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    Attualità della Grande Guerra Sono passati novant'anni dall'intervento dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale: un tempo assai lungo che per gli altri avvenimenti significherebbe una collocazione nella memoria storica di un passato quasi remoto, da lasciare agli studiosi e da inserire nei testi scolastici tra le tante vicende che non suscitano più emozioni o polemiche. Ma sembra quasi che la nostra coscienza nazionale, o forse la ricorrente nostra tendenza a mitizzare esperienze dolorose o esaltanti, non ci permetta di mantenere quella pagina in biblioteca e ci induca a tenerla aperta dinnanzi a noi a pretesto del nostro presente. A nostra parziale giustificazione possiamo addurre il fatto che, comunque, ogni generazione rilegge a modo suo gli eventi, anche più lontani e più definiti nei loro contorni, un po' perchè c'è bisogno comunque di avere sempre cognizione della propria storia, un po' forse per autoidentificarsi nella diversità del passato.
  • Un manuale agile, illustrato con le principali battaglie, che consente a chiunque di avere chiara la successione dei combattimenti sui 600 km del fronte italiano in relazione con quanto accadeva sugli altri teatri di guerra. Si alternano alla descrizione delle battaglie e degli scontri anche curiosità, aneddoti e cenni biografici sull'esperienza di guerra dei personaggi che sarebbero poi diventati protagonisti del Novecento.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 5 - Castelletto e Tofana di Rozes.  Sassi e postazioni di guerra in alta Val Travenanzes I Sassi di Guerra, quelli dell’alta Val Travenanzes e di forcella Col dei Bòs: “A chi si affacci anche ora dalla Forcella, la valle si presenta in tutta la sua imponente grandezza: brevi radure verdi a cornice di macereti cosparsi di massi innumerevoli, quale più quale meno grande, di moli bizzarre alle quali la forma e la guerra diedero quei nomi entrati ormai nella storia e nella leggenda” così Renzo Boccardi in Uomini contro montagne. Questi posti racchiudono ancora molti segreti, parte dei quali, forse, l’autore riesce a svelare. Ne rimangono altri ad esempio il percorso compiuto da Carugati per raggiungere la prima volta Cengia Polin e le Tre Dita. L’emozione che si prova nel raggiungere postazioni come la stessa Cengia Polin, lo Scudo, Quota Gaspard, ecc., rimane indelebile per sempre.
  • Sovrastando la città di Gorizia a settentrione, il Monte Sabotino è il testimone silenzioso di una storia che affonda le origini in un passato lontano. Attraverso le sue trame racconta la storia di genti e natura che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a formare la nostra attuale civiltà. Una porzione di territorio di pochi chilometri quadrati dove si possono leggere come in una enorme enciclopedia naturale tutte le fasi che hanno contraddistinto lo sviluppo e l’evoluzione delle zone e dei popoli di questo lembo d’Italia. Il Sabotino è un grande libro aperto sulla storia
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 12 - Tre Cime di Lavaredo. Paterno - Torre Toblin - Sasso di Sesto I percorsi più facili e quello più impegnativi tra Monte Piana, Paterno e Tre Cime di Lavaredo.
  • Guida ai forti della Grande Guerra sul “fronte invalicabile tra l’altipiano dei sette comuni e gli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna. Gli ambienti incontaminati degli Altipiani hanno anche il fascino di essere stati per due anni sconvolti dalla "guerra dei forti" e dalla strafexpedition. I segni dei cannoneggiamenti e degli scontri furibondi sono rimasti nei racconti collegati con i ruderi dei luoghi. Vi sono però delle storie che pochi conoscono... Zigliotto ha basato la sua conoscenza storica sulle letture di manoscritti e testi originali in tedesco ed è andato alla ricerca dei luoghi descritti da Luis Trenker, Fritz Weber e da molti ufficiali italiani. Ha ricercato con meticolosità nei luoghi storici dei fatti avvenuti i punti descritti accomunandoli in quest'unica opera.
  • Guida ai campi di battaglia dell'Altopiano dei sette comuni - Melette Altopiano orientale Il secondo volume delle guide dell’altopiano le brigate Sassari, Piacenza e Perugia, Paolo Monelli e gli alpini nelle battaglie del 1916-1917.
