• Prefazione di Giorgio Rochat, presentazione di Pierluigi Scolé Cosa accade a un comandante di battaglione, coraggioso, pluridecorato e in perfetta sintonia con i suoi alpini del Monviso, quando gli viene dato il comando di un battaglione di alpini veronesi che, transitando il treno vicino alle loro case, lasciano il reparto e il loro comandante si rifiuta di far sparare su di loro? La vicenda di Ernesto Bassignano, cuneese, la cui carriera sotto le armi si dipana tra il 1892 e il 1919, rappresenta un tassello importante per la comprensione dei codici di comportamento degli ufficiali superiori e della reazione del Regio Esercito nei confronti di un comandante che non represse con violenza un atto d’indisciplina dei suoi uomini.
  • Linea avanzata, di difesa ad oltranza e linea d'Armata, tre nomi per definire il complesso sistema difensivo italiano realizzato a cavallo delle valli dell'Isonzo e del Natisone-Judrio alla vigilia del 24 ottobre 1917, giorno dello sfondamento del fronte isontino. Questa pubblicazione ne illustra lo sviluppo sul terreno con l'ausilio di una documentazione d'archivio inedita.
  • Due anni di guerra - 31 agosto 1915 31 agosto 1917  Augusto Soramel L'originalità dell'esperienza bellica di Augusto Soramel è data dal fatto che fu uno dei pochissimi combattenti a sopravvivere tre anni di guerra passando per alcuni dei settori più contesi del fronte isontino. Fu alle falde del Podgora, che dal giugno 1915 all'agosto 1916 costò la vita a migliaia di fanti della seconda e terza armata italiana e al tenente irredento Scipio Slataper, ricordato nel testo. Dopo l'esperienza presso la testa di ponte di Tolmino-Jeza, fu successivamente trasferito sull'alto Isonzo, dove affrontò il combattimento nella conca di Plezzo, nella forra del torrente Slatenik alle pendici del temibile Javorcek; venne destinato infine come aspirante ufficiale al fronte del Carso, dove prese parte alle ultime tre offensive dal novembre 1916 al settembre 1917. Sul Carso partecipò all'attacco del micidiale nodo trincerato di Bosco Malo nei giorni della decima battaglia (maggio 1917) e visse le logoranti fasi dell'undicesima battaglia alle pendici dell'Hermada, nella zona di San Giovanni di Duino (agosto-settembre 1917).
  • Il patrimonio storico della Grande Guerra - Commento alla legge 7 marzo 2001, n.78 ntroduzione di Alberto Monticone. La legge nazionale riguarda la tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Essa è improntata a una tutela per incentivare e sostenere, più che a vietare, ma "l'usura del tempo e degli agenti atmosferici da un lato, la curiosità e l'interesse degli uomini dall'altro, vanno progressivamente e implacabilmente rimovendo". Per consegnare questo patrimonio alle generazioni future, occorre intervenire: è ciò che si premura di fare questa legge che rappresenta uno strumento eccezionale per la modernizzazione della memoria legata alla Grande Guerra. Il ricco apparato illustrativo documenta le maggiori o più originali operazioni di recupero e valorizzazione sin qui realizzate, dagli itinerari, ai reperti, alle mostre, ai centri di documentazione, ai monumenti, ecc.
  • Il tempo della trincea. Scritture, emozioni, visioni.
  • Anno terribile 1917 "Io sono un povero ignorante, non ho avuto studi e non so descrivere per bene tutto quello che ho provato, ma dico solo che la guerra bisogna averla vissuta per rendersi conto di che cosa sia; non serve descriverla a tavolino, senza aver provato nulla. Io, da ignorante, ricordo bene la fame, la sete, la paura, il sonno, le angoscie, la nostalgia, i pidocchi che mi rodevano il corpo come un martire."

    Fante Michele Baratto, giugno 1917

  • Udine nel suo anno più lungo - ottobre 1917 novembre 1918 Un omaggio a Udine, capitale della guerra, che rivede la luce in occasione dei centociquant'anni dell'Unità d'Italia.
