k.u.k. Kriegsmarine, attraverso le storie di uomini e navi. Nella battaglia di Lissa (20 luglio 1866), poco prima dell’affondamento della corazzata italiana Re d’Italia, Maximilian Daublesky von Sterneck, il comandante di quella austriaca, urlò in veneto al suo timoniere, Tommaso Penzo detto Ociai: «Daghe dosso che la ciàpemo». Di Tegetthoff fu invece la celebre frase a conclusione della battaglia: «navi di legno comandate da teste di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da teste di legno». Il racconto della marina imperiale si snoda in mezzo secolo e riserva al lettore infinite sorprese.
  • La Grande Guerra fu la guerra in cui i mezzi di distruzione di massa assunsero il ruolo preponderante. Furono molte le forme di distruzione oltre alla morte sul campo e per ferite: vi fu la distruzione della mente – la pazzia, di qui l’analisi delle lettere dagli ospedali psichiatrici –, la distruzione della capacità riproduttiva e della famiglia – la nascita degli “illegittimi” –, la distruzione per malattie che non figura quasi mai nelle statistiche ma comportò la morte di oltre 180.000 soldati – il saggio di Ceschin è un importante contributo alla storiografia di guerra –, e infine la distruzione totale: la Spagnola. Un volume fondamentale per la storia sociale della Grande Guerra
  • Magnari Bisiachi

    15,00
    Magnari Bisiachi - Ricettario di piatti tipici bisiacchi
  • Luoghi e immagini della Grande Guerra sul Carso Questa "Guida a immagini" dei principali luoghi della prima Guerra Mondiale sul Carso offre al visitatore una "guida storica" immediata e diretta sui campi di battaglia e sui campi di battaglia e sui duri fatti d'arme che si consumarono nel 1915/1917 grazie alle fotografie collegate alle mappe dei luoghi visitabili.
  • Le strade della Memoria - Itinerario storico e sentimentale sui luoghi della Grande Guerra Volete conoscere i fatti salienti della Grande Guerra percorrendo le strade e i luoghi dio quel conflitto, ma siete spaventati dalla mole dei libri di storia e delle guide troppo specifiche? Questo libro è per voi. Vi accompagnerà sui luoghi simbolo del conflitto italo-austriaco del 15/18, dandovi nel contempo sintetiche notizie sugli eventi bellici e sulla tragedia umana di milioni di combattenti provenienti da tutta Europa scaraventati in trincea per combattere, uccidere e possibilmente non morire. Dai monti della Lombardia al Trentino e al Veneto, da Trento a Trieste, dall'Isonzo al Piave, lungo le principali montagne come nei luoghi topici della guerra di trincea, dal Monte Grappa a Redipuglia, da Asiago alle Dolomiti, dal Carso a Caporetto, con incursioni in Austria e Slovenia.
  • Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile. E’ questa la vasta mappa della lunga storia raccontata con una straordinaria e commovente genuinità da Carlo Spagnul nato nel 1891da genitori emigrati in Brasile per lavorare in un’azienda di coltivazione del caffè, e rientrato nel paese di origine, allora in territorio austriaco, nel 1908. Qualche anno di scuola a Gorizia, ed eccolo arruolato nel 1912 nell’esercito austriaco. Allo scoppio della Grande guerra viene mandato al fronte sui Carpazi e combatte nel mitico 97° reggimento, definito bonariamente in una canzone “demoghèla” (una specie di “diamocela a gambe”), composto per lo più da friulani, giuliani e dalmati, che viene letteralmente decimato. Spagnul capisce che la guerra non fa per lui, getta il fucile e si consegna, come oltre un milione di suoi commilitoni, ai russi. Inizia così il suo peregrinare attraverso la Russia prima e la Cina dove dovrà arruolarsi nella Regia Marina Italiana per poter riprendere la strada verso casa. Passeranno nove anni prima che, imbarcato sul piroscafo Nippon, attraverso il canale di Suez ritorni in Friuli. Le traversie che narra con passione e l’umanità e che si snodano per un periodo di sessant’anni, ne rivelano l’animo gentile, il disprezzo per la violenza, ma anche il senso del dovere e il rispetto per le culture che incontra nel lungo e tormentato cammino. La narrazione scorre veloce come nella migliore tradizione diaristica. Il soldato Spagnul combatte una singolare guerra nella Guerra contro gli insetti - cimici, pulci, zanzare -, che non gli danno pace ovunque si trovi, in Brasile come in estremo Oriente. Incontra però uomini e storie che descrive con piglio da romanziere. La sua odissea è speciale perché non è narrata da un ufficiale, come accadeva in quel periodo, ma da un contadino che vede e registra con occhi particolarmente acuti un mondo, anzi, un continente, di cui ci mostra uno straordinario spaccato. Foto d’epoca e dettagliate piantine geografiche completano il racconto a cui fa seguito l’elenco degli abitanti di Aiello del Friuli e di Joannis arruolati nell’esercito austro-ungarico e nella Marina da guerra.
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    Dai Libri parrocchiali, dagli archivi comunali e dalla Reale Commissione d'Inchiesta sulle violenze subite dalle donne emergono centinaia di storie di popolane, lavoratrici per l'esercito, crocerossine, prostitute e Swestern. Un libro prezioso per conoscere le donne in guerra. Dai postriboli "istituzionali" alle "veneri vaganti", dalle portatrice carniche e cadorine alle crocerossine, alla lotta dei parroci per salvaguardare le giovani, all'opera di don Costantini per le donne incinte "dei figli del nemico": un grande affresco delle donne del nord-est.