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    Escursioni e passeggiate tra i forti del Friuli In friuli combatterono anche tedeschi, austriaci, cechi, slovacchi, ungheresi, polacchi, croati, bosniaci, sloveni: il più vasto ed eterogeneo campo di battaglia della storia europea. Questo libro fa scoprire quei luoghi dimenticati: alle sorgenti del Tagliamento; Chiusaforte; i "Nidi delle aquile"; Resiutta, l'estrema barriera delle Alpi Giulie; la sentinella delle Prealpi; lo Sbarramento di Ospedaletto; la Fortezza di Osoppo; le Linea del Torre; la Testa di Ponte di Ragogna; i capisaldi della cintura morenica; i Forti della Pianura.
  • Il patrimonio storico della Grande Guerra - Commento alla legge 7 marzo 2001, n.78 ntroduzione di Alberto Monticone. La legge nazionale riguarda la tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Essa è improntata a una tutela per incentivare e sostenere, più che a vietare, ma "l'usura del tempo e degli agenti atmosferici da un lato, la curiosità e l'interesse degli uomini dall'altro, vanno progressivamente e implacabilmente rimovendo". Per consegnare questo patrimonio alle generazioni future, occorre intervenire: è ciò che si premura di fare questa legge che rappresenta uno strumento eccezionale per la modernizzazione della memoria legata alla Grande Guerra. Il ricco apparato illustrativo documenta le maggiori o più originali operazioni di recupero e valorizzazione sin qui realizzate, dagli itinerari, ai reperti, alle mostre, ai centri di documentazione, ai monumenti, ecc.
  • Dieci itinerari da Treviso al Piave sia sulla riva destra che sulla sinistra, corredati da 180 foto d'epoca, foto a colori, schizzi e cartine, cippi e lapidi. Tutto quello che c'è da vedere e scoprire in un territorio in cui la guerra rivive nella memoria collettiva
  • Fortezza Hermada 1915 - 1917 Dal maggio del 1915 all'estate del 1917 "Fortezza Hermada" sbarrò inesorabilmente la via per Trieste alle truppe italiane attestate poco oltre Monfalcone. Davanti ad essa vennero combattute battaglie paragonabili ai più aspri scontriu del fronte occidentale e i soldati dei due eserciti pagarono un pesantissimo tributo di sangue e sofferenza. Consapevole di ciò, questa guida porta alla scoperta delle trincee e delle caverne austro-ungariche del complesso delle cime dell'Hermada e si spinge oltre confine, in Slovenia, alla ricerca di vari "segni di guerra" (trincee e ricoveri, caverne, lapidi, graffiti)ne di importanti cimiteri di guerra austro-ungarici, elementi significativi di una storia troppo spesso dimenticata. Attraverso i "sentieri della guerra e della memoria" dell'Hermada percorreremo, nella splendida natura carsica, un vero e proprio "Museo all'aperto" internazionale, ricco di storia e di sorprese.
  • I Forti e il sistema difensivo del Friuli
  • Viaggiare nella storia - Dall'Adriatico al Passo Monte Croce Carnico Tra il maggio 1915 e l'ottobre 1917 il territorio oggi compreso nella regione Friuli Venezia-Giulia e nelle limitrofe Austria e Slovenia divenne terreno di scontro tra gli eserciti italiano ed austro-ungarico che vi si affrontarono per ventinove lunghi mesi. Le Alpi Giulie e Carniche ma soprattutto il Carso assistettero a dodici cruente battaglie, mentre la zona di pianura si trasformò nella grande retrovia al servizio delle armate italiane. Il conflitto trasformò il paesaggio a tal punto che le tracce del suo passaggio sono ancora numerose così come cippi, monumenti, ossari e cimiteri rappresentano altrettanti segni della memoria, costituendo con i primi un unico, vastissimo, museo all'aperto. Questa guida offre lo spunto all'ospite del Friuli Venezia-Giulia per visitare questo particolare museo e ripercorrere quei luoghi diventati patrimonio comune della Storia europea.
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    Ventitre itinerari storico-escursionistici sui luoghi più controversi del fronte isontino durante il primo conflitto mondiale. Monte Nero, Monte Rosso, Mrzli vrh, Monte Rombon, la dorsale del Kolovrat, le retrovie italiane, quelle austriache e la testa di ponte di Tolmino sono inseriti in percorsi di varia difficoltà che portano il visitatore tra trincee e posizioni che videro ventinove mesi di scontri cruenti culminare drammaticamente nella battaglia che prese il nome da un piccolo paese di montagna: Caporetto.
  • Il Monte Grappa prima della Guerra; gli avvenimenti; il ripiegamento; l'organizzazione difensiva; l'attacco austriaco al Grappa; la battaglia d'arresto; la battaglia del Solstizio; la battaglia di Vittorio Veneto; importanza militare del Grappa; Le strade; le escursioni.
