• Santa Gorizia - I simboli della Grande Guerra nel ventennio isontino Il volume narra e illustra, anche attraverso le abbondanti fotografie, le maggiori opere architettoniche che esaltano lo sforzo italiano nella Grande Guerra e che sono concepite dal regime di Mussolini. L’area di riferimento è l’Isontino: – Gorizia con i suoi templi e i suoi simboli di pietra; – Oslavia con il suo ossario; – Redipuglia con il suo sacrario e la stazione; – il Carso goriziano con i suoi cippi.
  • Nel soccorso prestato agli oltre 600.000 prigionieri italiani il ruolo della Croce Rossa fu fondamentale. Fu l'unica struttura che assistette quei cittadini che, nella presunzione che si fossero dati volontariamente prigionieri, erano stati abbandonati nei lager tedeschi e austriaci dai governi italiani che bloccarono gli invii di pacchi dalle famiglie. Ne morirono centomila. I comitati della Croce Rossa ne salvarono comunque decine di migliaia. Le lettere e i diari dai campi di prigionia, tra i quali Mauthausen e Sigmundsherberg, raccontano la loro dignitosa lotta per la sopravvivenza
  • Centinaia di chilometri di strade e mulattiere, plurime trincee, impressionanti gallerie cannoniere, eleganti epigrafi suggeriscono ancora oggi, sul terreno, quanto la val Resia e il territorio circostante siano stati importanti per lo schieramento italiano nella Grande Guerra. Tuttavia, sono i documenti inediti d’archivio, di cui questo libro si avvale, a darci l’esatta cognizione di quello che significò trovarsi per quasi due anni e mezzo dietro la linea del fronte isontino e carnico. Si tratta di uno spaccato che, forse per la prima volta, conduce il lettore nelle viscere dell’organizzazione castrense italiano, consentendo di capirne l’organigramma, l’ampiezza e la complessità. Dalla militarizzazione dell’anteguerra alla crisi del 1914, dal primo balzo offensivo ai cantieri di retrovia, l’analisi dettagliata degli aspetti bellici occorsi in val Resia e valle Uccea prima della ritirata dell’autunno 1917 non ci rende solo una ricostruzione storica di portata locale. Senza dimenticare le testimonianze individuali, questo lavoro chiarisce nel dettaglio con quali premesse fortificatorie e organizzative il Regio Esercito si approcciò alla battaglia di Caporetto, all’altezza di uno dei più delicati confini d’armata, dopo aver bruciato l’occasione iniziale ed essersi forgiato in una guerra di assedio sanguinosa, ma determinante.
  • La prima ricostruzione dettagliata, e narrata, dell’azione di ricognizione e di combattimento degli aerei italiani nei giorni di Caporetto, con la descrizione dei combattimenti e degli equipaggi. Oltre 400 i personaggi della narrazione. Il volume è completato da oltre 80 immagini inedite di aerei con le loro schede tecniche
  • La fotografia di guerra sul Piave - Vol.2 Da Ponte di Piave al Ponte della Priula L'esercito, la popolazione, i paesi e le battaglie Questo secondo volume della collana fotografica sul Piave raccoglie immagini quasi tutte inedite sulle distruzioni nei paesi e sulle trincee, ma rappresenta anche la vita delle popolazioni e delle retrovie, con l'intento di fornire uno strumento per il recupero dei segni della storia nel territorio e una sua valorizzazione nei vari itinerari della Grande Guerra che ogni anno richiamano un numero crescente di visitatori. La narrazione è affidata alla memorialistica inedita dalla quale si colgono le fasi delle tre battaglie del Piave attraverso le testimonianze dei combattenti di prima linea.
