• Se c'è un interrogativo ancora aperto tra i tanti che la Grande Guerra ci pone, questo è costituito dalla partecipazione al conflitto dei volontari affluiti nelle file dell'esercito italiano. Per questo, alla luce di un quadro di rinnovamento scientifico assai vivace, è giunto il tempo di ritornare, o meglio di cominciare, a indagare sui volontari italiani nella Grande Guerra. Si devono ricordare gli italiani che nel 1914 formarono in Francia la Legione Garibaldina di Peppino Garibaldi, ma soprattutto le migliaia di italiani "irredenti" che con  grande rischio personale scelsero di combattere volontari nelle file dell'esercito italiano e, molto spesso, di partecipare alle azioni più pericolose. Partendo proprio dalle pagine scritte dai fratelli Ius è possibile enucleare alcuni problemi relativi alla condizione dei volontari poco più che adolescenti, Luigi e Mario Ius. Dalla colorita e appassionata descrizione della partenza dei "regnicoli" da Trieste, fino alle idealità patriottiche: "il mio fu un gesto, che fin dall'infanzia agognavo, appunto perchè nacqui be vissi sotto il giogo straniero, perchè conoscevo la nostra storia, perchè amavo la Madre Patria".
  • Guida ai campi di battaglia dell'Altopiano dei sette comuni - Melette Altopiano orientale Il secondo volume delle guide dell’altopiano le brigate Sassari, Piacenza e Perugia, Paolo Monelli e gli alpini nelle battaglie del 1916-1917.
  • Out of Stock
    Con la stipulazione segreta del Patto di Londra, il 26 aprile 1915, Vittorio Emanuele III, Salandra e Sonnino, all’insaputa del Parlamento e del capo di S.M. dell’esercito Cadorna, rovesciarono la Triplice Alleanza con Germania e Austria- ungheria, imponendo la guerra a un Parlamento a maggioranza neutralista. Per una settimana l’Italia si trovò quindi alleata con entrambi gli schieramenti: questa è la storia di quel colpo di stato.
  • Zughi bisiachi de 'na volta
  • Centinaia di cartoline dell'impero austro-ungarico rappresentano il modo d'essere di quel mondo di ieri da cui si sono formate le nazioni di mezza Europa. Divise dall'Autore in "stanze", le cartoline divengono così il racconto visivo dell'atmosfera di quel mondo: cartoline con la schietta semplicità di un ambiente famigliare, borghese. Tedesco ma famigliare, con quello che Zweig chiama "l'odore umidiccio, muffoso, caratteristico di quella casa come di tutti gli uffici pubblici austriaci, quell'odore che gli austriaci chiamavano "erariale", una puzza di stanze troppo riscaldate, troppo affollate, mai bene arieggiate, che compenetrava prima le vesti e poi anche le anime". Le schede delle copertine contengono i dati sugli artisti, sugli stampatori e sull'argomento così da consentire al collezionista la più precisa catalogazione
  • Ai confini della patria - Distintivi, decorazioni e Kappenabzeichen della Prima Guerra Mondiale Sono poche in Italia le collezioni di distintivi e decorazioni come quella dei Civici Musei di Udine. Questo primo volume ha voluto riportarne solo una parte. Non resta che sfogliarlo e seguire i reparti militari nei loro innumerevoli e a volte illogici spostamenti così minuziosamente trascritti sulle medagliette, per entrare nel multietnico esercito del fu impero austro-ungarico. Un mondo di ieri in cui perdersi nella ricerca.
  • La Grande Guerra in Alta Val Degano
  • I tracciati delle trincee della Grande Guerra – I La conquista del Carso di Comeno
      La trincea, questo termine è connaturato con la storia militare, Ma fu con la prima Guerra Mondiale che divenne sinonimo di un "modo di vita". La trincea come luogo totale, di vita e di morte, fatto di lunghe ore di attesa, rifugio, tomba, di attimi di terrore ecc. Si può dire che le trincee del Carso furono il più importante campo di battaglia della Grande Guerra, non per numero di morti, ma per quantità di popoli che lì soffrirono e combatterono. Il recupero delle trincee per finalità storiche e turistiche non può avvenire che conoscendo perfettamente il loro tracciato. Questo libro copre appunto questa lacuna storiografico-documentaria.
