• Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 5 - Castelletto e Tofana di Rozes.  Sassi e postazioni di guerra in alta Val Travenanzes I Sassi di Guerra, quelli dell’alta Val Travenanzes e di forcella Col dei Bòs: “A chi si affacci anche ora dalla Forcella, la valle si presenta in tutta la sua imponente grandezza: brevi radure verdi a cornice di macereti cosparsi di massi innumerevoli, quale più quale meno grande, di moli bizzarre alle quali la forma e la guerra diedero quei nomi entrati ormai nella storia e nella leggenda” così Renzo Boccardi in Uomini contro montagne. Questi posti racchiudono ancora molti segreti, parte dei quali, forse, l’autore riesce a svelare. Ne rimangono altri ad esempio il percorso compiuto da Carugati per raggiungere la prima volta Cengia Polin e le Tre Dita. L’emozione che si prova nel raggiungere postazioni come la stessa Cengia Polin, lo Scudo, Quota Gaspard, ecc., rimane indelebile per sempre.
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    I cecchini nella Grande Guerra Sembra paradossale, ma nella guerra di massa e di materiali ogni esercito si dotò di franchi tiratori - gli Scharfschutzen tedeschi, gli snipers britannici, americani e canadesi, i tirailleurs d'élite francesi, i tiratori scelti italiani e i cecchini austro-ungarici - in realtà la storia di costoro è avvincente tanto quanto il film Il sergente York con Gary Cooper.
  • Aquile in guerra 13-2005
  • La storia ci insegna che le alterne vicende dei popoli a volte inducono le nazioni e i loro governi a quella prova estrema che è la guerra, con le distruzioni e le sofferenze che da ambo le parti produce. In questo triste scenario non trovano più posto gli interessi personali e le rivalità tra gli uomini, ciò che prevale nei combattenti è lo spirito di corpo, la nobiltà d'animo e l'emulazione dei compagni d'armi, fino all'estremo sacrificio. Questo libro è frutto di una lunga ricerca tra i documenti storici che hanno permesso di compiere un controllo incrociato degli avvenimenti in più parti descritti, per poterli poi narrare nei tempi e nei modi in cui realmente si sono svolti
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    Alpini piemontesi, fanti della Sicilia, della Puglia, della Campania, delle Marche, dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia, nonchè delle provincie di Alessandria e Casale Monferrato sono i protagonisti dei combattimenti contro gli I.R. Hoch - und Deutschmeister Nr. 4 e Potiorek Nr. 102 e altri reparti imperiali, descritti da Fritz Weber, in un tratto del fronte dell’Isonzo teatro per due anni di furibondi scontri a Plava, Zagora e Zagomilla. Frutto di una ricerca negli archivi dell’Ufficio storico dello Stato Maggiore e nell’archivio del generale Maurizio Gonzaga, il libro percorre le tappe delle battaglie e aiuta il riconoscimento dei luoghi ormai sommersi dalla vegetazione. Si tratta di posti legati a nomi entrati nell’epopea popolare come Maurizio Gonzaga, Giosué Borsi, Carlo Montanari, Ernesto Testa Fochi, Antonio Calamarà, Temistocle Franceschi e molti altri decorati. Una storia che collega gli avvenimenti ai luoghi e ai personaggi per rinvigorire il sentire comune e diffondere la conoscenza di atti valorosi il cui ricordo deve essere ravvivato di generazione in generazione.
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    La Grande Guerra

    21,00 20,00
    Il racconto della Grande Guerra secondo una storia drammatica di passione al fronte. Tra l'estate del 1914 e la fine del 1918 si svolse il primo grande conflitto che coinvolse quasi tutte le più influenti potenze mondiali e che, per le caratteristiche di guerra totale che assunse, rappresentò la più feroce contesa armata mai combattuta fino a quel momento. Questo volume raccoglie le prime pagine del "Corriere" relative a quegli anni: dall'attentato di Sarajevo all'intervento italiano, dal coinvolgimento delle nazioni extraeuropee alle sanguinose battaglie su fronti contrapposti fino all'armistizio che sancì la risoluzione delle ostilità. Un libro per tutti gli appassionati di storia e per tutti coloro che, attraverso una selezione arricchita da commenti e approfondimenti, desiderano comprendere il significato e la portata di un momento imprescindibile della storia dell'umanità. Con un inserto speciale a colori sulle più belle prime pagine della "Domenica del Corriere" degli anni della guerra. Introduzione di Paolo Mieli.
  • Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile. E’ questa la vasta mappa della lunga storia raccontata con una straordinaria e commovente genuinità da Carlo Spagnul nato nel 1891da genitori emigrati in Brasile per lavorare in un’azienda di coltivazione del caffè, e rientrato nel paese di origine, allora in territorio austriaco, nel 1908. Qualche anno di scuola a Gorizia, ed eccolo arruolato nel 1912 nell’esercito austriaco. Allo scoppio della Grande guerra viene mandato al fronte sui Carpazi e combatte nel mitico 97° reggimento, definito bonariamente in una canzone “demoghèla” (una specie di “diamocela a gambe”), composto per lo più da friulani, giuliani e dalmati, che viene letteralmente decimato. Spagnul capisce che la guerra non fa per lui, getta il fucile e si consegna, come oltre un milione di suoi commilitoni, ai russi. Inizia così il suo peregrinare attraverso la Russia prima e la Cina dove dovrà arruolarsi nella Regia Marina Italiana per poter riprendere la strada verso casa. Passeranno nove anni prima che, imbarcato sul piroscafo Nippon, attraverso il canale di Suez ritorni in Friuli. Le traversie che narra con passione e l’umanità e che si snodano per un periodo di sessant’anni, ne rivelano l’animo gentile, il disprezzo per la violenza, ma anche il senso del dovere e il rispetto per le culture che incontra nel lungo e tormentato cammino. La narrazione scorre veloce come nella migliore tradizione diaristica. Il soldato Spagnul combatte una singolare guerra nella Guerra contro gli insetti - cimici, pulci, zanzare -, che non gli danno pace ovunque si trovi, in Brasile come in estremo Oriente. Incontra però uomini e storie che descrive con piglio da romanziere. La sua odissea è speciale perché non è narrata da un ufficiale, come accadeva in quel periodo, ma da un contadino che vede e registra con occhi particolarmente acuti un mondo, anzi, un continente, di cui ci mostra uno straordinario spaccato. Foto d’epoca e dettagliate piantine geografiche completano il racconto a cui fa seguito l’elenco degli abitanti di Aiello del Friuli e di Joannis arruolati nell’esercito austro-ungarico e nella Marina da guerra.
  • Cos’è Caporetto? Caporetto è la battaglia più importante della storia italiana ed è sinonimo di disastro, ma soprat- tutto di crisi morale, d’inaffidabilità degli italiani, di fuga e di viltà. Questo libro della nuova collana “La storia illustrata e raccontata”, ricostruisce tutte le fasi della battaglia illustrandole con schizzi, foto e planimetrie moderne a colori e soprattutto finalmente scritto e illustrato per un pubblico di lettori comuni
  • Fra Cielo e nevi eterne, forti di giovinezza e d'ardire Prefazione di Marino Biondi Postfazione di Stefano Majnoni. In questo libro è stata ricostruita la vicenda militare del capitano Massimiliano Majnoni, comandante della 245 a compagnia del Val d'Intelvi, schierato fin dal maggio 1915 nella Valcamonica. Si raccontano le epiche imprese degli alpini sui ghiacciai dell'Adamello e le sanguinose battaglie per la conquista di Conca Presena, del Monticello, di Passo Fargorida e Topete. Della conquista nel 1918 delle Marocche orientali e del passo dei Segni. In quest'ultima azione la compagnia di Majnoni ebbe ben 27 medaglie al valore. Alla fine della guerra Majnoni divenne addetto alla segreteria del Governatore di Trento Pecori-Giraldi, facendo poi parte della Delegazione Militare Italiana a Versailles. Qui strinse amicizia con Curzio Malaparte. Il carteggio inedito con lo scrittore pratese, che allora stava scrivendo Viva Caporetto, costituisce un eccezionale documento storico e letterario. Congedato nel 1922, il Majnoni divenne uno dei più stretti collaboratori di Raffaele Mattioli alla Banca Commerciale Italiana.