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    Attualità della Grande Guerra Sono passati novant'anni dall'intervento dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale: un tempo assai lungo che per gli altri avvenimenti significherebbe una collocazione nella memoria storica di un passato quasi remoto, da lasciare agli studiosi e da inserire nei testi scolastici tra le tante vicende che non suscitano più emozioni o polemiche. Ma sembra quasi che la nostra coscienza nazionale, o forse la ricorrente nostra tendenza a mitizzare esperienze dolorose o esaltanti, non ci permetta di mantenere quella pagina in biblioteca e ci induca a tenerla aperta dinnanzi a noi a pretesto del nostro presente. A nostra parziale giustificazione possiamo addurre il fatto che, comunque, ogni generazione rilegge a modo suo gli eventi, anche più lontani e più definiti nei loro contorni, un po' perchè c'è bisogno comunque di avere sempre cognizione della propria storia, un po' forse per autoidentificarsi nella diversità del passato.
  • Grande Guerra e ribellione contadina - Chiesa e Stato, possidenti e contadini in Veneto e Friuli (1866-1921) Dopo la Grande Guerra le campagne nord-orientali furono teatro della più grande agitazione agraria italiana che mobilitò oltre 580.000 contadini e braccianti organizzati dalle leghe cattoliche e socialiste. Nelle regioni teatro dello scontro tra due eserciti e occupate militarmente dagli austro-ungarici, si ebbe la più grande ribellione contadina del 900 italiano. Dal fitto intreccio di vicende individuali e delle storie famigliari dei proprietari emergono i caratteri sia di un popolo di contadini legati tenacemente alle consuetudini, alla solidarietà e all'associazionismo, ma emergono anche le caratteristiche delle élites terriere, dei parroci e dei vescovi.
  • Le forme di compensazione e di consolazione che sopperivano ai rischi letali delle trincee. I santini, le pipe, gli accessori per il fumo, le carte da gioco, i dadi, la dama, gli scacchi, il domino, il gioco dell’oca vengono raccolti nelle 350 immagini a colori del volume
  • Il Monte Grappa prima della Guerra; gli avvenimenti; il ripiegamento; l'organizzazione difensiva; l'attacco austriaco al Grappa; la battaglia d'arresto; la battaglia del Solstizio; la battaglia di Vittorio Veneto; importanza militare del Grappa; Le strade; le escursioni.
  • Un manuale agile, illustrato con le principali battaglie, che consente a chiunque di avere chiara la successione dei combattimenti sui 600 km del fronte italiano in relazione con quanto accadeva sugli altri teatri di guerra. Si alternano alla descrizione delle battaglie e degli scontri anche curiosità, aneddoti e cenni biografici sull'esperienza di guerra dei personaggi che sarebbero poi diventati protagonisti del Novecento.
  • Quando si parla del “vissuto” della grande guerra vengono predilette le testimonianze d’intellettuali o di eroi, quelli, per intenderci che vengono colpiti in fronte e hanno il tempo di pronunciare frasi complicate e lunghissime, date le condizioni, sempre inneggianti a sentimenti elevati, a vittorie e all’onore del reggimento. Nella realtà storica morire per un colpo in fronte era una fortuna. La gran parte dei combattenti rimaneva infatti ferita. E non moriva subito. Non si può capire cosa sia una guerra senza conoscere le devastazioni nei corpi di giovani bersaglieri erculei, di fanti, di alpini sornioni, di territoriali con moglie e figli. Ragucci, napoletano, cinquantenne maggiore medico, è un personaggio della borghesia partenopea, pieno di garbo, cultura e umanità, catapultato nel cuore delle Dolomiti, a Cortina, a dirigere l’ospedale 040 nel famoso Hotel Cristallo della famiglia Menardi, sotto i boschi del Faloria; è questa l’epicità della grande guerra: un napoletano che racconta il fascino unico delle nevicate, dei boschi, dei ruscelli, dei tramonti e delle notti in uno dei luoghi più belli d’Italia e nel contempo narra ciò che accade dentro l’ospedale 040 dove per due anni arrivano centinaia di italiani feriti, congelati e sommersi da valanghe. Mai ci era stato dato di leggere pagine più dense sulla ritirata causata dallo sfondamento di Caporetto come quelle di Ragucci. Il suo libro è prezioso perché fa capire veramente cosa causavano i combattimenti e la guerra all’addiaccio, la guerra sopra i 2.000 metri, che nessun altro ufficiale ha mai raccontato.
