• Londra, 26 aprile 1915. Con i rappresentanti di Gran Bretagna, Francia e Russia, fu firmato un patto segreto in base al quale l'Italia si impegnava a scendere in guerra a fianco dell'Intesa entro un mese. In caso di vittoria l'Italia avrebbe ottenuto il Trentino, l'Altro Adige , fino al Brennero, Trieste, Gorizia, Gradisca, parte dell'Istria e della Dalmazia. Nel maggio dello stesso anno, quando il governo Salandra presentò al governo di Vienna la dichiarazione di guerra, Riccardo Giusto, assieme ai suoi commilitoni, venne mandato sull'Altipiano del Kolovrat. Alle 2 di notte del 24 maggio 1915 l'esercito italiano mosse i primi passi all'interno del territorio austro-ungarico. Riccardo Giusto, assieme alla sua colonna, ebbe il compito di occupare la cima del Monte Natpriciar.   Contenuti speciali
    • la medaglia di Rommel
    • Riccardo Giusto l'errore del nome
    Durata 75 minuti
  • Monte San Gabriele, 1917, Grande Guerra: l'epopea dell'arcangelo maledetto. Questa cresta fu teatro di una delle imprese più avanzate della guerra tra i nostri reparti d'assalto e le Sturmtruppen austro-ungariche. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ancora una volta uomini di opposti schieramenti si confrontarono con le armi in pugno per il controllo di questa cima. Sotto gli occhi dei partigiani e dei marò apparvero così tra la neve le tracce del precedente sanguinoso conflitto e i nomi dei luoghi narrati dai padri ridiventarono ricordi vivi e pulsanti.
  • La mostra propone un itinerario espositivo che si snoda tra Gorizia, Udine e Redipuglia - e più avanti tra Trieste e Bruxelles - attraverso le architetture, il segno e la scrittura realizzati in tutto il mondo dall'architetto Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo (Nerviano, Milano 1896 - Roma 1992) nel corso della sua intera vita, tracciando implicitamente un inedito ritratto della sua personalità di uomo indifferente ai beni materiali, spartano, preciso, incurante dei pericoli e ironico; oltre che di artista poliedrico dal segno formidabile ed avvincente, sensibile e misurato, interprete originale della modernità, che si distinse anche per l'incredibile capacità di raccontare la guerra attraverso disegni, dipinti e scritti eseguiti spesso quasi in diretta. In tale contesto il video, con le sue inedite testimonianze, propone un affondo esistenziale per avvicinare e conoscere una personalità di livello e dalle frequentazioni internazionali in cui l'equilibrio tra cuore e ragione e la sensibilità di cronista oggettivo della vita attraverso la pittura e la scrittura, rappresentano la cifra fondamentale e la chiave di lettura per apprezzare i libri, dal linguaggio contemporaneo ed essenziale già in epoca dannunziana, e ammirarne i disegni mossi dal vento e le architetture, connotate da una modernità sobria ed elegante, in cui il concetto di forma-funzione era già stato recepito agli esordi, con naturali intuizioni antesignane, dalla sua poliedrica intelligenza. Partecipano a questo racconto a più mani persone di estrazione, cultura e interessi diversi, concordi nel ricordare con nostalgia positiva la sua umanità, la sua arte, la sua signorilità e il suo valore.
  • LA GUERRA 14-18

    12,00
    Il racconto della Grande Guerra secondo una storia drammatica di passione al fronte.
  • Tu col cannone, io col fucile - Alessandro Suckert e Curzio Malaparte nella Grande Guerra Prefazione di Alberto Monticone. Per la prima volta viene ricostruita la vita militare del giovane Malaparte che riserva sorprendenti aspetti biografici e umani. Kurt Suckert aveva infatti sedici anni quando nel 1914 andò volontario in Francia nella Legione garibaldina di Peppino Garibaldi. Quando nel 1915 si arruolò volontario in Italia venne seguito da tutta la sezione giovanile del partito repubblicano di Prato. Combatté sul Col di Lana, sulla Marmolada, sul Piave e a Bligny, al comando di un reparto di lanciafiamme d'assalto. Il fratello Alessandro combatté invece nell'artiglieria, prima sul Carso e poi nelle Giudicarie, lasciandoci questo straordinario diario.