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    I bombardieri del re – la storia e l’armamento del Corpo dei Bombardieri della Grande Guerra
  • a cura di Gianfrancesco Cromaz G. B. Trombetta (1883-1953) nacque a Osoppo, fu parroco a Sant’Odorico di Flaibano e a Ronchis di Latisana. Piccolo di statura, acuto di mente e di forte personalità, scrisse il più importante diario sull’occupazione austro-ungarica del Friuli all’età di trentaquattro anni, pubblicandolo a Bagnacavallo. Questa edizione, curata da Gianfrancesco Cromaz, consente al lettore di capire – a distanza di 90 anni – i riferimenti a persone, gli avvenimenti e luoghi che risulterebbero ostici: ne emerge l’opera immane dei parroci friulani in difesa della popolazione dai soprusi degli invasori, solo 79 sacerdoti su 642 lasciarono il Friuli, e senza di loro molte donne, bambini e vecchi avrebbero incrementato il prezzo che quella guerra chiese.
  • Da sotto la Marmolada II - Reperti di guerra - Guida al Museo di Passo Fedaia - Marmolada
  • Dal Sommario: Mitragliatrici: Mitragliatrice pesante Fiat 1914 Mitragliatrice S.I.A. Mod. 1918 Mitragliatrice Gardner a 2 canne cal. 10,35 Mod. 86 Mitragliatrice Perino cal. 6,5 Mitragliatrice Maxim Mod. 1906 e 1908 cal. 6,5 Mitragliatrice Vickers Mod. 911 cal. 6,5 Mitragliatrice Colt Mod. 14 cal. 6,5 Mitragliatrice 907 F cal. 8 (907 I cal. 6,5) Mitragliatrice Chauchat (C.R.S.G. Mod. 15) cal. 8 Mitragliatrice Vickers cal. 7,7 Mitragliatrice Lewis cal. 7,7 Mitragliatrice Hotchkiss cal. 8 Mod.14, Mitragliatrice Madsen Mod. 1903 Mitragliatrice 08/15 Pistole mitragliatrici e moschetti automatici: Pistola mitragliatrice Villar Perosa Pistola mitragliatrice “Fiat” Modello 1915 Moschetto mitragliatore Mod. 1915 Cannoni da fanteria Cannoncino da 37 F.
  • Centoquarantaquattro e dintorni - La 7, 8, 9 battaglia dell'Isonzo: settembre - novembre 1916 Questo libro è un'opera riguardante la Prima Guerra Mondiale sul Carso isontino del Vallone di Gorizia, e nello specifico nell'affrontando dettagliatamente la 7°, 8° e 9° battaglia dell'Isonzo (settembre - novembre 1916) sull'altura denominata "Quota 144". Il taglio del libro è un compromesso tra una classica Histoire-Battaille, ricostruita attraverso l'approfondita e dettagliata consultazione di fonti ed archivi storici, e memorialistica di ambedue le compagini che rendono più dinamico e "vivo" il racconto. L'opere è corredata di tre schede di approfondimento relative a tre protagonisti di altrettanti capitoli, alcuni sconosciuti, altri piuttosto noti: un Ufficiale austroungarico Theodor Wanke, che meriterà la più alta onorificenza militare dell'Impero; un Dragone italiano, Elia Rossi Passavanti la cui storia personale, sia militare (pluridecorato tra cui due M.O.V.M. nelle due Guerre Mondiali) che civile, meriterebbe una memoria ben più diffusa; un caporalmaggiore dei Bersaglieri, ferito gravemente sulla quota, Benito Mussolini, che rischio di non entrare nella storia. Altre sei schede di approfondimento riguardano i due Eserciti  contrapposti nel 1916, le tattiche, alcune corpi e armi particolari del primo conflitto: Bersaglieri ciclisti, Cavalleria, mitragliatrici e lanciafiamme. Una particolare cura è rivolta al dare un "volto" ai fatti d'arme approfondendo frequentemente i profili di coloro che combatterono e caddero sulla quota, tramite notizie, motivazione delle decorazioni, fotografie. 128 tra fotografie e mappe storiche corredano la ricerca. I principali Reparti italiani menzionati sono: III, V, XI battaglione Bersaglieri ciclisti; 7° 11° Bersaglieri; Brigate di fanteria: Cremona, Lazio, Catania, Bari, Bergamo; Cavalleria: 4° reggimento Genova, 2° reggimento Piemonte Reale; 5° lanceri di Novara; molteplici reparti Mitraglieri, Bombardieri, di artiglieria, Genio, 2° comp. lanciafiamme. Al libro è allegata una guida a tre itinerari attuali.