  • A ventitré anni Paola di Colloredo Mels è crocerossina nell'ospedale di Toppo Wasserman dove la madre Costanza era ispettrice udinese della Croce Rossa Italiana. Quando con Caporetto gli ospedali intorno a Udine furono svuotati, rimasero circa 500 malati e feriti intrasportabili, Costanza e Paola decisero di rimanere ad assisterli perché la gran parte dei medici e infermieri erano fuggiti. Portando cibo e medicine, a spese proprie, ai circa 2.000 ricoverati abbandonati nell'ospedale del Seminario nei giorni della ritirata e dell'occupazione, Costanza e Paola salvarono la vita ad alcune centinaia di soldati. Il diario racconta la loro coraggiosa volontà di rimanere a Udine per dare un significato profondo e concreto al proprio senso di responsabilità e di dovere, al di là dell'interesse personale
  • 1915 - 1918 La Grande Guerra sul fronte italiano Prima Guerra Mondiale. Con questo volume abbiamo voluto raccontare solo le vicende principali della Grande Guerra sul fronte italiano per far comprendere al lettore l’essenza dei fatti, dando soprattutto importanza all’effetto iconografico di tutto il fronte italiano utilizzando alcune centinaia di fotografie, molte inedite, tratte dalle nostre collezioni personali che, meglio di molte parole, possono far capire le condizioni di vita e le sofferenze a cui furono sottoposti i soldati degli eserciti che per oltre tre anni hanno combattuto una terribile guerra di posizione, per buona parte combattuta in montagna, anche oltre i 3.000 metri di quota. Ne è nato un volume a supporto delle numerose mostre che noi organizziamo sul tema in tutta Italia che crediamo possa essere una valida sintesi per ricordare una pagina importante della nostra storia. Questa raccolta di immagini vuole ricordare i sacrifici degli uomini di tutti i popoli che combatterono sul fronte italiano ed essere una documentazione dei luoghi interessati dal conflitto che portano ancora le cicatrici di una guerra che non è stata dimenticata.
  • Il contro risorgimento Gli italiani al Servizio Militare - I Lombardi, i Veneti e i Friulani nell'Imperial Regia Armata dal 1814 al 1866 Prefazione di Piero Del Negro Il libro è la prima completa ricerca sull'Archivio della guerra di Vienna sui reggimenti che impiegarono italiani nelle guerre europee: rivoluzione del 1848, Sadowa, Croazia e Italia. Sono descritte le battaglie con i nomi dei soldati e degli ufficiali italiani. Un volume essenziale per la rilettura di uno dei momenti fondanti l'identità nazionale.
  • "La maggior parte di coloro che vennero travolti dalla guerra, fossero soldati al fronte o donne mobilitate nelle retrovie, fece la propria parte fino in fondo. Come ciò sia stato possibile, è uno dei quesiti a cui ho tentato di dare una risposta. Perchè, dopo anni di combattimenti e morte e dopo una vittoria così duramente pagata, le emozioni dominanti in Italia siano state non l'orgoglio bensì la disillusione e il senso di fallimento, è un altro".
  • Sui sentieri della Prima Guerra Mondiale - Alla ricerca della Storia
  • Con un saggio di Alessandro Gionfrida. Nel volume vengono passati in rassegna i momenti salienti, soffermandosi in particolare, sulla base della regolamentazione prodotta, ad esaminare le soluzioni adottate in campo tattico nel segno di un progressivo e faticoso, ma in ultima analisi riuscito, adeguamento alla realtà della guerra di trincea.
  • Luoghi e immagini della Grande Guerra sul Carso Questa "Guida a immagini" dei principali luoghi della prima Guerra Mondiale sul Carso offre al visitatore una "guida storica" immediata e diretta sui campi di battaglia e sui campi di battaglia e sui duri fatti d'arme che si consumarono nel 1915/1917 grazie alle fotografie collegate alle mappe dei luoghi visitabili.