  • La Grande Guerra in Carnia - Nei diari parrocchiali e nei processi del tribunale militare Base di questa ricerca sono le sentenze, conservate all'Archivio Centrale di Stato, del Tribunale di Guerra di Gemona, avente giurisdizione sul settore settentrionale della provincia di Udine, che comprendeva il capoluogo ed era delimitato, grossomodo, a Ovest dal corso del Tagliamento ed a Est da quello del Torre, con l'esclusione dei territori orientali e di tutta la Bassa, ove invece operava il Tribunale di Guerra di Codroipo.
  • Se c'è un interrogativo ancora aperto tra i tanti che la Grande Guerra ci pone, questo è costituito dalla partecipazione al conflitto dei volontari affluiti nelle file dell'esercito italiano. Per questo, alla luce di un quadro di rinnovamento scientifico assai vivace, è giunto il tempo di ritornare, o meglio di cominciare, a indagare sui volontari italiani nella Grande Guerra. Si devono ricordare gli italiani che nel 1914 formarono in Francia la Legione Garibaldina di Peppino Garibaldi, ma soprattutto le migliaia di italiani "irredenti" che con  grande rischio personale scelsero di combattere volontari nelle file dell'esercito italiano e, molto spesso, di partecipare alle azioni più pericolose. Partendo proprio dalle pagine scritte dai fratelli Ius è possibile enucleare alcuni problemi relativi alla condizione dei volontari poco più che adolescenti, Luigi e Mario Ius. Dalla colorita e appassionata descrizione della partenza dei "regnicoli" da Trieste, fino alle idealità patriottiche: "il mio fu un gesto, che fin dall'infanzia agognavo, appunto perchè nacqui be vissi sotto il giogo straniero, perchè conoscevo la nostra storia, perchè amavo la Madre Patria".
  • Guida al Percorso Storico del Brestovec propone al visitatore un interessante "percorso della memoria" incentrato attorno a "quota 208": una piccola, ma storicamente importante, elevazione che sovrasta e domina il Vallone di Gorizia. Il volume accompagna il lettore-escursionista attraverso i secoli, lungo i fili di un racconto che ripercorre la storia millenaria di quest'altura posta sul Carso isontino, il cui nome divenne noto ai più soltanto durante l'immane tragedia della Grande Guerra.
  • In guerra e in prigionia - 28 febbraio 1917 22 dicembre 1918 Seconda Guerra MondialeFrancesco Isola nasce a Montenars, allora frazione di Artegna, il 6 luglio 1897 da Isidoro e Zecchini Lucia. Consegue il titolo professionale di assistente edile in una scuola privata di Gemona. Frequenta la Scuola tecnica governativa di Udine con licenza nel 1914. Inizialmente aiuta il padre agricoltore nell’azienda di famiglia prima ad Artegna, dove si sono trasferiti da Montenars, quindi a Gradisca di Spilimbergo Viene arruolato dal Distretto militare di Sacile con la classe 1898 nel 57° Reggimento Fanteria con sede a Padova. Parte per il fronte nell’aprile 1917 da Faedis dove riceve l’intero equipaggiamento da guerra, comprese le armi da fuoco. Alcuni giorni dopo, a marce forzate, passando per Caporetto raggiunge le località di Volaria e Gabria sul fronte di Tolmino. Ai primi di maggio viene schierato sulla linea di combattimento, sulle falde tra il monte Merzli ed il Vodil dove passa al 155° Fanteria, Brigata Alessandria. Viene mandato dal Comandante a stabilire un contatto per ricevere ordini, dato che le segnalazioni non funzionano a causa di un furioso bombardamento nemico. e viene catturato dagli Asburgici. Rimane prigioniero per 15 mesi in vari campi di prigionia tra cui Dortmund, rientrando nel febbraio 1919, al termine del conflitto, dopo un avventuroso viaggio attraverso l’Olanda e la Francia. Viene trattenuto al Corpo per altri 18 mesi durante i quali è chiamato a reprimere i moti rivoluzionari nelle campagne del Padovano. E’ congedato il 15 maggio 1920 (con decreto 7.11.20) dopo quasi 40 mesi lontano da casa.