  • Il primo anno di guerra della Sassari, la nascita della brigata, i primi terribili assalti sul Carso. Utilizzando le fonti archivistiche e memorialistiche, vengono ricostruiti i combattimenti narrati giorno per giorno dai comandanti e dai soldati, nel delineare quello che appare sempre più un grande momento di epica collettiva. La memoria storica si viene così a integrare con le storie individuali rileggendo le avventure e i personaggi della guerra che ha portato le classi popolari italiane dentro lo Stato. Il volume contiene 1100 nomi di persone.
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 11 - Marmolada. Col di Lana-Sief 5° Per escursioni familiari e per esperti, sono qui individuati 12 itinerari in uno degli scenari più suggestivi della Marmolada.
  • Libro fondamentale per conoscere lo stretto rapporto tra scelte politiche e preparazione militare nel periodo dal 24 luglio 1914 all'entrata in guerra dell'Italia il 24 maggio 1915. Sfata alcune leggende e luoghi comuni sull'impreparazione militare italiana, individua le responsabilità politiche dello scollamento tra condotta politica della prolungata neutralità e il disegno di guerra via via intrapreso da Cadorna per la mobilitazione di milioni di cittadini-combattenti.
  • Aquile in guerra 14-2006
  • Un anno sull'altipiano con idiavoli rossi - Storia delle Brigate Sassari e Reggio nella Grande Guerra La "Sassari", nell'ambito delle brigate di fanteria, rappresenta sicuramente un caso unico e non solo perché, a partire da un certo momento del conflitto, divenne un'unità a pressoché esclusivo reclutamento territoriale, una caratteristica questa limitata in precedenza quasi ai soli battaglioni alpini e giustificata dalla specificità del loro compito. Fu un caso unico perché, pur non essendo la sola brigata caratterizzata da una vasta presenza sarda e nemmeno un'unità già segnata da una gloriosa tradizione, divenne fin dai primi mesi quasi la stessa Sardegna in armi. E tale continuò ad essere, caratterizzandosi sempre più in questo senso, con il prosieguo della guerra, con una propria lingua ("Se sei italiano, parla sardo!" era la prima parola d'ordine in uso nei suoi reparti), una propria legge interna (quel "forza Paris" che diventava il segnale di un'aggregazione quasi automatica, anche nei frangenti più difficili, come la ritirata al Piave), un proprio ferreo codice d'onore. Pochissimi furono i suoi disertori o anche solo i prigionieri sardi che gli austriaci riuscirono a fare.