  • Fucilate i fanti della Catanzaro. La fine della leggenda sulle decimazioni della Grande Guerra Per la prima volta viene ricostruita la più grande rivolta italiana nella Grande Guerra, quella di Santa Maria La Longa nella notte tra il 15-16 luglio 1917 e quella del 1916 sul Monte Mosciagh. Rivolte che portarono a decimazioni che generarono una leggenda. Frutto di una pluriennale ricerca d'archivio questo libro copre una lacuna storiografica su uno degli episodi più crudeli della guerra. Gli autori sono fra i maggiori storici della Grande Guerra, tra i loro libri: Francesco Baracca una vita al volo (1999), e le Fucilazioni sommarie nella prima guerra mondiale (2005).
  • I Cavalieri del Cielo - L'Aviazione Militare Italiana dalle origini della Grande Guerra. Le "Aviazioni con le stellette" in Italia oggi
  • Graffiti di guerra   La voce dei soldati incisa sulla roccia. Ecco cosa esprimono i graffiti della Grande Guerra, vale a dire i particolari beni storico-culturali incarnati dalle testimonianze scritte (epigrafi, incisioni, targhe, lapidi, scritte...) ancora oggi esistenti, in ragione di migliaia, tra le vestigia delle opere e sui campi di battaglia del Primo conflitto mondiale. Circa 1800 sono i graffiti conosciuti dagli operatori del Museo della Grande Guerra di Ragogna nel territorio compreso tra il Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e la Carinzia, ritrovati nel corso di una ricerca ventennale, tuttora in corso, finalizzata alla fotografia e al censimento. Italiani, austro-ungarici e germanici, ufficiali o individuali, "patriottici" o "pacifisti", essi rappresentano non solo un prezioso elemento di memoria, ma anche una puntuale e talvolta assai utile, per quanto inconsueta, fonte storiografica. Registrarne almeno i dati storico-geografici, prima che si completi l'ineluttabile rovinio materiale a cui le incisioni sono soggette, è la missione del progetto Catasto dei graffiti della Grande Guerra: per salvare un prezioso patrimonio storico e per non dimenticare il sacrificio vissuto dai soldati e dai civili di tutte le Patrie.
  • Non solo Rommel, anche Rango - Jeza- Caporetto raccontata dal colonnello del 3° Jager Cosa realmente accadde il 24 ottobre 1917. Dell’attacco delle divisioni tedesche dell’ala sinistra il 24 ottobre due erano le punte di sfondamento: il Bayer Leib Regiment – il reggimento bavarese della Guardia – del maggiore Robert von Bothmer dell’Alpenkorps (il distaccamento del battaglione da montagna del Württemberg comandato dal tenente Rommel aveva solo un ruolo di fiancheggiamento sulla destra), e il 3° reggimento Jäger della 200a divisione comandato dal colonnello Ralf von Rango, uno dei migliori ufficiali delle truppe da montagna tedesche. La sua relazione è un tassello fondamentale per la comprensione di ciò che realmente accadde il 24 ottobre 1917. Completa la ricostruzione dei fatti la relazione di Ludwig Riegl sul contributo dell’artiglieria al successo dello sfondamento di Tolmino.
  • Morire a vent'anni
  • Dieci itinerari da Treviso al Piave sia sulla riva destra che sulla sinistra, corredati da 180 foto d'epoca, foto a colori, schizzi e cartine, cippi e lapidi. Tutto quello che c'è da vedere e scoprire in un territorio in cui la guerra rivive nella memoria collettiva
  • Out of Stock
    L'orribile anno della vittoria 1918
  • La Val Resia e la Valle Uccea sono le direttrici che collegano nel modo più breve il fiume Isonzo con il Tagliamento. Furono un teatro fondamentale dello sfondamento di Caporetto. In quelle strette vallate le divisioni di élite austro-germaniche si trovarono il passo sbarrato dalle retroguardie italiane che, con disciplina e senso tattico, ingaggiarono battaglia, la Battaglia della Val Resia, che questo libro riscopre e racconta.