  • La Stazione di Redipuglia di Roberto Narducci
  • Il Montello Vol.1 - Gli avvenimenti, i personaggi, gli itinerari e o luoghi nascosti tra le doline e i boschi del Montello nella Grande Guerra "Città Ragazzi del "99", il Cippo degli Arditi, il Sacello di Baracca testimoniano l'importanza strategica di questa collina, la veemenza della lotta e nel contempo evocano episodi entrati nell'immaginario collettivo. Nelle stradine nascoste e silenziose che tagliano longitudinalmente il Montello, le grotte, le doline, il bosco tutto ci sussurrerà storie: ... Il Cap. Caretta sgozzato mentre difende il suo gruppo di batterie di bombarde, i difensori di Casa Serena, il XXVII Reparto d'Assalto a Casa Bianca, la scomparsa del Gen. Bolzano von Kronstadt, gli Arditi al Piave... Dieci, cento microstorie di innumerevoli eroi, molti dei quali nascosti e schivi. È questo il filo conduttore della guida che, attraverso una decina di itinerari, accompagna, in oltre 100 siti, a conoscere la Grande Guerra sul Montello.
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    Storia sociale degli esplosivi - Dal salnitro allo sviluppo degli esplosivi negli Stati Uniti e in Italia A cura di Alberto Monticone e Paolo Scandaletti Quanta storia possono raccontarci ancora Caporetto e le giornate dell'autunno 1917? Cosa succede se si rilegge la Grande Guerra, partendo dai più recenti documenti ritrovati, se ci si confronta con la storicistica slovena, se si analizza la propaganda dell'epoca, se si aprono gli archivi dell'Esercito Italiano? Esercito e popolazioni nella Grande Guerra non pretende di dare risposte conclusive su questi temi. Ma riesce sicuramente a stimolare domande, a creare suggestioni, a far sorgere interrogativi. In questo volume sono raccolti i saggi dei più importanti studiosi sul tema, per conoscere meglio e più a fondo cosa è veramente stato Caporetto e le sue conseguenze, cosa può diventare grazie ai recenti recuperi di vestigia operati sulle Alpi Giulie. Con un contributo poetico e appassionato di una delle migliori penne della narrativa italiana contemporanea: Alessandro Baricco
  • Kappenabzeichen Distintivi da berretto austroungarici - Piccoli oggetti d'arte e di racconto della grande guerra Prefazione di Walther Schaumann Piccoli oggetti d'arte e di racconto della grande guerra Prefazione di Walther Schaumann. Il volume analizza i distintivi da berretto dell'esercito austroungarico per presentarli e farli conoscere al di fuori del semplice schematismo militare. Non solo quindi come il distintivo di questo o quel reparto, ma come quello che è in realtà: un piccolo oggetto d'arte ricco di storia. Questi particolarissimi oggetti sono infatti analizzati dal punto di vista del regolamento militare e da quello della propaganda di guerra. Essi sono così inquadrati nell'arte del loro tempo. Non un catalogo quindi ma un compendio sulla storia del Kappenabzeichen. Il volume è riccamente illustrato a colori, con schede esplicative dei singoli distintivi e degli oggetti a essi correlati. Das Buch analisiert die Kappenabzeichen des österreichischen-ungarischen Heeres, um sie außerhalb des einfachen militärischen Schematismus vorzustellen und bekannt zu machen. Nicht nur als Abzeichen dieser oder jener Abteilung, aber was es in Wirklichkeit ist: ein kleiner Kunstgegenstand, reich an Geschichte. Diese besonderen Gegenstände sind in Hinsicht der militärischen Vorschriften und der Kriegspropaganda analisiert. Sie sind in die Kunst ihrer Zeit eingeordnet. Kein Katalog, aber eine Zusammenfassung in der Gschichte der Kappenabzeichen.