  • Il mito degli Alpini si è concretizzato con lo scorrere del tempo come uno dei miti fondanti dell'Italia unita. Dalla conquista del Monte Nero ai massacri dell'Ortigara, si identificò i luoghi, le circostanze e i personaggi del costituirsi della vera propria Europa degli Alpini. In questo viaggio della e nella memoria l'Alpino-tipo si concretizza e si racconta non come un qualunque contadino-soldato pieno di disciplina, passività e rassegnazione, anzi un buon montanaro e un buon alpino sono pieni di intraprendenza, sanno arrangiarsi in qualunque circostanza, sono dei cento-mestieri allevati dalla vita ad affrontare le situazioni e a cavarsela. Questi risvolti comportamentali danno origine a tutta un'aneddotica, un colore e anche ad una letteratura che mostri come si alimenti il mito che intanto vien formandosi di questo soldato e uomo del popolo in divisa, fante, ma fante con la penna assolutamente speciale e con una sua pronunciata identità. Essi funzionano da sfogo e valvole di sicurezza, nella quotidianità colorita di una cronaca fitta di fiaschi di vino e di muli, salva però sempre l'adesione profonda a un mondo intimamente rispettoso dell'ordine e delle gerarchie "naturali". Espressione di una disciplina sociale diversa e civilmente superiore rispetto alla disciplina cieca imposta d'autorità sui piazzali delle caserme, ma soprattutto al rinnovamento di un patto della memoria, dagli effetti: un'inno alla giovinezza e all'ingenuità perduta per sempre nella morsa della Grande Guerra.
  • Memorie di un ragazzo che ha svolto il servizio di leva militare quando era ancora obbligatorio
  • LA GUERRA 14-18

    12,00
    Il racconto della Grande Guerra secondo una storia drammatica di passione al fronte.
  • Tu col cannone, io col fucile - Alessandro Suckert e Curzio Malaparte nella Grande Guerra Prefazione di Alberto Monticone. Per la prima volta viene ricostruita la vita militare del giovane Malaparte che riserva sorprendenti aspetti biografici e umani. Kurt Suckert aveva infatti sedici anni quando nel 1914 andò volontario in Francia nella Legione garibaldina di Peppino Garibaldi. Quando nel 1915 si arruolò volontario in Italia venne seguito da tutta la sezione giovanile del partito repubblicano di Prato. Combatté sul Col di Lana, sulla Marmolada, sul Piave e a Bligny, al comando di un reparto di lanciafiamme d'assalto. Il fratello Alessandro combatté invece nell'artiglieria, prima sul Carso e poi nelle Giudicarie, lasciandoci questo straordinario diario.
  • Una battaglia che per dimensioni e importanza è superiore a Caporetto. Tra Pozzuolo e Codroipo il 30 ottobre 1917 quattro divisioni d’assalto tedesche attaccarono i 300.000 soldati dell’ala destra della 2a armata che si stavano ritirando verso il Tagliamento in decine di scontri. La battaglia costò 60.000 prigionieri, la perdita di tutti i 2000 cannoni della 2a armata e 16 colonnelli e generali (compresi due della gloriosa Sassari). Tranne in Kafka e in Bacchelli, essa non figura in nessun libro di storia e questa è la sua prima ricostruzione. Gli italiani riuscirono tuttavia a passare il Tagliamento.
  • Ragazzi in guerra - I Colinelli a Gorizia e con gli Alpini
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    Un italiano fuori dal coro. Leggere il diario militare del Capitano Aldo Spallicci, medico, poeta, parlamentare, repubblicano, volontario di guerra, offre la cifra necessaria per riscoprire la mentalità degli italiani che, a partire dal Risorgimento fino alla Seconda Guerra Mondiale, testimoniarono con la vita e sacrificio il rispetto per i propri ideali. L'esperienza bellica per Spallicci è solo un ulteriore passo del proprio cammino umano, politico e professionale a favore della polis romagnola e della patria italiana. Si può anche rimanere isolati a causa dei propri ideali e del proprio impegno ma un romagnolo non torna mai indietro e prosegue per la propria strada con orgoglio
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    Ricordo della Prima Guerra 1915-1918
  • Mediterraneo imperiale - Breve storia della marina da guerra degli asburgo 1866-1918 Le vicende misconosciute della k.u.k. Kriegsmarine, attraverso le storie di uomini e navi. Nella battaglia di Lissa (20 luglio 1866), poco prima dell’affondamento della corazzata italiana Re d’Italia, Maximilian Daublesky von Sterneck, il comandante di quella austriaca, urlò in veneto al suo timoniere, Tommaso Penzo detto Ociai: «Daghe dosso che la ciàpemo». Di Tegetthoff fu invece la celebre frase a conclusione della battaglia: «navi di legno comandate da teste di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da teste di legno». Il racconto della marina imperiale si snoda in mezzo secolo e riserva al lettore infinite sorprese.