  • Il Montello Vol.1 - Gli avvenimenti, i personaggi, gli itinerari e o luoghi nascosti tra le doline e i boschi del Montello nella Grande Guerra "Città Ragazzi del "99", il Cippo degli Arditi, il Sacello di Baracca testimoniano l'importanza strategica di questa collina, la veemenza della lotta e nel contempo evocano episodi entrati nell'immaginario collettivo. Nelle stradine nascoste e silenziose che tagliano longitudinalmente il Montello, le grotte, le doline, il bosco tutto ci sussurrerà storie: ... Il Cap. Caretta sgozzato mentre difende il suo gruppo di batterie di bombarde, i difensori di Casa Serena, il XXVII Reparto d'Assalto a Casa Bianca, la scomparsa del Gen. Bolzano von Kronstadt, gli Arditi al Piave... Dieci, cento microstorie di innumerevoli eroi, molti dei quali nascosti e schivi. È questo il filo conduttore della guida che, attraverso una decina di itinerari, accompagna, in oltre 100 siti, a conoscere la Grande Guerra sul Montello.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 1 - Dal Sas de Stria alle Tofane: i luoghi "nascosti" e difficili da scoprire, lungo i boschi e le crode. Alpini piemontesi del Val Chisone e del Fenestrelle, veneti del Belluno, sardi della Reggio, Standschützen ampezzani, Tiroler Kaiserjäger, Jäger bavaresi e prussiani sono alcuni dei reparti che combatterono e vissero nelle condizioni estreme sulle cime delle Dolomiti di Cortina. Molti "segni" delle loro vicissitudini sono oggi sentieri, rifugi e ferrate, altri rimangono celati e nascosti, proprio perché erano nati per non essere visibili o per i luoghi impervi e "impensabili" che i Comandi avevano scelto. Il loro fascino è quello di esistere, e di svelarsi solo casualmente.
  • Guida agli itinerari: Opacchiasella, Nad Logem, il villaggio militare di Devetachi, Nova Vas, Lokovica, Dolina del gelso, Tercenca. Gli Autori sono riusciti con le loro pagine scritte sull'onda di grande passione storica e affetto verso un'inobliabile generazione di uomini – soldato, a far parlare quell'angolo poco conosciuto di Carso concedendo ampio spazio al dramma umano di un esercito di fanti, bersaglieri, arditi, artiglieri, bombardieri, jäger, gebirgschützen, pionier e honved che si sentivano abbandonati, nell'isolamento forzato imposto dalla natura di quel terreno cosparso di doline. Impossibilitati o quasi a comunicare la precarietà della loro vita, delle sofferte ore di trincea, ma soprattutto delle angoscianti attese che precedevano gli assalti.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 2 - Dal Lagazuoi, Fanis, Col Rosà, Son Pòuses alla Croda de r'Ancòna: i luoghi "nascosti" e difficili da scoprire tra i boschi e le crode. L'escursionista trova in questa guida gli itinerari per arrivare ai giacimenti della storia e la lettura dei segni e delle tracce ove la natura, prendendo il sopravvento sulla storia, ha ricoperto o fagocitato.
  • Il Carso dimenticato – Le spallate dell’autunno ’16 sul carso di Comeno Guida agli itinerari: Veliki Hrib, Q.208 Nord, Q.208 Sud, Nova Vas, Nad Bregom, il Vallone delle croci, il Fajti, Pečinka Q.291, Pečina Q.308-Q.278, Hudi Log, Lucatič Esplorando il terreno per ricostruire l’evoluzione dei combattimenti tra l’ottobre e il novembre 1916, ci si rende conto che ciascuna dolina custodisce memorie e testimonianze di grande rilievo, sia storico che umano. La passione, l’ago della bussola e le mappe ci spingono ad abbandonare i sentieri più frequentati guidandoci verso le zone più recondite e meno note del Nad Logem, Lokvica, Nova Vas, Nad Bregom e delle quote 208 sud e nord. Il silenzio è il tratto distintivo di questo mondo, qui si prova un senso autentico di isolamento ed estraniazione dal mondo reale. “Le Patrie – scriveva Antonio Scrimali nel 1997 – hanno dimenticato i fanti, bersaglieri, genieri, zappatori, honved, jäger, landsturm, … Ma noi no”. Noi con l’aiuto di questa guida, siamo in grado di ascoltare, in pieno Carso, un fiume di racconti.