  • Out of Stock
    Il libro raccoglie lettere e pagine dei diari di militari italian caduti durante la Grande Guerra. Ogni testimonianza è corredata dalle considerazioni dell'autore che ha così modo di presentare i tanti personaggi e di rievocare i momenti tragici da loro vissuti. Rigorosa è la scelta dei testi che danno voce a quanti andarono in guerra e ivi morirono per testimoniare un ideale di patria che si richiamava allo spirito risorgimentale e che si riproponevano di rifondare l'Italia su nuovi valori di civiltà e di convivenza con i popoli d'Europa. Così il volume non è solo un'antologia di lettere e diari, ma diventa un racconto straordinario di quei drammatici quarantun mesi di guerra, costruito con le parole dei caduti; un racconto duro, tragico, ma illuminato sempre da una forte intensità morale. Un'opera a doppia lettura in cui il tema drammatico della morte in combattimento s'intreccia con la lucida accettazione del sacrificio necessario alla testimonianza dei valori più alti. Un'interpretazione della Grande Guerra già controcorrente nelle due edizioni passate, quella del 1934 e l'ultima del 1968, e forse anche oggi, non ossequiente alla retorica celebrativa nè all'antimilitarismo di maniera, ma dettata dalla personale esperienza di combattere dell'autore e dalle sue certezze ideali. I richiami ai valori dell'epopea risorgimentale presenti nelle testimonianze dei caduti non offuscano tuttavia il suo senso critico: quella guerra non fu l'ultima del Risorgimento, ma per chi la visse, e qui l'originalità del pensiero dell'Omodeo, non fu esclusivamente un museo degli orrori "che un soffio di poesia, di speranza, di giustizia, via aveva alitato sopra".
  • La Guerra Aerea da Caporetto a Vittorio Veneto 24 ottobre 1917 - 4 novembre 1918 Aviazione. Dopo il successo del suo precedente libro “L’aviazione nel Nord-Est”, con il quale ha ottenuto il premio letterario “Giulio Douhet”, l’autore ha voluto approfondirne una parte, analizzando lo sviluppo dell’aviazione durante la Grande Guerra. Per fare ciò, ha scelto il periodo più significativo, quello che va da Caporetto alla fine della guerra e ciò perché il periodo precedente era tecnicamente poco rilevante, mentre nell’ultimo anno di guerra lo sviluppo degli aerei austro-tedeschi, francesi, italiani e inglesi è stato notevole. Con questo libro, l’autore non ha voluto raccontare le glorie della guerra aerea, ma la forza e le carenze dei mezzi e degli uomini e la simbiosi degli aerei con l’esercito che combatteva a terra. All’inizio, l’aereo sembrava un mezzo debole e di scarso interesse ma, rivelatosi come l’occhio indiscreto e pericoloso del nemico, fu subito duramente combattuto dai vari schieramenti, che a loro volta si impegnavano per aumentarne le prestazioni e il controllo nei cieli. È stata proprio questa partenza, a far crescere enormemente tutta l’aviazione.
  • Davvero Cadorna era un generale che mandava al massacro i soldati in inutili assalti frontali? O c’è una spiegazione diversa? L’azione di comando di Cadorna è sempre stata considerata sotto gli aspetti negativi. Questo libro riequilibra i giudizi, la storia infatti cerca di spiegare l’accaduto, al di là dei pregiudizi e dei luoghi comuni. Ricondurre la biografia di Cadorna alla realtà della storia, significa anche rivalutare il valore dei fanti italiani nella guerra che ha segnato l’immaginario collettivo. La campagna accusatoria nei confronti di Cadorna di alcuni intellettuali mirante alla soppressione delle piazze dedicate a Cadorna viene da questo libro scritto da un grande storico italiano stigmatizzata. Il libro susciterà un vespaio perché molti di questi intellettuali sono ancora una volta caduti nell’ideologia.