  • La sorpresa strategica di Gorizia La storiografia non può prescindere dall'opera del Bencivenga - a quel tempo era a capo dell'Ufficio Operazioni del Comando Supremo - e che fu l'unico generale a subire il confino durante il fascismo. è il volume che riguarda il 1916: la Strafexpedition e la presa di Gorizia, ma anche i massacri di Verdun e delle battaglie dell'Isonzo. Uno dei libri fondamentali per interpretare gli avvenimenti militari di un anno cruciale per gli eserciti dell'Intesa.
  • Sovrastando la città di Gorizia a settentrione, il Monte Sabotino è il testimone silenzioso di una storia che affonda le origini in un passato lontano. Attraverso le sue trame racconta la storia di genti e natura che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a formare la nostra attuale civiltà. Una porzione di territorio di pochi chilometri quadrati dove si possono leggere come in una enorme enciclopedia naturale tutte le fasi che hanno contraddistinto lo sviluppo e l’evoluzione delle zone e dei popoli di questo lembo d’Italia. Il Sabotino è un grande libro aperto sulla storia
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    AUTOMITRAGLIATRICI BLINDATE E MOTOMITRAGLIATRICI NELLA GRANDE GUERRA

    € 25,00
    Com'è noto, nel 1914-1918 l'Esercito italiano non potè inviare al fronte, per le limitate possibilità industriali e per la scarsa collaborazione da parte degli Alleati, i "tanks" che erano apparsi nelle Fiandre dal settembre 1916. Tuttavia, il Comando Supremo riuscì a schierare un piccolo nucleo di automitragliatrici blindate, che giunsero sull'Isonzo tra il 1915 ed il 1916. Altre se ne approntarono nel tardo 1917, ma fu solo dopo la ritirata sul Piave, esse vennero utilizzate in forze sia nel contrastare l'offensiva austriaca di giugno, sia a Vittorio Veneto. Questo III volume, come i precedenti riccamente illustrato, ne ripercorre la travagliata storia, insieme con quella brevissima dei reparti motomitragliatrici creati nell'estate dello stesso 1918. L'autore, dopo essersi soffermato sugli sviluppi tecnici della macchina Ansaldo, ricorda anche gli studi e i brevetti di numerosi inventori
  • Antonio Cantore - Da Assaba alle Tofane il mito del Generale Alpino La prima biografia completa di un personaggio mitico della storia alpina.
  • Vidi la luna rotolare in terra 1944-1945 il diario della deportazione, della prigionia e del ritorno a casa di Marcello Laurenti
  • Itinerari segreti della Grande Guerra nelle Dolomiti vol 12 - Tre Cime di Lavaredo. Paterno - Torre Toblin - Sasso di Sesto I percorsi più facili e quello più impegnativi tra Monte Piana, Paterno e Tre Cime di Lavaredo.
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    La mancata sorpresa strategica, la 1a, 2a, 3a, e 4a battaglia dell’Isonzo, l’impreparazione politica e militare dell’Italia. Uno dei maggiori storici militari italiani e dei pochi esperti di strategia e logistica del Comando Supremo, ricostruisce il fallimento della sorpresa strategica, la 1a, 2a, 3a, e 4a, l’impreparazione politica e militare, l’Italia nei Balcani. Il volume contiene in appendice il famoso e sconosciuto “libretto rosso” di Cadorna Attacco frontale e ammaestramento tattico.
  • Aquile in guerra 16-2008
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