  • Il diario inedito dello studente Giovanni Alessandro Polidoro della brigata Friuli, formata per la gran parte da toscani, rappresenta una preziosa testimonianza non solo degli eventi militari che lo videro protagonista , dalla rotta di Caporetto alla prigionia, ma fornisce anche, con la sua ricca documentazione fotografica, un prezioso e dettagliato affresco domestico della vita famigliare in un piccolo paese di campagna nei primi anni del secolo scorso.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 1 - Dal Sas de Stria alle Tofane: i luoghi "nascosti" e difficili da scoprire, lungo i boschi e le crode. Alpini piemontesi del Val Chisone e del Fenestrelle, veneti del Belluno, sardi della Reggio, Standschützen ampezzani, Tiroler Kaiserjäger, Jäger bavaresi e prussiani sono alcuni dei reparti che combatterono e vissero nelle condizioni estreme sulle cime delle Dolomiti di Cortina. Molti "segni" delle loro vicissitudini sono oggi sentieri, rifugi e ferrate, altri rimangono celati e nascosti, proprio perché erano nati per non essere visibili o per i luoghi impervi e "impensabili" che i Comandi avevano scelto. Il loro fascino è quello di esistere, e di svelarsi solo casualmente.
  • 1915-1918 I reggimenti italiani protagonisti sul fronte Carso - Isonzo - Piave
  • La Grande Guerra nella Valle D'Ampezzo - Cinque Torri - Lagazuoi - Forte Tre Sassi  - Osservatorio ideale sul fronte della Grande Guerra Seconda parte. 1916 Le bellissime foto degli alpini e dei Kaiserschützen dal Lagazuoi a Som Pauses, ma anche la difficle coesistenza tra i Comandi e la popolazione ampezzana.
  • La storia del monte San Michele, il baluardo meridionale della testa di ponte austro-ungarica di Gorizia, teatro dei più cruenti scontri carsici fino all’agosto 1916, continuò ben oltre il primo dopoguerra e continua ancora oggi. Questa pubblicazione ne illustra l’evoluzione dal punto di vista strutturale ma anche concettuale. Nel corso di un secolo molte e profonde furono le trasformazioni di questo cupo teatro di guerra: dalla costruzione delle cannoniere al progetto del Carso Monumento della guerra Nazionale passando per il contestato Monumento Ossario al Fante italiano fino all’attuale CARSO 2014+. Il lettore potrà seguire un percorso storico che si è sviluppato per fasi alcune delle quali contestuali o in sovrapposizione fra loro quando in alcuni casi in netta opposizione. Il tutto per proporre al pubblico uno strumento utile a comprendere il rinnovamento continuo del monte San Michele verso una Via di Pace che porta alla costruzione di una memoria non passivamente accettata ma realmente condivisa
  • Storie della ritirata nel Friuli della Grande Guerra A cura dei Comuni di Manzano, Pozzuolo e Lestizza, e con il contributo della provincia di Udine è stato pubblicato questa raccolta di diari e memorie della Grande Guerra e dell'invasione austrotedesca.
  • Scoppio programmato - La geniale invenzione che avrebbe potuto cambiare il corso della guerra Prefazione di Luigi Emilio Longo A cura di Bruno Marcuzzo Questo libro avrebbe potuto titolarsi "Un genio alla guerra". Dopo aver letto le "memorie" di scrittori e poeti c'era da chiedersi che cosa poteva fare un inventore in guerra. Il caso ha voluto che fosse un medico a rappresentare la genialità italiana: un medico che inventò una spoletta con almeno mezzo secolo d'anticipo sui tempi. Le pagine sui trucchi che i generali imboscati e gaglioffi attuarono per impossessarsi della sua invenzione sono di un umorismo alla Wodehouse che sorprenderà il lettore.
  • Silvio Benco nella Casa dei Bosma - Il giornalista scrittore triestino e la sua famiglia a Turriaco (1944-1949)
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    Pietro Orazio von Hassek si arruolò nel 1914 come volontario nel mitico 97° Reggimento, il “Dèmoghela”. Si tratta di uno dei pochi diari di ufficiali del Reggimento nel quale militavano gli italiani del Friuli Venezia Giulia austriaco. Il libro racconta per flash le sue vicissitudini sul fronte russo, gli aneddoti della prigionia dopo l’offensiva Brusilov, fino al passaggio nella Legione dei Redenti di Siberia e il successivo viaggio di rientro da Vladivostok a Trieste attraverso il Mar della Cina
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