  • "Sparavamo, sparavamo, sparavamo, senza interruzione" Un artigliere tedesco   "Verdun entrerà nella storia come il mattatoio del mondo" Un autista di ambulanza americano
  • Le strade della Memoria - Itinerario storico e sentimentale sui luoghi della Grande Guerra Volete conoscere i fatti salienti della Grande Guerra percorrendo le strade e i luoghi dio quel conflitto, ma siete spaventati dalla mole dei libri di storia e delle guide troppo specifiche? Questo libro è per voi. Vi accompagnerà sui luoghi simbolo del conflitto italo-austriaco del 15/18, dandovi nel contempo sintetiche notizie sugli eventi bellici e sulla tragedia umana di milioni di combattenti provenienti da tutta Europa scaraventati in trincea per combattere, uccidere e possibilmente non morire. Dai monti della Lombardia al Trentino e al Veneto, da Trento a Trieste, dall'Isonzo al Piave, lungo le principali montagne come nei luoghi topici della guerra di trincea, dal Monte Grappa a Redipuglia, da Asiago alle Dolomiti, dal Carso a Caporetto, con incursioni in Austria e Slovenia.
  • Le trincee, le baracche, le mulattiere e i ricoveri sono stati i punti “geografici” nella storia sociale della Grande Guerra, essi rappresentano uno degli aspetti portanti dell’attività militare. La logistica legata al Genio fu infatti un aspetto decisivo della guerra difensiva che l’esercito combattè nell’ultimo anno. Il generale Marieni, comandante dell’aeronautica negli anni in cui l’Italia doveva recuperare ritardi e inefficienze, fu colui che dai giorni seguenti Caporetto fino alla fine della guerra comandò quell’esercito di oltre 150.000 uomini che costruirono le linee difensive, le strade e i ponti per l’offensiva finale, risolvendo ciclopici problemi logistici e difensivi. Questa biografia condotta sui documenti dell’Archivio Marieni consente di rivalutare il merito di un generale la cui opera è tutt’oggi visibile in tanti luoghi del paesaggio veneto. Oltre 170 foto inedite e una sessantina di piante, schizzi, grafici e tabelle provenienti dall’Archivio Marieni documentano l’opera di uno dei maggiori artefici della vittoria italiana
  • Bisiacaria 2016

    15,00
    Bisiacaria 2016 - Poesie, dipinti, racconti, storie e tradizioni.
  • Dalle Dolomiti a Bligny - Diario di guerra di un fante 1915-1919 Il diario scritto con la matita copiativa di un fante di Osimo che visse per due anni  tra Colle Santa Lucia e Digonera nelle Dolomiti, di fronte alla Marmolada e al Col di Lana, offre la sceneggiatura della guerra e dei rapporti che s'instaurano tra i soldati italiani e la popolazione ladina. Un libro avvincente in cui si ritrova tutta la freschezza narrativa dell'esperienza avventurosa di un semplice fante.
  • Delle migliaia di soldati schierati il 24 ottobre 1917 sulle pendici del Mrzli, davanti a Caporetto, non uno ripiegò con l’esercito in rotta, alimentando così la leggenda delle “brigate perdute”: i reparti che si sarebbero arresi senza combattere. Con un montaggio quasi cinematografico delle narrazioni degli ufficiali ‘in soggettiva’ l’autore ricompone un grande affresco, ridando voce ai giovani italiani in grigioverde di un secolo fa. Una narrazione rigorosa e avvincente che fa rivivere ogni minuto della giornata in cui ebbe luogo la battaglia più famosa della storia d’Italia. Il volume è illustrato da più di cento cartine e fotografie in gran parte inedite.