  • Le cariche della cavalleria a Pozzuolo del Friuli sono state nell’immaginario collettivo l’epica della Grande Guerra. In questa nuova collana La storia raccontata e illustrata quei combattimenti sono ricostruiti e narrati in tutti i dettagli. Un grande mosaico in cui finalmente si scopre come si svolsero i fatti.
  • Out of Stock
    Escursioni e passeggiate tra i forti del Friuli In friuli combatterono anche tedeschi, austriaci, cechi, slovacchi, ungheresi, polacchi, croati, bosniaci, sloveni: il più vasto ed eterogeneo campo di battaglia della storia europea. Questo libro fa scoprire quei luoghi dimenticati: alle sorgenti del Tagliamento; Chiusaforte; i "Nidi delle aquile"; Resiutta, l'estrema barriera delle Alpi Giulie; la sentinella delle Prealpi; lo Sbarramento di Ospedaletto; la Fortezza di Osoppo; le Linea del Torre; la Testa di Ponte di Ragogna; i capisaldi della cintura morenica; i Forti della Pianura.
  • Cara mamma ti scrivo - Le cartoline dei soldati della Grande Guerra Prefazione di Roberto Todero Pochi lo sanno, ma una delle necessità irrinunciabili del fante italiano fu comunicare per posta con i suoi familiari. La scrittura divenne all'improvviso l'unico linguaggio degli affetti, l'unico legame con un universo emotivo lontanissimo, non solo per lo spazio, ma anche per il vissuto, per il tempo. Un popolo che solo raramente era uscito dal cascinale, dal villaggio, si trova catapultato in una bolgia infernale piena di agguati, pericoli, sofferenze e limitazioni, con un addestramento molto sbrigativo. Dal 1915 al 1918 si muovono complessivamente tre miliardi e quattrocentomila corrispondenze! Il popolo italiano impara a scrivere, e a leggere. La cartolina postale diventa uno dei maggiori strumenti di comunicazione e di propaganda patriottica, ma anche di creazione grafica sia di disegnatori poco noti sia di artisti come Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Michele Cascella, Gino Severini, Umberto Boccioni, Mario Sironi e Anselmo Bucci, per citarne solo alcuni. E dall'altra parte del fronte i Kriegsmaler, pittori organizzati all'interno del Kriegspressquartier. Artisti celebri quali Egon Schiele, Oskar Kokoschka, ma anche pittori soldati quali Hans Bertie o il tirolese Albin Egger-Lienz. Rimane solo d'andare in soffitta a recuperare così un pezzo della propria storia familiare.
  • Testimonianze dal fronte - Momenti di vita nelle trincee austro-ungariche
  • Con questo elaborato intendiamo descrivere un francobollo di storia della parte d’Italia che si trova all’estremo nord dell’Adriatico, quasi sconosciuto al resto d’Italia. Parleremo di un grande cantiere navale, di un genio progettista di sommergibili, di una popolazione poco nota, ma estrememente responsabile ed operosa, di una Regia Marina intelligente e lungimirante. E’ quindi indispensabile ricostruire, seppur in maniera sintetica, alcuni capitoli della nostra Storia e della storia del battello subacqueo per rendere comprensibile e logico quanto seguirà.
  • L'unica guida storico-escursionistica che porta il visitatore alla scoperta delle trincee, dei campi delle battaglie e dei monumenti del fronte italo-austriaco del Carso e dell'Isonzo con un linguaggio semplice e chiaro, adatto anche "ai non addetti ai lavori". Un'aggiornata, esauriente introduzione storica su ciò che è necessario sapere sulla guerra di trincea, sugli eventi bellici e sui grandi e piccoli monumenti sorti in memoria del conflitto, ma anche una guida per conoscere i diversi e non sempre evidenti "segni di guerra" del Carso e del Collio goriziano anche oltre confine, attraverso 11 Itinerari riccamente illustrati, facili da percorrere a piedi e in macchina, interessantissimi sia dal punto di vista storico che naturalistico.