  • Stasera andremo in fuoco iddio me guardi
  • La battaglia del Monte Ragogna e lo sfondamento del Tagliamento a Cornino Marco Pascoli nato nel 1985 a Muris di Ragogna, con il gruppo di ricerca dello storico Antonio Scrimali svolge da diversi anni una ricerca per la catalogazione di graffiti, targhe, fregi e altre testimonianze sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale.
  • La guerra in salotto – Der Krieg im Salon Catalogo italiano e tedesco dell'omonima mostra del comune di Lavarone (TN).
  • Che il bambino Gesù faccia che presto cessi la guerra..
  • Quanta storia possono raccontarci ancora Caporetto e le giornate dell'autunno 1917? Cosa succede se si rilegge la Grande Guerra, partendo dai più recenti documenti ritrovati, se ci si confronta con la storicistica slovena, se si analizza la propaganda dell'epoca, si aprono gli archivi dell'esercito italiano? Esercito e popolazioni nella Grande Guerra non pretende di dare risposte conclusive su questi temi. Ma riesce sicuramente a stimolare domande, a creare suggestioni, a far sorgere interrogativi. In questo volume sono raccolti i saggi dei più importanti studiosi sul tema, per conoscere meglio e più a fondo cosa è veramente stato Caporetto e le sue conseguenze, può diventare grazie ai recenti recuperi di vestigia operati sulle Alpi Giulie. Con un contributo poetico e appassionato di una delle migliori penne della narrativa italiana contemporanea: Alessandro Baricco.
  • I goriziani e i friulani nel Corpo Italiano in Estremo Oriente (1918-1920)
  • Contro Bora

    12,00
    Contro Bora - Racconti, poesie, teatro, canzoni.  
  • Santa Gorizia - I simboli della Grande Guerra nel ventennio isontino Il volume narra e illustra, anche attraverso le abbondanti fotografie, le maggiori opere architettoniche che esaltano lo sforzo italiano nella Grande Guerra e che sono concepite dal regime di Mussolini. L’area di riferimento è l’Isontino: – Gorizia con i suoi templi e i suoi simboli di pietra; – Oslavia con il suo ossario; – Redipuglia con il suo sacrario e la stazione; – il Carso goriziano con i suoi cippi.
  • Storie della ritirata nel Friuli della Grande Guerra A cura dei Comuni di Manzano, Pozzuolo e Lestizza, e con il contributo della provincia di Udine è stato pubblicato questa raccolta di diari e memorie della Grande Guerra e dell'invasione austrotedesca.
  • Out of Stock
    La Grande Guerra sul Carso di Castelnuovo nelle prime sei battaglie dell'Isonzo
  • Da sotto la Marmolada II - Reperti di guerra - Guida al Museo di Passo Fedaia - Marmolada
  • Memorie di un ragazzo che ha svolto il servizio di leva militare quando era ancora obbligatorio
  • Ragazzi in guerra - I Colinelli a Gorizia e con gli Alpini
  • Poesia e prosa in bisiaco
  • L'erbariol - Piante spontanee di usi alimentare nella Bisiacaria
  • Morire a vent'anni
  • Sulle tracce dell'ardito
  • Itinerari di arte e fede nel Friuli Venezia Giulia
  • L'esercito della morte - Dall'Africa al Carso. Il diario di un volontario irredento Guido Favetti Prefazione di Fabio Todero. A cura di Giuseppe Magrin. Dopo la pace del 1866 i detenuti politici vennero liberati, meno Carlo Favetti che continuò a restare chiuso nella sua squallida prigione. Vittorio Emanuele II, informato del fatto, telegrafò a Vienna "O liberate il Favetti, o io sospendo la pensione agli ex impiegati austriaci nelle mie province...!". La minaccia sortì buon effetto, ma ben presto il Favetti tornò a cadere in disgrazia dell'Austria, e allora si trasfer assieme alla famiglia a Venezia. Questo fu il nonno dell'irredento Guido - il padre era proprietario delle cave di marmo di Aurisina. Il suo diario tratta della sua vita come ingegnere in Africa, i suoi innamoramenti e la volontà di combattere per la liberazione dei territori italiani.