  • A Redipuglia tra i 100.000 c’è anche una donna e le donne nella Grande Guerra hanno centinaia di storie da raccontare. Questo primo libro di una collana racconta storie di donne con un eccezionale apparato fotografico e illustrativo ed è rivolto alle insegnanti e al mondo delle scuole.
  • Non c'è un paese in Italia che non abbia almeno un suo cittadino caduto sul Carso. Finora non esisteva un volume che ricostruisse le terribili battaglie carsiche; le centinaia di foto e piantine a colori permettono a chiunque di conoscere uno dei momenti cruciali dell'esperienza degli italiani in guerra
  • Dal Sommario: Mitragliatrici: Mitragliatrice pesante Fiat 1914 Mitragliatrice S.I.A. Mod. 1918 Mitragliatrice Gardner a 2 canne cal. 10,35 Mod. 86 Mitragliatrice Perino cal. 6,5 Mitragliatrice Maxim Mod. 1906 e 1908 cal. 6,5 Mitragliatrice Vickers Mod. 911 cal. 6,5 Mitragliatrice Colt Mod. 14 cal. 6,5 Mitragliatrice 907 F cal. 8 (907 I cal. 6,5) Mitragliatrice Chauchat (C.R.S.G. Mod. 15) cal. 8 Mitragliatrice Vickers cal. 7,7 Mitragliatrice Lewis cal. 7,7 Mitragliatrice Hotchkiss cal. 8 Mod.14, Mitragliatrice Madsen Mod. 1903 Mitragliatrice 08/15 Pistole mitragliatrici e moschetti automatici: Pistola mitragliatrice Villar Perosa Pistola mitragliatrice “Fiat” Modello 1915 Moschetto mitragliatore Mod. 1915 Cannoni da fanteria Cannoncino da 37 F.
  • Prefazione di Paolo Gaspari Appendici di Filippo Cappellano A tutt’oggi non esisteva un lavoro dedicato esclusivamente all’armamento delle truppe italiane che potesse riassumere l’entità dello sforzo bellico italiano nei quattro anni della Grande Guerra. Manca persino nella Relazione Ufficiale edita a partire dagli anni ’20 dall’Ufficio Storico dell’Esercito. Nicola Pignato, in queste pagine, frutto di lunga e laboriosa ricerca, spera di essere riuscito nell’intento di ricostruire con dovizia di particolari, tale evoluzione, un processo che portò gradualmente la massa del nostro Esercito, inizialmente dotata del solo fucile e baionetta a disporre, nelle proprie unità tattiche elementari, di tutta una gamma di micidiali ordigni bellici, dalla mitragliatrice alle bombe a mano dai mortai ai lanciafiamme, mettendola alla fine in grado di competere positivamente con i più potenti eserciti del mondo.
  • La storia del monte San Michele, il baluardo meridionale della testa di ponte austro-ungarica di Gorizia, teatro dei più cruenti scontri carsici fino all’agosto 1916, continuò ben oltre il primo dopoguerra e continua ancora oggi. Questa pubblicazione ne illustra l’evoluzione dal punto di vista strutturale ma anche concettuale. Nel corso di un secolo molte e profonde furono le trasformazioni di questo cupo teatro di guerra: dalla costruzione delle cannoniere al progetto del Carso Monumento della guerra Nazionale passando per il contestato Monumento Ossario al Fante italiano fino all’attuale CARSO 2014+. Il lettore potrà seguire un percorso storico che si è sviluppato per fasi alcune delle quali contestuali o in sovrapposizione fra loro quando in alcuni casi in netta opposizione. Il tutto per proporre al pubblico uno strumento utile a comprendere il rinnovamento continuo del monte San Michele verso una Via di Pace che porta alla costruzione di una memoria non passivamente accettata ma realmente condivisa
  • Il primo anno di guerra della Sassari, la nascita della brigata, i primi terribili assalti sul Carso. Utilizzando le fonti archivistiche e memorialistiche, vengono ricostruiti i combattimenti narrati giorno per giorno dai comandanti e dai soldati, nel delineare quello che appare sempre più un grande momento di epica collettiva. La memoria storica si viene così a integrare con le storie individuali rileggendo le avventure e i personaggi della guerra che ha portato le classi popolari italiane dentro lo Stato. Il volume contiene 1100 nomi di persone.
  • Cos’è Caporetto? Caporetto è la battaglia più importante della storia italiana ed è sinonimo di disastro, ma soprat- tutto di crisi morale, d’inaffidabilità degli italiani, di fuga e di viltà. Questo libro della nuova collana “La storia illustrata e raccontata”, ricostruisce tutte le fasi della battaglia illustrandole con schizzi, foto e planimetrie moderne a colori e soprattutto finalmente scritto e illustrato per un pubblico di lettori comuni
  • La trincea della Memoria - quaderni della società storica per la guerra bianca Atti del convegno sulla legge 78/2001 per la tutela del patrimonio storico della I Guerra Mondiale, Roma 5 marzo 2004 La Società Storica per la Guerra Bianca ha voluto festeggiare il decennale della fondazione con un convegno che facesse il punto della legge 78/2001 per la tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Una legge benemerita, che riconosce anche alla testimonianze di quel conflitto lo status di bene culturale: forti, trincee, iscrizioni, monumenti, ma anche documenti, fotografie, uniformi e i reperti che ancora si trovano sui campi di battaglia vengono così finalmente tutelati, censiti e riconosciuti. Esperti del settore, funzionari del Ministero dei Beni Culturali, storici, collezionisti, si sono confrontati in un acceso e proficuo dibattito che ha portato alla luce pregi e difetti della legge, proposte per un miglioramento e indicazioni per una sua corretta applicazione.  
  • La Stazione di Redipuglia di Roberto Narducci
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