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    Escursioni e passeggiate tra i forti del Friuli In friuli combatterono anche tedeschi, austriaci, cechi, slovacchi, ungheresi, polacchi, croati, bosniaci, sloveni: il più vasto ed eterogeneo campo di battaglia della storia europea. Questo libro fa scoprire quei luoghi dimenticati: alle sorgenti del Tagliamento; Chiusaforte; i "Nidi delle aquile"; Resiutta, l'estrema barriera delle Alpi Giulie; la sentinella delle Prealpi; lo Sbarramento di Ospedaletto; la Fortezza di Osoppo; le Linea del Torre; la Testa di Ponte di Ragogna; i capisaldi della cintura morenica; i Forti della Pianura.
  • Il patrimonio storico della Grande Guerra - Commento alla legge 7 marzo 2001, n.78 ntroduzione di Alberto Monticone. La legge nazionale riguarda la tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Essa è improntata a una tutela per incentivare e sostenere, più che a vietare, ma "l'usura del tempo e degli agenti atmosferici da un lato, la curiosità e l'interesse degli uomini dall'altro, vanno progressivamente e implacabilmente rimovendo". Per consegnare questo patrimonio alle generazioni future, occorre intervenire: è ciò che si premura di fare questa legge che rappresenta uno strumento eccezionale per la modernizzazione della memoria legata alla Grande Guerra. Il ricco apparato illustrativo documenta le maggiori o più originali operazioni di recupero e valorizzazione sin qui realizzate, dagli itinerari, ai reperti, alle mostre, ai centri di documentazione, ai monumenti, ecc.
  • Dieci itinerari da Treviso al Piave sia sulla riva destra che sulla sinistra, corredati da 180 foto d'epoca, foto a colori, schizzi e cartine, cippi e lapidi. Tutto quello che c'è da vedere e scoprire in un territorio in cui la guerra rivive nella memoria collettiva
  • Fortezza Hermada 1915 - 1917 Dal maggio del 1915 all'estate del 1917 "Fortezza Hermada" sbarrò inesorabilmente la via per Trieste alle truppe italiane attestate poco oltre Monfalcone. Davanti ad essa vennero combattute battaglie paragonabili ai più aspri scontriu del fronte occidentale e i soldati dei due eserciti pagarono un pesantissimo tributo di sangue e sofferenza. Consapevole di ciò, questa guida porta alla scoperta delle trincee e delle caverne austro-ungariche del complesso delle cime dell'Hermada e si spinge oltre confine, in Slovenia, alla ricerca di vari "segni di guerra" (trincee e ricoveri, caverne, lapidi, graffiti)ne di importanti cimiteri di guerra austro-ungarici, elementi significativi di una storia troppo spesso dimenticata. Attraverso i "sentieri della guerra e della memoria" dell'Hermada percorreremo, nella splendida natura carsica, un vero e proprio "Museo all'aperto" internazionale, ricco di storia e di sorprese.
  • I Forti e il sistema difensivo del Friuli
  • Viaggiare nella storia - Dall'Adriatico al Passo Monte Croce Carnico Tra il maggio 1915 e l'ottobre 1917 il territorio oggi compreso nella regione Friuli Venezia-Giulia e nelle limitrofe Austria e Slovenia divenne terreno di scontro tra gli eserciti italiano ed austro-ungarico che vi si affrontarono per ventinove lunghi mesi. Le Alpi Giulie e Carniche ma soprattutto il Carso assistettero a dodici cruente battaglie, mentre la zona di pianura si trasformò nella grande retrovia al servizio delle armate italiane. Il conflitto trasformò il paesaggio a tal punto che le tracce del suo passaggio sono ancora numerose così come cippi, monumenti, ossari e cimiteri rappresentano altrettanti segni della memoria, costituendo con i primi un unico, vastissimo, museo all'aperto. Questa guida offre lo spunto all'ospite del Friuli Venezia-Giulia per visitare questo particolare museo e ripercorrere quei luoghi diventati patrimonio comune della Storia europea.
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    Ventitre itinerari storico-escursionistici sui luoghi più controversi del fronte isontino durante il primo conflitto mondiale. Monte Nero, Monte Rosso, Mrzli vrh, Monte Rombon, la dorsale del Kolovrat, le retrovie italiane, quelle austriache e la testa di ponte di Tolmino sono inseriti in percorsi di varia difficoltà che portano il visitatore tra trincee e posizioni che videro ventinove mesi di scontri cruenti culminare drammaticamente nella battaglia che prese il nome da un piccolo paese di montagna: Caporetto.