  • Il campo di battaglia del Piave volume 3° Gli itinerari: Resistenza e contrattacco Con gli Arditi al Piave La difesa del fiume Ritorno sul Montello con il poeta Andrea Zanzotto
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 4 - Monte Piana -Monte Piano: il balcone delle Lavaredo. Teston di Monte Rudo - Monte Specie Continua con il 4° Volume la fortunata serie degli itinerari della Grande Guerra nelle Dolomiti. La prima vera guida alla Grande Guerra nella zona delle Tre Cime di Lavaredo.
  • La guida, riccamente illustrata e unica nel suo genere, contiene una vasta e analitica ricognizione dei sacrari e ossari disseminati sul territorio consentendo, a chi lo desideri, di percorrere un vero e proprio viaggio nella memoria storica del nostro Paese. Non si tratta infatti solo di località, ma di monumenti della memoria e, con essa, del lutto e del mito della Grande Guerra. Luogo per luogo, con cura e dettagliatamente, sono indicate le caratteristiche di complessi monumentali, cimiteri militari e significativi siti illustrativi della prima guerra mondiale sul fronte italiano. Le tappe dell’itinerario sono: Passo Stelvio e Val Venosta - Passo del Tonale - Valli Giudicarie - Valle di Ledro - Val d’Adige -Vallarsa (Ossario di M.Cimone e di Arsiero) - Altopiani di Lavarone e Folgaria - Altopiano d’Asiago - Dolomiti di Ampezzo e Cadore - Dolomiti di Sesto e Comelico - Carnia (Tempio Ossario di Timau e Passo Monte Croce Carnico) - Valle dell’Isonzo (Sacrario di Caporetto) - Carso (Sacrario di Redipuglia, Oslavia e vari Cimiteri), Monte Grappa - Prealpi Feltrine e Trevigiane - Montello - Piave (Sacrario di Fagarè) - Lombardia: Brescia, Bormio, Salò - Trentino Alto Adige: Bolzano, Colle Isarco, Trento - Veneto: Bassano, Treviso,Verona - Friuli Venezia Giulia: Aquileia, Prossecco, Udine - Estero: Arnoldstein, Plokenpass, Tolmino, Bligny.
  • Guida ai campi di battaglia dell'Altopiano dei sette comuni - Monte Ortigara L’Altopiano dei Sette Comuni è uno splendido angolo d’Italia coinvolto in alcuni dei combattimenti più cruenti e furibondi del conflitto. L’escursionista trova le tracce imponenti ed in alcuni tratti tanto vive da parlare ancora con eloquenza di personaggi straordinari, avventure incredibili e sacrifici inumani. Uno dei più interessanti “musei all’aperto” europei raccontato dai massimi esperti dei luoghi e della storia
  • Il Montello Vol.2 - Gli itinerari nei racconti dei testimoni: la via dei Croderi, il Sentiero della brigata Lucca e l'itinerario dei Sopraffatti Il campo di battaglia del Piave volume 2° La via dei Croderi. La sete del soldato Antonio di Teodoro. J. F. Triska artigliere cecoslovacco al Piave. Sentiero storico Brigata "Lucca"; colpo di mano del XXVII Reparto d'Assalto verso Fontigo. Zattere e zattieri. Sopraffatti; bombardieri del 34° Gruppo a Fontane Ombrose; notte d' attesa.
  •   Storia e rievocazioni sul Carso   durata 36 minuti
  • Bisiacaria 2014

    13,00
    Bisiacaria 2014 - Poesie, dipinti, storie, tradizioni e racconti.
  • Caricat... Genova! - Il reggimento "Genova Cavalleria" nella battaglia di Pozzuolo del Friuli 30 ottobre 1917 Il 30 ottobre 1917 il Reggimento "Genova Cavalleria", inquadrato nella 2° Brigata di Cavalleria con i "Lancieri di Novara", è protagonista dell'epica battaglia di Pozzuolo del Friuli, piccolo paese vicino a Udine. Il reggimento assolve il compito di rallentare la travolgente avanzata delle truppe austro-tedesche, esaltate dal successo ottenuto a Caporetto, al prezzo della perdita di oltre la metà dei propri effettivi. Il sacrificio però non è vano, in quanto il tempo guadagnato consente al grosso dell'esercito di ritirarsi e di organizzare una nuova linea difensiva sul Piave, da cui verrà lanciata l'offensiva decisiva del 1918. Questo libro, benchè incentrato sul ruolo di "Genova" prima, durante e dopo la battaglia, analizza anche l'impiego della cavalleria in generale (e di "Genova" in particolare) durante il primo conflitto mondiale.