  • Il Colpo di Zurigo - Clamoroso successo dello spionaggio irredentista nella prima guerra mondiale La leva di massa era partita ed entro ventiquattro ore i richiamati avrebbero dovuto presentarsi nelle caserme. Bravo chi era riuscito a scomparire nei giorni precedenti, perchè ora tutto si faceva terribilmente più complicato. Ogni angolo della città erra pattugliato. Il porto era stato sequestrato, tutti i contrabbandieri noti erano in carcere e la polizia austriaca cominciava a mostrare la sua abilità. Lungo le strade echeggiavano le grida delle famiglie sfasciate dagli eventi, i pianti degli amori definitivamente chiusi, le urla dei bambini strappati ai padri arruolati con la forza. La guerra stava arrivando con il suo crudele prologo.
  • Le imprese aeronautiche e l’impiego tattico dei mezzi aerostatici è trattato con i particolari tecnico-costruttivi e una quantità di dati e fotografie inedite. L'impiego bellico dei mezzi aerostatici, argomento trascurato dalla storiografia della Grande Guerra, è qui per la prima volta ampiamente sviluppato. L'utilità dei palloni si manifestò evidente per i vantaggi che quei mezzi, apparentemente fragili e insicuri, offrivano, specialmente all'osservazione del campo avversario sottoposto agli effetti del tiro d'artiglieria. Perciò l'uso dei palloni fu molto ampio e diffuso su tutto il fronte europeo e conobbe una rapida evoluzione tecnica, ispirata dalle contingenti necessità di guerra fino alla trasformazione in motopallone che consentiva l'autonomia operativa e quindi una maggiore efficacia d'impiego. Particolari tecnico-costruttivi tratti dagli introvabili manuali di fabbricazione e una quantità di dati e fotografie inedite di grande suggestione sono raccolte in questo libro che non può mancare nella raccolta dei cultori della storia di guerra.
  • In guerra e in prigionia - 28 febbraio 1917 22 dicembre 1918 Seconda Guerra MondialeFrancesco Isola nasce a Montenars, allora frazione di Artegna, il 6 luglio 1897 da Isidoro e Zecchini Lucia. Consegue il titolo professionale di assistente edile in una scuola privata di Gemona. Frequenta la Scuola tecnica governativa di Udine con licenza nel 1914. Inizialmente aiuta il padre agricoltore nell’azienda di famiglia prima ad Artegna, dove si sono trasferiti da Montenars, quindi a Gradisca di Spilimbergo Viene arruolato dal Distretto militare di Sacile con la classe 1898 nel 57° Reggimento Fanteria con sede a Padova. Parte per il fronte nell’aprile 1917 da Faedis dove riceve l’intero equipaggiamento da guerra, comprese le armi da fuoco. Alcuni giorni dopo, a marce forzate, passando per Caporetto raggiunge le località di Volaria e Gabria sul fronte di Tolmino. Ai primi di maggio viene schierato sulla linea di combattimento, sulle falde tra il monte Merzli ed il Vodil dove passa al 155° Fanteria, Brigata Alessandria. Viene mandato dal Comandante a stabilire un contatto per ricevere ordini, dato che le segnalazioni non funzionano a causa di un furioso bombardamento nemico. e viene catturato dagli Asburgici. Rimane prigioniero per 15 mesi in vari campi di prigionia tra cui Dortmund, rientrando nel febbraio 1919, al termine del conflitto, dopo un avventuroso viaggio attraverso l’Olanda e la Francia. Viene trattenuto al Corpo per altri 18 mesi durante i quali è chiamato a reprimere i moti rivoluzionari nelle campagne del Padovano. E’ congedato il 15 maggio 1920 (con decreto 7.11.20) dopo quasi 40 mesi lontano da casa.
  • Attraverso le lettere ed il diario di guerra di uno dei più importanti dirigenti del Nazionalismo italiano si ripercorrono le vicende di guerra del capitano milanese Castellini, che con la Brigata Cuneo, il Battaglione Monrosa e Val Cordevole e il 3° Raggruppamento alpini, combattè sulle Dolomiti, sull'Adamello e sul Grappa.
  • Stasera andremo in fuoco iddio me guardi
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