  • Il Monte Grappa prima della Guerra; gli avvenimenti; il ripiegamento; l'organizzazione difensiva; l'attacco austriaco al Grappa; la battaglia d'arresto; la battaglia del Solstizio; la battaglia di Vittorio Veneto; importanza militare del Grappa; Le strade; le escursioni.
  • Il Montello Vol.1 - Gli avvenimenti, i personaggi, gli itinerari e o luoghi nascosti tra le doline e i boschi del Montello nella Grande Guerra "Città Ragazzi del "99", il Cippo degli Arditi, il Sacello di Baracca testimoniano l'importanza strategica di questa collina, la veemenza della lotta e nel contempo evocano episodi entrati nell'immaginario collettivo. Nelle stradine nascoste e silenziose che tagliano longitudinalmente il Montello, le grotte, le doline, il bosco tutto ci sussurrerà storie: ... Il Cap. Caretta sgozzato mentre difende il suo gruppo di batterie di bombarde, i difensori di Casa Serena, il XXVII Reparto d'Assalto a Casa Bianca, la scomparsa del Gen. Bolzano von Kronstadt, gli Arditi al Piave... Dieci, cento microstorie di innumerevoli eroi, molti dei quali nascosti e schivi. È questo il filo conduttore della guida che, attraverso una decina di itinerari, accompagna, in oltre 100 siti, a conoscere la Grande Guerra sul Montello.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 1 - Dal Sas de Stria alle Tofane: i luoghi "nascosti" e difficili da scoprire, lungo i boschi e le crode. Alpini piemontesi del Val Chisone e del Fenestrelle, veneti del Belluno, sardi della Reggio, Standschützen ampezzani, Tiroler Kaiserjäger, Jäger bavaresi e prussiani sono alcuni dei reparti che combatterono e vissero nelle condizioni estreme sulle cime delle Dolomiti di Cortina. Molti "segni" delle loro vicissitudini sono oggi sentieri, rifugi e ferrate, altri rimangono celati e nascosti, proprio perché erano nati per non essere visibili o per i luoghi impervi e "impensabili" che i Comandi avevano scelto. Il loro fascino è quello di esistere, e di svelarsi solo casualmente.
  • Guida agli itinerari: Opacchiasella, Nad Logem, il villaggio militare di Devetachi, Nova Vas, Lokovica, Dolina del gelso, Tercenca. Gli Autori sono riusciti con le loro pagine scritte sull'onda di grande passione storica e affetto verso un'inobliabile generazione di uomini – soldato, a far parlare quell'angolo poco conosciuto di Carso concedendo ampio spazio al dramma umano di un esercito di fanti, bersaglieri, arditi, artiglieri, bombardieri, jäger, gebirgschützen, pionier e honved che si sentivano abbandonati, nell'isolamento forzato imposto dalla natura di quel terreno cosparso di doline. Impossibilitati o quasi a comunicare la precarietà della loro vita, delle sofferte ore di trincea, ma soprattutto delle angoscianti attese che precedevano gli assalti.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 2 - Dal Lagazuoi, Fanis, Col Rosà, Son Pòuses alla Croda de r'Ancòna: i luoghi "nascosti" e difficili da scoprire tra i boschi e le crode. L'escursionista trova in questa guida gli itinerari per arrivare ai giacimenti della storia e la lettura dei segni e delle tracce ove la natura, prendendo il sopravvento sulla storia, ha ricoperto o fagocitato.
  • Il Carso dimenticato – Le spallate dell’autunno ’16 sul carso di Comeno Guida agli itinerari: Veliki Hrib, Q.208 Nord, Q.208 Sud, Nova Vas, Nad Bregom, il Vallone delle croci, il Fajti, Pečinka Q.291, Pečina Q.308-Q.278, Hudi Log, Lucatič Esplorando il terreno per ricostruire l’evoluzione dei combattimenti tra l’ottobre e il novembre 1916, ci si rende conto che ciascuna dolina custodisce memorie e testimonianze di grande rilievo, sia storico che umano. La passione, l’ago della bussola e le mappe ci spingono ad abbandonare i sentieri più frequentati guidandoci verso le zone più recondite e meno note del Nad Logem, Lokvica, Nova Vas, Nad Bregom e delle quote 208 sud e nord. Il silenzio è il tratto distintivo di questo mondo, qui si prova un senso autentico di isolamento ed estraniazione dal mondo reale. “Le Patrie – scriveva Antonio Scrimali nel 1997 – hanno dimenticato i fanti, bersaglieri, genieri, zappatori, honved, jäger, landsturm, … Ma noi no”. Noi con l’aiuto di questa guida, siamo in grado di ascoltare, in pieno Carso, un fiume di racconti.
