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    A un passo dalla pianura: il confronto tra la strategia italiana e quella austriaca. Vi sono nomi di offensive militari che consegnano alla posterità, come Barbarossa, Overlod o Desert Storm. La Strafexpedition di questo libro è il tentativo imperiale di spezzare in due il fronte italiano; un racconto avvincente della più grande battaglia difensiva combattuta in Italia su un fronte di montagna durante la Grande Guerra.
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    La mancata sorpresa strategica, la 1a, 2a, 3a, e 4a battaglia dell’Isonzo, l’impreparazione politica e militare dell’Italia. Uno dei maggiori storici militari italiani e dei pochi esperti di strategia e logistica del Comando Supremo, ricostruisce il fallimento della sorpresa strategica, la 1a, 2a, 3a, e 4a, l’impreparazione politica e militare, l’Italia nei Balcani. Il volume contiene in appendice il famoso e sconosciuto “libretto rosso” di Cadorna Attacco frontale e ammaestramento tattico.
  • Trincee nascoste sul Carso Triestino, Goriziano e Sloveno Luoghi sacri alla Patria! Quale Patria? Quella dei soldati dell'esercito italiano o quella dei soldati austriaci, ungheresi, cechi, sloveni, croati, rumeni del multietnico esercito austro-ungarico, oppure, luoghi maledetti per tutti i soldati, che qui combatterono e in migliaia si sacrificarono per la loro conquista o difesa? La loro storia è ancora qui a portata di mano, nascosta sotto pochi centimetri d'erba e sassi. "Trincee Nascoste" un'agile guida, tutta a colori, di itinerari di guerra poco noti (con relative mappe, narrazione storica e pratiche descrizioni escursionistiche) alla scoperta dei resti delle trincee della I Guerra Mondiale sul Carso.
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    I cecchini nella Grande Guerra Sembra paradossale, ma nella guerra di massa e di materiali ogni esercito si dotò di franchi tiratori - gli Scharfschutzen tedeschi, gli snipers britannici, americani e canadesi, i tirailleurs d'élite francesi, i tiratori scelti italiani e i cecchini austro-ungarici - in realtà la storia di costoro è avvincente tanto quanto il film Il sergente York con Gary Cooper.
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    Alpini piemontesi, fanti della Sicilia, della Puglia, della Campania, delle Marche, dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia, nonchè delle provincie di Alessandria e Casale Monferrato sono i protagonisti dei combattimenti contro gli I.R. Hoch - und Deutschmeister Nr. 4 e Potiorek Nr. 102 e altri reparti imperiali, descritti da Fritz Weber, in un tratto del fronte dell’Isonzo teatro per due anni di furibondi scontri a Plava, Zagora e Zagomilla. Frutto di una ricerca negli archivi dell’Ufficio storico dello Stato Maggiore e nell’archivio del generale Maurizio Gonzaga, il libro percorre le tappe delle battaglie e aiuta il riconoscimento dei luoghi ormai sommersi dalla vegetazione. Si tratta di posti legati a nomi entrati nell’epopea popolare come Maurizio Gonzaga, Giosué Borsi, Carlo Montanari, Ernesto Testa Fochi, Antonio Calamarà, Temistocle Franceschi e molti altri decorati. Una storia che collega gli avvenimenti ai luoghi e ai personaggi per rinvigorire il sentire comune e diffondere la conoscenza di atti valorosi il cui ricordo deve essere ravvivato di generazione in generazione.
  • Cos’è Caporetto? Caporetto è la battaglia più importante della storia italiana ed è sinonimo di disastro, ma soprat- tutto di crisi morale, d’inaffidabilità degli italiani, di fuga e di viltà. Questo libro della nuova collana “La storia illustrata e raccontata”, ricostruisce tutte le fasi della battaglia illustrandole con schizzi, foto e planimetrie moderne a colori e soprattutto finalmente scritto e illustrato per un pubblico di lettori comuni
  • La sorpresa strategica di Gorizia La storiografia non può prescindere dall'opera del Bencivenga - a quel tempo era a capo dell'Ufficio Operazioni del Comando Supremo - e che fu l'unico generale a subire il confino durante il fascismo. è il volume che riguarda il 1916: la Strafexpedition e la presa di Gorizia, ma anche i massacri di Verdun e delle battaglie dell'Isonzo. Uno dei libri fondamentali per interpretare gli avvenimenti militari di un anno cruciale per gli eserciti dell'Intesa.
  • Il racconto dei segni
    Il racconto dei segni della Grande Guerra. I segni della Grande Guerra sul fronte italo-austriaco, sono ancora presenti come vecchie ferite che tardono a rimarginarsi. La guerra di posizione impose lo scavo di chilometri di trincee e camminamenti, di centinaia di ricoveri e caverne, estesi baraccamenti e poi strade e mulattiere, acquedotti e cimiteri per i tanti che non tornarono. Il libro presenta una nicchia poco nota di questo patrimonio storico molto particolare, perché di difficile ritrovamento ed anche emotivamente coinvolgente: le "iscrizioni di guerra". Fregi di reparti, semplici graffiti lasciati da soldati che hanno inciso il loro nome, un messaggio di speranza "Mamma tornerò", o addirittura imponenti costruzioni sulle quali campeggiano i nomi dei comandanti. La presentazione di una documentazione unica che possa ispirare ai giovani i valori universali di pace e fratellanza tra i popoli.
  • Tra Osoppo e Osvobodilna Fronta: fonti e problemi di storia della resistenza nel Goriziano
  • Il libro fa rivivere i 442 giorni di assedio che portarono alla conquista di Gorizia da parte dell’Esercito Italiano. Una meticolosa ricerca delle rare fonti disponibili (diari privati, articoli di giornale, documenti ufficiali) ha permesso di ricostruire una cronistoria quotidiana del primo grande assedio subito da una città europea nell’epoca moderna. Il violentissimo scontro che portò alla presa della città viene visto non tanto dalla parte dei combattenti, quanto da quella dei civili che rimasero imprigionati, per scelta o necessità, in una città che veniva giorno dopo giorno rasa al suolo. Furono i goriziani a sperimentare per primi alcuni degli orrori che diventeranno tanto comuni nei conflitti seguenti come i bombardamenti aerei, l’attacco indiscriminato a obbiettivi civili, gli esodi di massa e i campi d’internamento. La storia dell’assedio di Gorizia è stata però per quasi un secolo un argomento quasi dimenticato dalla storiografia ufficiale forse prigioniera di stereotipi irredentistici o nostalgici tanto forti quanto parziali. Questo volume pubblicato nel centenario della fine dell’assedio permette di riempire questa lacuna nella nostra memoria comune.
  • Centinaia di cartoline dell'impero austro-ungarico rappresentano il modo d'essere di quel mondo di ieri da cui si sono formate le nazioni di mezza Europa. Divise dall'Autore in "stanze", le cartoline divengono così il racconto visivo dell'atmosfera di quel mondo: cartoline con la schietta semplicità di un ambiente famigliare, borghese. Tedesco ma famigliare, con quello che Zweig chiama "l'odore umidiccio, muffoso, caratteristico di quella casa come di tutti gli uffici pubblici austriaci, quell'odore che gli austriaci chiamavano "erariale", una puzza di stanze troppo riscaldate, troppo affollate, mai bene arieggiate, che compenetrava prima le vesti e poi anche le anime". Le schede delle copertine contengono i dati sugli artisti, sugli stampatori e sull'argomento così da consentire al collezionista la più precisa catalogazione
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