  • Sui sentieri della Prima Guerra Mondiale - Alla ricerca della Storia
  • A Redipuglia tra i 100.000 c’è anche una donna e le donne nella Grande Guerra hanno centinaia di storie da raccontare. Questo primo libro di una collana racconta storie di donne con un eccezionale apparato fotografico e illustrativo ed è rivolto alle insegnanti e al mondo delle scuole.
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    Una guerra da Re - Vittorio Emanuele III nel Friuli della Grande Guerra
  • La fotografia di guerra sul Piave - Vol.2 Da Ponte di Piave al Ponte della Priula L'esercito, la popolazione, i paesi e le battaglie Questo secondo volume della collana fotografica sul Piave raccoglie immagini quasi tutte inedite sulle distruzioni nei paesi e sulle trincee, ma rappresenta anche la vita delle popolazioni e delle retrovie, con l'intento di fornire uno strumento per il recupero dei segni della storia nel territorio e una sua valorizzazione nei vari itinerari della Grande Guerra che ogni anno richiamano un numero crescente di visitatori. La narrazione è affidata alla memorialistica inedita dalla quale si colgono le fasi delle tre battaglie del Piave attraverso le testimonianze dei combattenti di prima linea.
  • Ai confini della patria - Distintivi, decorazioni e Kappenabzeichen della Prima Guerra Mondiale Sono poche in Italia le collezioni di distintivi e decorazioni come quella dei Civici Musei di Udine. Questo primo volume ha voluto riportarne solo una parte. Non resta che sfogliarlo e seguire i reparti militari nei loro innumerevoli e a volte illogici spostamenti così minuziosamente trascritti sulle medagliette, per entrare nel multietnico esercito del fu impero austro-ungarico. Un mondo di ieri in cui perdersi nella ricerca.
  • Il volto di medusa VOL. 1 L'abisso quotidiano nelle trincee Nel suo viaggio agli Inferi Ulisse fu preso a un certo punto da "una pallida angoscia" all'idea d'incontrare la Gorgone e immediatamente se ne andò. "La morte negli occhi" così è stato chiamato questo mostro dall'età arcaica a cui Perseo riuscì a mozzare la testa perchè la vide riflessa nello scudo di Atena. Nello stesso modo noi in questo libro vediamo riflessi solo dei frammenti, delle immagini, di quella furia con la quale le élites europee distrussero se stesse e la supremazia che l'Europa aveva nel mondo. Questo libro coglie i vari momenti dell'orrenda ecatombe della gioventù migliore che le classi dirigenti europee non seppero evitare. Guardiamo a questa serie di foto apprezzando l'onestà personale di chi le ha realizzate. Parlano alla memoria di tutti coloro che al giorno d'oggi sanno costruirsi un percorso personale di memoria storica, andando a rivisitare gli antichi trinceramenti, osservano e rispettano i graffiti lasciati sulle pietre carsiche e sulla montagna dai soldati della Grande Guerra, rileggono diari e testimonianze. Sono loro che combattono una battaglia di conoscenza a tutela della loro dignità e di quella del nostro patrimonio storico.
  • La fotografia di guerra sul Piave - Vol.1 Da Capo Sile a Ponte di Piave le imprese dei decorati e degli arditi Questo primo volume della collana fotografica sul Piave raccoglie immagini quasi tutte inedite sullo scontro tra i due eserciti, ma rappresenta anche la vita delle popolazioni e delle retrovie, con l’intento di fornire uno strumento per il recupero dei segni della storia nel territorio e una sua valorizzazione nei vari itinerari della Grande Guerra.
  • La Grande Guerra nella Valle D'Ampezzo - 1918 Da Caporetto a Vittorio Veneto - I due fronti e i territori occupati visti da Cortina d'Ampezzo Quinta parte Il libro quarto della serie, racconta ciò che accadde da giugno a dicembre 1917 seguendo il racconto dei soldati che dalle dolomiti furono trasferiti sull’Isonzo o al Passo Tonale o degli altri che rimasero a difendere le posizioni fino al 5 novembre. Gli eserciti europei continuarono la carneficina, un inutile strage, un suicidio. Dal 24 ottobre la situazione cambiò. L’esercito italiano si riorganizzò sulla linea del M. Grappa, Piave, Montello inseguiti dall’esercito austro-tedesco. Molti soldati imperiali di lingua italiana ottennero il permesso di rientrare in famiglia che non vedevano dall’agosto 1914. Tutti speravano la pace vicina. Non fu così. Cambiarono le strategie, i comandi supremi e le motivazioni della guerra.
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