  • Il campo di battaglia del Piave volume 3° Gli itinerari: Resistenza e contrattacco Con gli Arditi al Piave La difesa del fiume Ritorno sul Montello con il poeta Andrea Zanzotto
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 4 - Monte Piana -Monte Piano: il balcone delle Lavaredo. Teston di Monte Rudo - Monte Specie Continua con il 4° Volume la fortunata serie degli itinerari della Grande Guerra nelle Dolomiti. La prima vera guida alla Grande Guerra nella zona delle Tre Cime di Lavaredo.
  • La guida, riccamente illustrata e unica nel suo genere, contiene una vasta e analitica ricognizione dei sacrari e ossari disseminati sul territorio consentendo, a chi lo desideri, di percorrere un vero e proprio viaggio nella memoria storica del nostro Paese. Non si tratta infatti solo di località, ma di monumenti della memoria e, con essa, del lutto e del mito della Grande Guerra. Luogo per luogo, con cura e dettagliatamente, sono indicate le caratteristiche di complessi monumentali, cimiteri militari e significativi siti illustrativi della prima guerra mondiale sul fronte italiano. Le tappe dell’itinerario sono: Passo Stelvio e Val Venosta - Passo del Tonale - Valli Giudicarie - Valle di Ledro - Val d’Adige -Vallarsa (Ossario di M.Cimone e di Arsiero) - Altopiani di Lavarone e Folgaria - Altopiano d’Asiago - Dolomiti di Ampezzo e Cadore - Dolomiti di Sesto e Comelico - Carnia (Tempio Ossario di Timau e Passo Monte Croce Carnico) - Valle dell’Isonzo (Sacrario di Caporetto) - Carso (Sacrario di Redipuglia, Oslavia e vari Cimiteri), Monte Grappa - Prealpi Feltrine e Trevigiane - Montello - Piave (Sacrario di Fagarè) - Lombardia: Brescia, Bormio, Salò - Trentino Alto Adige: Bolzano, Colle Isarco, Trento - Veneto: Bassano, Treviso,Verona - Friuli Venezia Giulia: Aquileia, Prossecco, Udine - Estero: Arnoldstein, Plokenpass, Tolmino, Bligny.
  • Guida ai campi di battaglia dell'Altopiano dei sette comuni - Monte Ortigara L’Altopiano dei Sette Comuni è uno splendido angolo d’Italia coinvolto in alcuni dei combattimenti più cruenti e furibondi del conflitto. L’escursionista trova le tracce imponenti ed in alcuni tratti tanto vive da parlare ancora con eloquenza di personaggi straordinari, avventure incredibili e sacrifici inumani. Uno dei più interessanti “musei all’aperto” europei raccontato dai massimi esperti dei luoghi e della storia
  • Un manuale agile, illustrato con le principali battaglie, che consente a chiunque di avere chiara la successione dei combattimenti sui 600 km del fronte italiano in relazione con quanto accadeva sugli altri teatri di guerra. Si alternano alla descrizione delle battaglie e degli scontri anche curiosità, aneddoti e cenni biografici sull'esperienza di guerra dei personaggi che sarebbero poi diventati protagonisti del Novecento.
  • Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile. E’ questa la vasta mappa della lunga storia raccontata con una straordinaria e commovente genuinità da Carlo Spagnul nato nel 1891da genitori emigrati in Brasile per lavorare in un’azienda di coltivazione del caffè, e rientrato nel paese di origine, allora in territorio austriaco, nel 1908. Qualche anno di scuola a Gorizia, ed eccolo arruolato nel 1912 nell’esercito austriaco. Allo scoppio della Grande guerra viene mandato al fronte sui Carpazi e combatte nel mitico 97° reggimento, definito bonariamente in una canzone “demoghèla” (una specie di “diamocela a gambe”), composto per lo più da friulani, giuliani e dalmati, che viene letteralmente decimato. Spagnul capisce che la guerra non fa per lui, getta il fucile e si consegna, come oltre un milione di suoi commilitoni, ai russi. Inizia così il suo peregrinare attraverso la Russia prima e la Cina dove dovrà arruolarsi nella Regia Marina Italiana per poter riprendere la strada verso casa. Passeranno nove anni prima che, imbarcato sul piroscafo Nippon, attraverso il canale di Suez ritorni in Friuli. Le traversie che narra con passione e l’umanità e che si snodano per un periodo di sessant’anni, ne rivelano l’animo gentile, il disprezzo per la violenza, ma anche il senso del dovere e il rispetto per le culture che incontra nel lungo e tormentato cammino. La narrazione scorre veloce come nella migliore tradizione diaristica. Il soldato Spagnul combatte una singolare guerra nella Guerra contro gli insetti - cimici, pulci, zanzare -, che non gli danno pace ovunque si trovi, in Brasile come in estremo Oriente. Incontra però uomini e storie che descrive con piglio da romanziere. La sua odissea è speciale perché non è narrata da un ufficiale, come accadeva in quel periodo, ma da un contadino che vede e registra con occhi particolarmente acuti un mondo, anzi, un continente, di cui ci mostra uno straordinario spaccato. Foto d’epoca e dettagliate piantine geografiche completano il racconto a cui fa seguito l’elenco degli abitanti di Aiello del Friuli e di Joannis arruolati nell’esercito austro-ungarico e nella Marina da guerra.
  • Mediterraneo imperiale - Breve storia della marina da guerra degli asburgo 1866-1918 Le vicende misconosciute della k.u.k. Kriegsmarine, attraverso le storie di uomini e navi. Nella battaglia di Lissa (20 luglio 1866), poco prima dell’affondamento della corazzata italiana Re d’Italia, Maximilian Daublesky von Sterneck, il comandante di quella austriaca, urlò in veneto al suo timoniere, Tommaso Penzo detto Ociai: «Daghe dosso che la ciàpemo». Di Tegetthoff fu invece la celebre frase a conclusione della battaglia: «navi di legno comandate da teste di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da teste di legno». Il racconto della marina imperiale si snoda in mezzo secolo e riserva al lettore infinite sorprese.
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    Con la stipulazione segreta del Patto di Londra, il 26 aprile 1915, Vittorio Emanuele III, Salandra e Sonnino, all’insaputa del Parlamento e del capo di S.M. dell’esercito Cadorna, rovesciarono la Triplice Alleanza con Germania e Austria- ungheria, imponendo la guerra a un Parlamento a maggioranza neutralista. Per una settimana l’Italia si trovò quindi alleata con entrambi gli schieramenti: questa è la storia di quel colpo di stato.
  • Cara mamma ti scrivo - Le cartoline dei soldati della Grande Guerra Prefazione di Roberto Todero Pochi lo sanno, ma una delle necessità irrinunciabili del fante italiano fu comunicare per posta con i suoi familiari. La scrittura divenne all'improvviso l'unico linguaggio degli affetti, l'unico legame con un universo emotivo lontanissimo, non solo per lo spazio, ma anche per il vissuto, per il tempo. Un popolo che solo raramente era uscito dal cascinale, dal villaggio, si trova catapultato in una bolgia infernale piena di agguati, pericoli, sofferenze e limitazioni, con un addestramento molto sbrigativo. Dal 1915 al 1918 si muovono complessivamente tre miliardi e quattrocentomila corrispondenze! Il popolo italiano impara a scrivere, e a leggere. La cartolina postale diventa uno dei maggiori strumenti di comunicazione e di propaganda patriottica, ma anche di creazione grafica sia di disegnatori poco noti sia di artisti come Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Michele Cascella, Gino Severini, Umberto Boccioni, Mario Sironi e Anselmo Bucci, per citarne solo alcuni. E dall'altra parte del fronte i Kriegsmaler, pittori organizzati all'interno del Kriegspressquartier. Artisti celebri quali Egon Schiele, Oskar Kokoschka, ma anche pittori soldati quali Hans Bertie o il tirolese Albin Egger-Lienz. Rimane solo d'andare in soffitta a recuperare così un pezzo della propria storia familiare.