  • Un libro fondamentale per comprendere il problema del consenso alla guerra nelle trincee. Centinaia di cappellani e di preti-soldati coetanei dei fanti provenienti dai ceti rurali condivisero per tre anni il sacrificio sui campi di battaglia e portarono conforto ai feriti e ai morenti. Le loro testimonianze e le loro biografie sono una componente essenziale per la conoscenza della Grande Guerra. Centinaia di foto e di biografie all’interno di un’epopea popolare.
  • Out of Stock
    Una guerra da Re - Vittorio Emanuele III nel Friuli della Grande Guerra
  • Grado

    15,00
  • Questo 3° volume della collana STORIA DELLE BRIGATE SASSARI E REGGIO NELLA GRANDE GUERRA racconta l’epopea della Sassari nel corso dei terribili assalti alla Trincea delle Frasche dove e nato il mito dell’invulnerabilità di Emilio Lussu. Utilizzando fonti archivistiche e memorialistiche sono stati ricostruiti i combattimenti, descritti giorno per giorno dai comandanti e dai soldati, per delineare quello che risulta essere stato un grande momento di epica collettiva. La memoria storica si arricchisce così di vicende individuali che portano alla luce importanti episodi e personaggi di quella guerra che ha coinvolto le classi popolari del nostro Paese
  • I Gradesi nella prima Guerra mondiale
  • San Pier D'Isonzo nella Grande Guerra
  • Il volto di medusa VOL. 1 L'abisso quotidiano nelle trincee Nel suo viaggio agli Inferi Ulisse fu preso a un certo punto da "una pallida angoscia" all'idea d'incontrare la Gorgone e immediatamente se ne andò. "La morte negli occhi" così è stato chiamato questo mostro dall'età arcaica a cui Perseo riuscì a mozzare la testa perchè la vide riflessa nello scudo di Atena. Nello stesso modo noi in questo libro vediamo riflessi solo dei frammenti, delle immagini, di quella furia con la quale le élites europee distrussero se stesse e la supremazia che l'Europa aveva nel mondo. Questo libro coglie i vari momenti dell'orrenda ecatombe della gioventù migliore che le classi dirigenti europee non seppero evitare. Guardiamo a questa serie di foto apprezzando l'onestà personale di chi le ha realizzate. Parlano alla memoria di tutti coloro che al giorno d'oggi sanno costruirsi un percorso personale di memoria storica, andando a rivisitare gli antichi trinceramenti, osservano e rispettano i graffiti lasciati sulle pietre carsiche e sulla montagna dai soldati della Grande Guerra, rileggono diari e testimonianze. Sono loro che combattono una battaglia di conoscenza a tutela della loro dignità e di quella del nostro patrimonio storico.
  • Prefazione di Giorgio Rochat, presentazione di Pierluigi Scolé Cosa accade a un comandante di battaglione, coraggioso, pluridecorato e in perfetta sintonia con i suoi alpini del Monviso, quando gli viene dato il comando di un battaglione di alpini veronesi che, transitando il treno vicino alle loro case, lasciano il reparto e il loro comandante si rifiuta di far sparare su di loro? La vicenda di Ernesto Bassignano, cuneese, la cui carriera sotto le armi si dipana tra il 1892 e il 1919, rappresenta un tassello importante per la comprensione dei codici di comportamento degli ufficiali superiori e della reazione del Regio Esercito nei confronti di un comandante che non represse con violenza un atto d’indisciplina dei suoi uomini.
RESTA SEMPRE AGGIORNATO SUI NOSTRI EVENTI ISCRIVITI ORA