  • La trincea della Memoria - quaderni della società storica per la guerra bianca Atti del convegno sulla legge 78/2001 per la tutela del patrimonio storico della I Guerra Mondiale, Roma 5 marzo 2004 La Società Storica per la Guerra Bianca ha voluto festeggiare il decennale della fondazione con un convegno che facesse il punto della legge 78/2001 per la tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Una legge benemerita, che riconosce anche alla testimonianze di quel conflitto lo status di bene culturale: forti, trincee, iscrizioni, monumenti, ma anche documenti, fotografie, uniformi e i reperti che ancora si trovano sui campi di battaglia vengono così finalmente tutelati, censiti e riconosciuti. Esperti del settore, funzionari del Ministero dei Beni Culturali, storici, collezionisti, si sono confrontati in un acceso e proficuo dibattito che ha portato alla luce pregi e difetti della legge, proposte per un miglioramento e indicazioni per una sua corretta applicazione.  
  • Testimonianze dal fronte - Momenti di vita nelle trincee austro-ungariche
  • La Guerra nelle Montagne
  • Vademecum di storia militare Un prontuario che in ordine alfabetico chiarisce le varie questioni di storia militare dati, numeri, definizioni Tutto ciò che non c’è nei libri di testo, per consentire a tutti di entrare nel merito del Centenario 1915-2015.
  • La decimazione - Amore e morte sullo sfondo della Grande Guerra Stefano Manduso è un giovane ufficiale della "Brigata Catanzaro" che, abbandonati gli studi nella sua città d'origine, partecipa con slancio patriottico alla Prima Guerra Mondiale. All'iniziale entusiasmo, frutto anche di romanticismo e grandi ideali, si contrapporrà, col passare del tempo, il vero volto della guerra, fatto di crudeltà ed orrore, che gli consentirà di attuale una profonda, ma lacerante, maturazione interiore. Gli ordini assurdi, gli assalti suicidi, la dura vita di trincea, l'esecuzioni sommarie, si mescoleranno, giorno dopo giorno, all'eroismo e al coraggio dei singoli. La storia d'amore con Betta e l'amicizia profonda con Giovanni, troveranno poi la loro evoluzione nelle aride e brulle pietraie del Carso, ove si infrangeranno i sogni e le speranze giovanili.
  • La Grande Guerra è forse l'unico fatto storico del quale si possa andare fieri, al quale far risalire l'amor di patria e la presa di coscienza legata al momento basilare del cammino della cittadinanza politica. Il momento dell'amalgama non è quindi il Risorgimento o la Resistenza - in quanto compiuti da poche migliaia di italiani e sfociati comunque in guerre civili - ma come chierisce l'autore il senso di patria e di fierezza possono basarsi a pieno titolo sul sacrificio collettivo pagato da tutti durante la Prima guerra mondiale.
  • Ricordi di guerra - L'attacco con i gas sul San Michele e la riconquista delle trincee Prefazione di Nicola Persegati "L'ordine era esplicito... però incompleto! E la situazione generale qual'era? Chi avevo ai fianchi? Chi a tergo? [...] Appena la compagnia fosse a posto, scattare all'assalto alla barionetta. Io, sarei uscito il primo per dare il segnale". Raccomandai agli ufficiali di non muoversi fino a quando l'ultimo soldato non avesse scavalcato il parapetto. Mi portai all'estrema sinistra della compagnia, e iniziai nel camminamento il movimento di discesa. [...] Quando giunsi alla base della montagnola sulla quale fino allora ero stato, uno spettacolo terrificante si parò ai miei occhi. Il camminamento era seminato di morti. Per terra, alcuni accovacciati, altri addossati ancora alle pareti del camminamento, gialli in volto, rattrappiti, con gli occhi sbarrati. Qualcuno anche col cranio fracassato dalle mazze ferrate, che per la prima volta in quella occasione avevano usato gli austriaci. Dio! Che spettacolo orribile! Non avevo mai visto tanti morti! Si doveva calpestarli per passare. C'erano anche parecchi austriaci morti anche loro di gas. Erano venuti troppo presto all'assalto, mentre ancora le nostre trincee e i camminamenti erano invasi dai gas, e vi avevano trovato la morte..."
  • San Pier D'Isonzo nella Grande Guerra
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