  • Due anni di guerra - 31 agosto 1915 31 agosto 1917  Augusto Soramel L'originalità dell'esperienza bellica di Augusto Soramel è data dal fatto che fu uno dei pochissimi combattenti a sopravvivere tre anni di guerra passando per alcuni dei settori più contesi del fronte isontino. Fu alle falde del Podgora, che dal giugno 1915 all'agosto 1916 costò la vita a migliaia di fanti della seconda e terza armata italiana e al tenente irredento Scipio Slataper, ricordato nel testo. Dopo l'esperienza presso la testa di ponte di Tolmino-Jeza, fu successivamente trasferito sull'alto Isonzo, dove affrontò il combattimento nella conca di Plezzo, nella forra del torrente Slatenik alle pendici del temibile Javorcek; venne destinato infine come aspirante ufficiale al fronte del Carso, dove prese parte alle ultime tre offensive dal novembre 1916 al settembre 1917. Sul Carso partecipò all'attacco del micidiale nodo trincerato di Bosco Malo nei giorni della decima battaglia (maggio 1917) e visse le logoranti fasi dell'undicesima battaglia alle pendici dell'Hermada, nella zona di San Giovanni di Duino (agosto-settembre 1917).
  • Eravano sulla linea del fuoco - Il racconto di un Bersagliere della Grande Guerra Il racconto di un bersagliere della Grande Guerra ricostruito attraverso le memorie dei figli e i documenti d’archivio. Un esempio di trasmissione della memoria storica in cui la storia familiare si coniuga con la storia nazionale.
  • È soprattutto una storia d’avventura di un ragazzo idealista e testardo, che attraversa la Siberia nel 1918. La storia ha inizio in un campo di prigionia all’estremo margine della Russia orientale. Per l’autore la meta è l’Europa, e qualsiasi mezzo per raggiungerla è buono. Il primo passo è la fuga dal campo; poi un viaggio con la Transiberiana che in due settimane porta gli evasi - l’autore e i suoi compagni - da Khabarovsk (a nord di Vladivostok) fino alla regione, solitaria e remota, dei monti a nord dell’Amur. Da qui bisogna proseguire a piedi; e i viaggiatori, dopo aver scavalcato passi e percorso valli, aggiungono infine il fiume Vitim che scorre in direzione dell’Artico. Lo percorrono navigando su zattere e finalmente, sfidando correnti e cascate, arrivano al mondo cosiddetto civile.
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    Attualità della Grande Guerra Sono passati novant'anni dall'intervento dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale: un tempo assai lungo che per gli altri avvenimenti significherebbe una collocazione nella memoria storica di un passato quasi remoto, da lasciare agli studiosi e da inserire nei testi scolastici tra le tante vicende che non suscitano più emozioni o polemiche. Ma sembra quasi che la nostra coscienza nazionale, o forse la ricorrente nostra tendenza a mitizzare esperienze dolorose o esaltanti, non ci permetta di mantenere quella pagina in biblioteca e ci induca a tenerla aperta dinnanzi a noi a pretesto del nostro presente. A nostra parziale giustificazione possiamo addurre il fatto che, comunque, ogni generazione rilegge a modo suo gli eventi, anche più lontani e più definiti nei loro contorni, un po' perchè c'è bisogno comunque di avere sempre cognizione della propria storia, un po' forse per autoidentificarsi nella diversità del passato.
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    Un italiano fuori dal coro. Leggere il diario militare del Capitano Aldo Spallicci, medico, poeta, parlamentare, repubblicano, volontario di guerra, offre la cifra necessaria per riscoprire la mentalità degli italiani che, a partire dal Risorgimento fino alla Seconda Guerra Mondiale, testimoniarono con la vita e sacrificio il rispetto per i propri ideali. L'esperienza bellica per Spallicci è solo un ulteriore passo del proprio cammino umano, politico e professionale a favore della polis romagnola e della patria italiana. Si può anche rimanere isolati a causa dei propri ideali e del proprio impegno ma un romagnolo non torna mai indietro e prosegue per la propria strada con orgoglio
  • Antonio Cantore - Da Assaba alle Tofane il mito del Generale Alpino La prima biografia completa di un personaggio mitico della storia alpina.
  • Quattro anni senza Dio vol 1 - Il diario di un ufficiale mazziniano dalle trincee del Carso alle Giudicarie Prefazione di Luigi Emilio Longo. Il volume tratta delle azioni militari della Brigata Chieti formata in gran parte da fanti abruzzesi e molisani, che operò sul Carso dal luglio 1915 all'ottobre 1916. Un reggimento valorosissimo, di cui qui vengono rievocate senza retorica, ma sulla base della realtà storica, le glorie e i sacrifici (sul Carso il reggimento fu quasi totalmente distrutto in combattimento per ben due volte e due volte ricostituito con nuovi complementi), ma che non ebbe mai i riconoscimenti che avrebbe meritato. Il testo è scritto in forma semplice e brillante. Si legge con grande piacere anche sotto l'aspetto letterario, spesso con una sottile vena umoristica Vi sono i giudizi impietosi nei confronti degli alti Comandi, dei generali incapaci, degli imboscati, cui si contrappone il coraggio, la pazienza, l'abnegazione, il senso del dovere dell'umile fante abruzzese. Oggi, a distanza di quasi un secolo da quegli avvenimenti, non esistono più i motivi che ne impedirono allora la pubblicazione. Il 2° vol. uscirà nel 2005. Lodolini fu l'artefice dell'Archivio Centrale di Stato di Roma
  • Passo della Morte, Passo del Diavolo, Dolina dei Bersaglieri, Dolina Piras: questi sono alcuni nomi dell'inferno carsico, ma nessuno evoca un sacrificio di sangue come le trincee delle Frasche e dei Razzi che hanno inghiottito gli assalti disperati dei fanti della Macerata, della Siena, della Chieti e dellaSassari. Questo libro è più di una guida alla visita dei luoghi di un sacrificio collettivo, è un tassello dell'opera di recupero della memoria storica di tutti gli italiani.
  • L'unica guida storico-escursionistica che porta il visitatore alla scoperta delle trincee, dei campi delle battaglie e dei monumenti del fronte italo-austriaco del Carso e dell'Isonzo con un linguaggio semplice e chiaro, adatto anche "ai non addetti ai lavori". Un'aggiornata, esauriente introduzione storica su ciò che è necessario sapere sulla guerra di trincea, sugli eventi bellici e sui grandi e piccoli monumenti sorti in memoria del conflitto, ma anche una guida per conoscere i diversi e non sempre evidenti "segni di guerra" del Carso e del Collio goriziano anche oltre confine, attraverso 11 Itinerari riccamente illustrati, facili da percorrere a piedi e in macchina, interessantissimi sia dal punto di vista storico che naturalistico.
  • Dalle Dolomiti a Bligny - Diario di guerra di un fante 1915-1919 Il diario scritto con la matita copiativa di un fante di Osimo che visse per due anni  tra Colle Santa Lucia e Digonera nelle Dolomiti, di fronte alla Marmolada e al Col di Lana, offre la sceneggiatura della guerra e dei rapporti che s'instaurano tra i soldati italiani e la popolazione ladina. Un libro avvincente in cui si ritrova tutta la freschezza narrativa dell'esperienza avventurosa di un semplice fante.
  • Quando in Addio alle armi Hemingway descrive la fucilazione nei pressi di un ponte, quello era il ponte di Pradamano. Un esempio di come dai racconti della memoria paesana, dagli indizi dei testi e degli archivi si possano ricostruiti avvenimenti e biografie di personaggi in una storia popolare rimasta al di fuori della storiografia ufficiale.
  • Morire per la Patria - I volontari del "Litorale Austriaco" nella Grande Guerra Il volume prende in esame il fenomeno del volontariato della Venezia Giulia o Litorale Austriaco, ripercorrendo le tracce di quei giovani, irredenti e non, che si presentarono alla prova del conflitto ricchi di idealità e di passioni. Ben presto, tuttavia, essi dovettero misurare il proprio slancio con la realtà di una guerra in cui il gesto individuale era sopraffatto dalla modernità messa al servizio della morte di massa. Il libro restituisce alla storia una vicenda che rappresenta forse l'ultimo baluardo del "mito della grande guerra", ricostruendo i percorsi di quanti ne furono protagonisti.
  • Quel giorno a Gorizia vol 1 - Dall'inizio della guerra alla battaglia di Gorizia Presentazione di Giovanni Spadolini. Il diario-racconto delle avventure di Baruzzi sull'Isonzo, sul Carso, sull'Altipiano di Asiago e sul Piave è uno straordinario libro di memorie della Grande Guerra. La scena del diciannovenne piccolo sottotenente che, entrato con quattro fanti nella galleria di Lucinico, cerca di incutere soggezione ai 200 ungheresi che si trova inaspettatamente davanti a colpi di "boia d'un mond lèdar" è uno dei pezzi mitici della guerra.
  • L'ortigara il 25 giugno 1917 nel racconto degli ufficiali diprima linea Per la prima volta la battaglia dell'Ortigara raccontata dagli ufficiali di prima linea attraverso fonti inedite d'archivio.
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